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Quanto sono le vetture Euro 5 diesel coinvolte dal blocco auto

Quanto sono le vetture Euro 5 diesel coinvolte dal blocco auto

L’Anfia ha censito oltre 3,7 milioni di autovetture diesel Euro 5 in circolazione in Italia nel 2023, su un parco complessivo che superava i 40,9 milioni di automobili. È il riferimento nazionale più chiaro oggi disponibile per capire quale sia la platea potenzialmente interessata dai blocchi. Non coincide, però, con il numero delle auto che resteranno davvero ferme: le limitazioni dipendono dalle regioni coinvolte, dai Comuni, dalle strade interessate, dalle fasce orarie e dal periodo dell’anno.

Il rinvio deciso nel 2025 ha portato al 1° ottobre 2026 l’avvio delle nuove limitazioni strutturali previste nel bacino padano. La data non introduce un divieto uguale in tutta Italia. Una diesel Euro 5 può essere vietata in una grande città lombarda, ammessa in un Comune di provincia oppure sottoposta soltanto a un fermo emergenziale, dopo il superamento delle soglie previste per le polveri sottili.

Quante sono le diesel Euro 5 in Italia

Il conteggio normalmente utilizzato per le autovetture diesel Euro 5 riguarda il parco circolante del 2023: gli esemplari erano più di 3,7 milioni. In rapporto all’intero parco italiano delle autovetture, la quota è di circa il 9%. A fine 2024, il numero complessivo delle automobili risultava pari a circa 41,34 milioni di unità.

Quel 3,7 milioni va interpretato con attenzione. Non comprende tutte le auto Euro 5, ma soltanto quelle alimentate a gasolio. Sono esclusi, quindi, i veicoli commerciali leggeri, gli autobus, gli autocarri e le eventuali vetture Euro 5 alimentate con carburanti diversi dal diesel.

Il portale Open Parco Veicoli dell’Automobile Club d’Italia, che utilizza i dati dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico, pubblica la consistenza del parco al 31 dicembre di ogni anno. Dal 2024 la classificazione distingue anche alcune sottocategorie Euro 5 ed Euro 6. La rilevazione dettagliata usata per il conteggio nazionale delle diesel Euro 5, però, arriva al 2023. Per questa aggregazione è dunque l’ultimo riferimento disponibile, non una fotografia precisa della situazione al settembre 2026.

Nel frattempo alcune vetture sono state radiate, esportate o sostituite. Altre continuano a essere utilizzate regolarmente. Il numero attuale può quindi essere più basso di 3,7 milioni, ma non si può trasformare quel dato storico in una stima aggiornata senza una nuova estrazione uniforme dei registri.

Quante auto rischiano davvero il blocco

La platea realmente interessata è più ristretta rispetto al totale nazionale, perché le norme si concentrano soprattutto nelle aree urbane del Nord. La legge statale consente alle regioni del bacino padano di adottare limitazioni per le diesel Euro 5, con applicazione prioritaria nei Comuni che superano i 100.000 abitanti.

La differenza tra parco nazionale e veicoli coinvolti è decisiva. Un’auto che si trova in una regione non interessata dai provvedimenti può continuare a circolare, a meno che non intervengano ordinanze locali. Anche dentro una stessa regione il divieto può essere circoscritto a un’area urbana, alla zona interna alle tangenziali oppure a una specifica zona a traffico limitato.

Dato Riferimento Significato
Oltre 3,7 milioni Anno 2023 Autovetture diesel Euro 5 circolanti in Italia
Circa 41,34 milioni Anno 2024 Parco complessivo delle autovetture italiane
Circa 9% Calcolo sul dato 2023 Incidenza delle diesel Euro 5 sull’intero parco auto
Fino a oltre 1 milione Stime territoriali 2025-2026 Vetture potenzialmente interessate nelle principali regioni del bacino padano

L’ultima voce della tabella non è un dato nazionale ufficiale. È una stima della platea potenziale nelle aree interessate. Il numero effettivo cambia in base ai Comuni inclusi, alle deroghe e agli orari: una diesel Euro 5 immatricolata in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna o Piemonte non è automaticamente esclusa dalla circolazione.

Dove si applicano le limitazioni strutturali

Il quadro più definito è quello della Lombardia. Dal 1° ottobre 2026 le limitazioni regionali per le autovetture diesel Euro 5 sono previste nelle aree urbane dei Comuni lombardi con più di 100.000 abitanti: Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Per i veicoli commerciali e per gli altri mezzi valgono calendari differenti; non vanno quindi confusi con le automobili private.

Milano ha poi una disciplina propria. L’Area B, la grande zona comunale a basse emissioni, limita già dal 1° ottobre 2024 l’accesso alle diesel Euro 5, fatte salve le deroghe e i permessi previsti dal regolamento del Comune. Qui la sola norma regionale non basta: l’accesso a un’area comunale può essere regolato in modo più restrittivo.

In Emilia-Romagna il calendario antismog ordinario si concentra di norma tra il 1° ottobre e il 31 marzo. Nei Comuni con più di 30.000 abitanti, nell’agglomerato di Bologna e nei Comuni che aderiscono volontariamente alle misure, il blocco può comprendere i diesel fino a Euro 5 durante le domeniche ecologiche o quando vengono attivate le misure emergenziali.

Veneto ed Emilia-Romagna applicano un quadro che combina misure stagionali, interventi legati ai livelli di allerta e provvedimenti strutturali nelle aree urbane più popolose. Il Piemonte ha invece modificato il percorso originariamente previsto per il 2025. Per i blocchi alle Euro 5 occorre quindi verificare i singoli Comuni e i provvedimenti regionali aggiornati.

