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    Peugeot RCZ Vision, lo sterzo senza collegamento meccanico: come cambia la guida

    Peugeot RCZ Vision

    La Peugeot RCZ Vision presentata al Salone di Parigi 2026 adotta uno sterzo senza collegamento meccanico diretto tra volante e ruote: gli input del conducente vengono rilevati e trasformati in comandi elettronici. Il prototipo elettrico da 500 CV mette così lo Steer-by-Wire al centro dell’esperienza di guida. Il sistema deve interpretare i gesti di chi guida e restituire una risposta coerente, oltre a intervenire sul rapporto tra volante e ruote. La Vision è una concept car che anticipa una direzione tecnica; Peugeot ha annunciato l’Hypersquare anche sulla prossima generazione della e-208.

    Come funziona lo sterzo elettronico

    In uno sterzo convenzionale il volante è collegato alle ruote anteriori da una catena meccanica. Il movimento passa attraverso questa trasmissione e, insieme, arrivano al conducente le reazioni dell’avantreno. Nello Steer-by-Wire della RCZ Vision il collegamento diretto viene meno: i sensori rilevano la rotazione impartita al comando, l’elettronica elabora il segnale e gli attuatori orientano le ruote.

    Il comando non percorre più una trasmissione fisica continua, dal volante alla cremagliera. Viaggia invece tra dispositivi elettronici. È qui che il software può intervenire sul rapporto tra la rotazione del volante e l’angolo delle ruote: la corrispondenza non deve restare fissa, ma può variare secondo la velocità. Nelle manovre lente l’auto può rispondere con maggiore prontezza; procedendo rapidamente, la reazione diventa più graduale.

    Cambia anche il modo in cui le sensazioni della strada raggiungono le mani. Buche e imperfezioni possono generare vibrazioni da filtrare, mentre le informazioni utili per avvertire l’aderenza e il comportamento dell’avantreno vengono ricostruite dal controllo elettronico. Il feedback passa così attraverso gli attuatori: la taratura dello sterzo contribuisce a definire ciò che il guidatore percepisce, insieme all’hardware.

    Hypersquare e rapporto variabile

    Sulla concept il comando è l’Hypersquare, un volante geometrico che prende il posto della tradizionale forma circolare. Peugeot lo inserisce nella nuova interpretazione del proprio i-Cockpit, affiancandolo a strumenti digitali Micro LED trasparenti. La forma è legata anche al funzionamento dello sterzo: il sistema è pensato per consentire, in alcune manovre, angoli di rotazione più contenuti rispetto a quelli necessari con un impianto convenzionale.

    Il rapporto di sterzo è adattivo. A bassa velocità il comando diventa più diretto e una rotazione limitata del volante può produrre un movimento ampio delle ruote. Si può così affrontare una svolta stretta o parcheggiare intervenendo meno con le braccia; anche le correzioni della traiettoria risultano più agevoli. Quando la velocità aumenta, invece, il rapporto diventa più progressivo. Piccoli movimenti del volante producono variazioni più contenute nella direzione dell’auto, per una risposta più stabile.

    La Peugeot presenta l’Hypersquare come una soluzione destinata a superare la fase di concept: è previsto sulla prossima e-208. L’annuncio avvicina il comando a un’applicazione di serie e lo colloca accanto agli altri elementi del nuovo i-Cockpit, con i suoi strumenti digitali trasparenti.

    Manovre lente e stabilità alle alte velocità

    In città si coglie subito l’utilità di un rapporto variabile. Per affrontare un incrocio o sistemare l’auto in uno spazio ristretto, non serve compiere una lunga rotazione del volante. A bassa velocità il comando risponde in modo più pronto e il gesto del conducente può restare contenuto.

    La rimozione della colonna meccanica collegata direttamente alle ruote lascia inoltre maggiore libertà nella progettazione dell’abitacolo. Sulla Vision questa scelta accompagna un cockpit essenziale, organizzato attorno all’Hypersquare. Il comando diventa così parte dell’impostazione interna dell’auto, oltre che dell’architettura dello sterzo.

