Il Consiglio dei ministri ha approvato il 24 settembre 2026 un decreto-legge che sposta al 1° ottobre 2027 il termine nazionale per le limitazioni strutturali ai diesel Euro 5 in Lombardia e nelle altre regioni del Bacino Padano. Per gli automobilisti lombardi, la circolazione resta legata anche agli atti della Regione, alle misure temporanee contro lo smog e alle ordinanze comunali.
Il rinvio riguarda l’obbligo imposto alle Regioni di inserire il blocco nei piani per la qualità dell’aria. Le auto Euro 5 possono quindi incontrare divieti diversi in base al comune, al giorno, all’orario e al livello di inquinamento. Il calendario nazionale è un riferimento, ma per conoscere le regole applicabili a un singolo spostamento occorre considerare anche le disposizioni regionali e locali.
Che cosa rinvia il decreto al 2027
La norma approvata dal Governo sposta di dodici mesi la scadenza prevista dal decreto-legge n. 121 del 2023, modificato nel 2025. Riguarda le autovetture e i veicoli commerciali diesel Euro 5 nelle quattro regioni del Bacino Padano: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. La nuova data di riferimento per l’obbligo nazionale è il 1° ottobre 2027.
Il rinvio concede alle amministrazioni altro tempo per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Le Regioni possono adottare misure compensative di efficacia equivalente oppure introdurre il blocco prima della nuova scadenza. Resta in vigore l’obbligo europeo di migliorare la qualità dell’aria. Le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea del 2020 e del 2022 hanno riguardato il superamento dei limiti di inquinamento, con particolare riferimento al Bacino Padano.
Il provvedimento del 2023 fissava inizialmente l’avvio nel 2025 e prevedeva l’applicazione nei Comuni con più di 30.000 abitanti. Nel 2025 la soglia è stata innalzata a 100.000 residenti e la decorrenza è slittata al 2026. Con il decreto approvato nel settembre 2026, il termine nazionale è stato rinviato ancora. I provvedimenti regionali seguono però calendari che possono avere una decorrenza propria.
Lombardia: le regole per le auto Euro 5
Per le autovetture diesel Euro 5, la deliberazione della Giunta regionale lombarda n. XII/4843 del 28 luglio 2025 aveva previsto il divieto nei centri abitati di Milano, Brescia, Bergamo e Monza. La decorrenza indicata era il 1° ottobre 2026. Il blocco era previsto dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, per tutto l’anno, con esclusione dei festivi infrasettimanali.
La delibera regionale è il riferimento per individuare le quattro aree urbane e le fasce orarie. Per stabilire quale calendario sia effettivamente in vigore conta l’eventuale aggiornamento adottato dalla Regione dopo il decreto nazionale. Finché la delibera non viene modificata, resta quello il quadro regionale indicato per le auto.
Il provvedimento riguarda le autovetture diesel Euro 5, cioè i veicoli della categoria M1. Furgoni e altri veicoli commerciali seguono un calendario distinto. Le strade interessate sono individuate in base ai centri abitati delimitati e alla segnaletica. La disciplina regionale esclude inoltre dal divieto le autostrade, le strade di interesse regionale R1 e alcuni collegamenti agli svincoli e ai parcheggi delle stazioni periferiche del trasporto pubblico.
A Milano si applicano anche i regolamenti comunali di Area B e Area C, con condizioni di accesso proprie. Chi attraversa la città deve quindi verificare la disciplina regionale degli Euro 5 e quella locale relativa all’area in cui entra. Le due regolamentazioni possono interessare lo stesso spostamento.
Furgoni, mezzi pesanti e autobus
Per i veicoli commerciali la Lombardia ha fissato scadenze diverse da quelle delle auto private. Le limitazioni per furgoni, veicoli commerciali leggeri e minibus sono previste dal 1° ottobre 2027. Per i camion sopra le 12 tonnellate e gli autobus di maggiori dimensioni, la data indicata è il 1° ottobre 2028.
Le misure temporanee per gli episodi di inquinamento seguono un calendario distinto. In Veneto e in Emilia-Romagna, per esempio, i provvedimenti emergenziali possono comprendere anche i diesel Euro 5 quando scattano le condizioni di allerta. Contano la categoria del mezzo e la sua classe ambientale: le disposizioni per un’auto privata non si trasferiscono automaticamente a un furgone aziendale o a un autobus.