  • Lombardia: dal 1° ottobre 2026 le nuove limitazioni regionali riguardano in via prioritaria le aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo.
  • Emilia-Romagna: i diesel Euro 5 possono rientrare nelle misure emergenziali e nelle domeniche ecologiche, soprattutto nei Comuni che aderiscono al piano regionale.
  • Veneto: i provvedimenti cambiano in base alla classificazione del Comune, alla stagione e al livello di allerta per la qualità dell’aria.
  • Piemonte: rinvii e modifiche normative hanno reso il calendario meno uniforme; Torino e gli altri Comuni vanno verificati attraverso le ordinanze locali.

Blocco permanente, stagionale o emergenziale

L’espressione “blocco Euro 5” può indicare misure differenti. Quello strutturale è previsto in modo stabile dalla disciplina regionale e si ripete secondo giorni, orari e aree già individuati. Non dipende dal valore del PM10 rilevato nella giornata.

Il blocco stagionale vale invece soltanto durante la stagione antismog, spesso dal 1° ottobre al 31 marzo. Nei mesi estivi la vettura può essere autorizzata a circolare; in quelli invernali può essere fermata anche senza un superamento dei limiti registrato nello stesso giorno.

La misura emergenziale entra in vigore dopo il superamento delle soglie di inquinamento. In Emilia-Romagna, per esempio, il livello di allerta può estendere il divieto a categorie ambientali che normalmente sono ammesse oppure aggiungere altre giornate di stop. Soglie, durata e categorie interessate sono fissate dai piani regionali e dalle ordinanze comunali.

Nemmeno gli orari sono uguali ovunque. Un provvedimento può vietare la circolazione nei giorni feriali dalle 7.30 alle 19.30; un altro può stabilire la fascia dalle 8.30 alle 18.30 o limitare il divieto soltanto a determinate strade. Le festività infrasettimanali, a loro volta, possono essere escluse.

Le principali deroghe previste

Le deroghe hanno lo scopo di permettere gli spostamenti indispensabili e la continuità dei servizi essenziali. Non operano, però, nello stesso modo in tutti i territori. In alcuni casi dipendono dall’ordinanza comunale, in altri richiedono una registrazione o un’autorizzazione prima dell’accesso.

  • veicoli usati per il trasporto di persone con disabilità o per il loro accompagnamento;
  • mezzi di soccorso, delle forze dell’ordine, della protezione civile e dei servizi pubblici;
  • veicoli necessari per visite mediche, cure, assistenza domiciliare o situazioni di necessità documentate;
  • mezzi commerciali destinati a trasporti specifici o a usi speciali;
  • vetture impiegate nel car pooling, quando il regolamento locale stabilisce un numero minimo di occupanti;
  • veicoli elettrici, ibridi o appartenenti ad altre categorie ambientali espressamente escluse dal divieto;
  • residenti, lavoratori o titolari di un posto auto, se il Comune concede una deroga per raggiungere la propria zona.

In Lombardia è possibile ricorrere anche al servizio Move-In. Il sistema sostituisce il blocco orario con un limite chilometrico annuale, controllato tramite un dispositivo installato sul veicolo. L’adesione non rende l’auto libera da ogni vincolo: permette di percorrere un numero determinato di chilometri nelle aree soggette alle limitazioni, in base alla classe ambientale e alla categoria del mezzo.

Move-In non è disponibile automaticamente in ogni città italiana. Regione competente, tetto chilometrico, costo e condizioni di accesso devono essere controllati caso per caso.

Tre esempi per capire chi può circolare

Chi possiede una diesel Euro 5, vive in un piccolo Comune dell’Italia centrale e viaggia al di fuori delle zone sottoposte a ordinanze può continuare a usare la vettura, salvo l’adozione di provvedimenti locali temporanei.

A Milano la verifica richiede una distinzione. Percorrendo strade esterne all’Area B, l’automobilista deve rispettare le limitazioni regionali applicabili al Comune e alla fascia oraria. Entrando nell’Area B, invece, deve seguire il regolamento comunale, che per le diesel Euro 5 prevede già restrizioni e possibili deroghe.

Un lavoratore che attraversa Bologna in una giornata ordinaria può essere interessato dalle misure stagionali del Comune. Se viene attivato il livello emergenziale, il divieto può allargarsi. La deroga per lavoro, residenza o accompagnamento non si presume: deve essere prevista dall’ordinanza oppure risultare dal titolo autorizzativo richiesto.

Il controllo pratico comincia dal libretto di circolazione, alla voce V.9, dove è riportata la classe ambientale. Poi vanno verificati quattro elementi:

  • il Comune e la regione nei quali si entra;
  • l’area precisa, perché il divieto può riguardare soltanto una zona delimitata;
  • il giorno e l’orario del viaggio;
  • l’eventuale attivazione delle misure emergenziali e la presenza di deroghe.

Multe e alternative al fermo

Circolare nonostante un divieto può comportare una sanzione amministrativa prevista dal Codice della strada. L’importo dipende dalla norma applicata, dall’ordinanza locale, dal pagamento entro i termini previsti e dall’eventuale reiterazione della violazione.

Prima di usare l’auto, è opportuno verificare la classe ambientale indicata alla voce V.9 del libretto, il Comune e l’area in cui si entra, il giorno e l’orario del viaggio, l’eventuale attivazione di misure emergenziali e le deroghe disponibili.

Se la circolazione è vietata, le alternative possono includere trasporto pubblico, car pooling, veicolo condiviso, servizio Move-In o una deroga documentata. La sostituzione o la rottamazione dell’auto diventa una scelta da valutare soprattutto quando l’accesso alle aree soggette ai blocchi è frequente e non sono disponibili eccezioni o soluzioni di mobilità praticabili.