    Alle andature più elevate il sistema riduce la sensibilità del comando e rende la risposta graduale. La rotazione che in una manovra da fermo produce un movimento ampio non deve avere lo stesso effetto in autostrada. Il rapporto variabile serve proprio a modulare la direzione in base alla velocità, combinando una risposta pronta quando si procede piano con una maggiore stabilità alle alte andature. La calibrazione determina quanto questa differenza risulti naturale al volante e quanto la risposta resti prevedibile nei cambi di direzione.

    Anche il filtraggio delle vibrazioni interviene sul comfort e sul feedback. Con uno sterzo tradizionale, parte delle forze generate dal contatto fra pneumatici e strada si avverte direttamente attraverso il volante. Nella soluzione elettronica le vibrazioni indesiderate possono essere attenuate; gli attuatori ricostruiscono invece le informazioni utili, così che il guidatore possa sentire la risposta dell’auto senza ricevere ogni irregolarità dell’asfalto.

    Sicurezza e ridondanza del sistema

    Senza un collegamento meccanico, la continuità elettronica dello sterzo diventa essenziale. Sensori, centraline, alimentazione e attuatori devono lavorare insieme: il movimento impresso al comando deve tradursi in una risposta coerente delle ruote. La RCZ Vision adotta il sistema steer-by-wire all’interno di un insieme di controlli elettronici che gestisce la direzione.

    La concept integra anche sistemi di assistenza alla guida di livello 2++ e funzioni collegate ai controlli del veicolo. Il conducente resta responsabile del controllo dell’auto, nel rispetto delle condizioni operative previste per le funzioni attive.

    Accanto allo sterzo, la RCZ Vision utilizza il Brake-by-Wire: il comando di frenata è gestito elettronicamente, anziché attraverso il tradizionale collegamento idraulico diretto. Su un’auto elettrica, il controllo può coordinare la frenata con il recupero di energia. Sterzo e freni elettronici fanno quindi parte della dimostrazione di controlli integrati proposta dal prototipo.

    Una concept elettrica, non una RCZ di serie

    La Vision è costruita sulla piattaforma STLA One e abbina allo sterzo elettronico una batteria allo stato solido sviluppata con Factorial Energy, azienda specializzata nelle tecnologie per accumulatori. La potenza dichiarata è di 500 CV; l’autonomia obiettivo arriva fino a 600 km WLTP e il consumo stimato è di 11,5 kWh/100 km. L’architettura elettrica lavora a 1.000 volt. Per passare dal 10% all’80% di carica sono indicati circa 10 minuti.

    Il nome richiama la coupé Peugeot prodotta dal 2009 al 2015, mentre il progetto presenta soluzioni pensate per i futuri modelli del marchio. La batteria sottile, il cockpit digitale e i comandi by-wire si inseriscono in un pacchetto sperimentale dedicato alla mobilità elettrica ad alte prestazioni. Tra gli elementi che hanno già una destinazione annunciata c’è l’Hypersquare, previsto sulla prossima generazione della e-208.

    Il bilancio per chi guida

    Il sistema punta a rendere più immediate le manovre a bassa velocità e meno sensibile lo sterzo alle andature elevate. Il software può inoltre filtrare le vibrazioni e definire il feedback restituito al conducente. Con il rapporto variabile, la stessa ampiezza di movimento e lo stesso sforzo non sono richiesti in ogni situazione: il comando può adattarsi al contesto.

    Il contatto tra la strada e le mani passa attraverso una risposta elaborata dal sistema, che seleziona e ricostruisce le sensazioni trasmesse al guidatore. Precisione della taratura, coerenza del comportamento e architettura di sicurezza sono quindi parte dell’esperienza di guida. La Peugeot RCZ Vision mostra questa impostazione su una coupé elettrica da 500 CV, mentre l’Hypersquare è annunciato anche per la prossima e-208.

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