In Lombardia, la violazione dei divieti di circolazione è sanzionata con una multa da 75 a 450 euro. Le deroghe comunali non possono ampliare quelle previste a livello regionale; un Comune può invece adottare misure più restrittive entro i limiti delle proprie competenze.
Smog e ordinanze comunali: divieti temporanei
Le misure emergenziali entrano in gioco nei periodi in cui le polveri sottili raggiungono le condizioni definite dai protocolli regionali. Possono interessare territori e veicoli diversi, secondo le regole stabilite per ciascun caso. In Emilia-Romagna, per esempio, le limitazioni legate alle allerte PM10 possono coinvolgere i diesel Euro 5 nei Comuni interessati e durante le domeniche ecologiche. Aree e fasce orarie sono definite dai provvedimenti regionali e comunali in vigore.
Anche un’ordinanza locale può regolare accessi, orari o zone urbane secondo disposizioni proprie. Rientrano in questa categoria le aree a traffico limitato e le zone ambientali cittadine, che possono avere requisiti diversi. La proroga nazionale non sospende automaticamente le ordinanze comunali e non modifica le condizioni di accesso a una zona soggetta a permesso o pagamento.
Prima di mettersi in viaggio, conviene controllare le disposizioni previste per la destinazione e per il giorno scelto. Vanno considerati la classe ambientale e la categoria riportata nei documenti del veicolo, l’eventuale allerta smog e l’accesso a zone regolamentate. Le comunicazioni ufficiali della Regione e del Comune indicano se il divieto è permanente, emergenziale o circoscritto a una determinata area urbana.
MoVe-In e deroghe in Lombardia
In Lombardia il sistema MoVe-In permette di sostituire il divieto orario con un limite annuale di percorrenza. Al veicolo viene installata una scatola nera, che registra i chilometri effettuati. Raggiunto il tetto assegnato, termina la possibilità di circolare secondo questa modalità. Entro il limite previsto, il sistema consente di viaggiare anche nelle fasce normalmente vietate.
Per le auto diesel Euro 5, l’adesione è collegata all’eventuale avvio del divieto lombardo. Si applica il tetto chilometrico stabilito dalla Regione per questa classe di veicoli; condizioni operative e modalità di adesione dipendono dalla disciplina regionale. In altre regioni, durante alcune misure emergenziali, MoVe-In non dà necessariamente accesso alla circolazione: in Veneto, per esempio, il sistema è escluso nei giorni di allerta arancio e rossa.
La delibera lombarda prevede deroghe per specifiche esigenze. Fra i casi contemplati ci sono le auto con almeno tre persone a bordo e i veicoli che accompagnano persone a terapie indispensabili certificate. Sono inclusi anche i mezzi di emergenza impiegati per servizi pubblici, quelli con contrassegno disabili utilizzati per il relativo trasporto e il tragitto verso una revisione già prenotata. La disciplina prevede inoltre condizioni per i veicoli storici o da collezione. Ogni deroga si applica in presenza dei requisiti previsti.
Come verificare se il proprio diesel può circolare
La classe ambientale è riportata al campo V.9 della carta di circolazione. Per controllare la classe Euro si può inserire la targa anche nel servizio del Portale dell’Automobilista, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per verificare le regole applicabili al proprio mezzo, è utile procedere per passaggi:
- Classe e categoria del veicolo: auto M1, furgoni e altri veicoli commerciali possono seguire calendari differenti.
- Comune e zona di destinazione: in Lombardia il provvedimento strutturale riguarda Milano, Brescia, Bergamo e Monza. A Milano vanno controllate anche le regole di Area B e Area C.
- Giorno e orario: per le auto, la delibera lombarda indica i feriali dalle 7.30 alle 19.30, esclusi i festivi infrasettimanali, salvo successivi aggiornamenti regionali.
- Eventuali allerte: gli episodi di inquinamento possono attivare ulteriori limitazioni temporanee.
- Deroga o MoVe-In: occorre verificare che siano rispettati i requisiti previsti e, per il sistema di monitoraggio, il tetto chilometrico applicabile.
Il rinvio al 2027 sposta il termine nazionale per il blocco strutturale. Per la circolazione quotidiana restano da verificare le regole regionali permanenti, le misure emergenziali legate allo smog e le disposizioni locali per le zone urbane. Possono valere nello stesso momento e riguardare parti diverse dello stesso percorso.






