Nel 2026 tre elettriche cinesi, AION UT, GEELY E2 e Leapmotor B05, hanno ottenuto cinque stelle Euro NCAP. La CUPRA Raval si è fermata a quattro nella versione standard, mentre con il Safety Pack ha raggiunto il massimo. Il risultato va letto tenendo presente l’anno del test: nel 2020 le cinque stelle erano assegnate secondo un protocollo diverso, con prove e criteri di valutazione che da allora sono cambiati.
Le stelle dipendono dall’anno del test
Euro NCAP è il programma europeo indipendente che valuta la sicurezza delle auto nuove. I suoi criteri vengono aggiornati periodicamente e le stelle descrivono la risposta di un modello alle prove e alle soglie in vigore al momento dell’esame. La data accompagna il risultato: è parte della valutazione tanto quanto il numero di stelle.
Il cambiamento più recente è entrato in vigore nel 2026. Il nuovo impianto divide l’esame in quattro fasi: guida sicura, prevenzione degli incidenti, protezione nell’urto e sicurezza dopo l’impatto. Le valutazioni precedenti seguivano categorie e procedure differenti. Perciò un’auto esaminata nel 2020 e una testata nel 2026 possono entrambe avere cinque stelle, pur essendo state sottoposte a prove e criteri diversi.
Per confrontare i modelli occorre quindi guardare a che cosa misurava il protocollo, a come veniva composto il punteggio e agli equipaggiamenti presenti sull’esemplare esaminato. Il numero in sé offre una sintesi; le categorie e i risultati di dettaglio raccontano il profilo della vettura secondo lo standard dell’anno in cui è stata valutata.
Che cosa misuravano i test nel 2020
Nel 2020 Euro NCAP organizzava il giudizio in quattro aree: protezione degli occupanti adulti, protezione dei bambini, protezione degli utenti vulnerabili della strada e sistemi di assistenza alla sicurezza. La valutazione combinava crash test e analisi delle tecnologie attive.
Per la protezione in caso d’urto si consideravano elementi come la struttura dell’abitacolo, le cinture e gli airbag. Le prove comprendevano anche la risposta dell’auto rispetto a pedoni e ciclisti, oltre all’efficacia dei sistemi di assistenza. Il quadro, dunque, teneva conto sia di ciò che accade durante una collisione sia delle tecnologie pensate per prevenirla o ridurne le conseguenze.
Il punteggio finale in stelle dipendeva dai risultati complessivi e dal rispetto di requisiti minimi nelle singole aree. Le percentuali riportate nelle categorie permettevano di osservare i punti di forza e quelli meno brillanti del veicolo, secondo le prove previste allora. Per leggere una scheda del 2020 conta quindi il significato delle sue categorie e delle verifiche svolte in quell’anno.
Già quel protocollo andava oltre la prova d’impatto frontale. Comprendeva scenari di collisione, controlli sulla protezione di diverse tipologie di utenti della strada e verifiche dei dispositivi capaci di evitare o attenuare un incidente. Nel corso degli anni sono cambiati l’estensione delle verifiche, la loro organizzazione e il peso attribuito ai diversi risultati.
Dal 2026 quattro fasi, prima e dopo l’urto
Dal 2026 i risultati sono suddivisi in quattro aree, ciascuna valutata su cento punti e presentata in percentuale. Safe Driving riguarda le tecnologie e le funzioni che promuovono una guida più sicura. Crash Avoidance misura la capacità dei sistemi di prevenire o mitigare gli incidenti; Crash Protection valuta la protezione di occupanti e utenti vulnerabili durante l’urto. Post-Crash Safety, infine, considera la gestione della fase successiva alla collisione.
La struttura segue così le diverse fasi di un incidente: prima della collisione, durante l’urto e dopo. Nella guida sicura rientrano anche il monitoraggio del conducente e l’interazione tra le informazioni sul suo stato e i sistemi di assistenza. Sono valutati, tra gli altri, il tracciamento di occhi e testa, il riconoscimento di condizioni di alterazione e le funzioni in grado di arrestare il veicolo in sicurezza nel caso in cui chi guida perda conoscenza. Anche l’accuratezza delle informazioni sui limiti di velocità viene controllata durante prove su strada.
Per la prevenzione, gli ADAS sono messi alla prova in scenari che valutano sia gli avvisi sia gli interventi automatici. Tra questi rientrano i sistemi di frenata e il supporto allo sterzo. Nell’area Crash Protection l’attenzione alle differenze fisiche tra gli occupanti si estende a una gamma più ampia di corporature; le verifiche combinano prove reali, test su slitta e simulazioni.
La fase successiva all’incidente comprende anche l’accessibilità per i soccorritori e l’isolamento della batteria ad alta tensione nei veicoli elettrici. Sono aspetti che ampliano l’esame alla gestione dell’emergenza dopo l’impatto e alle operazioni necessarie per intervenire sul veicolo.
Per raggiungere le stelle restano previste soglie minime in ciascuna delle quattro fasi. Un risultato complessivo elevato deve quindi accompagnarsi a prestazioni adeguate in tutte le aree: anche una protezione dagli urti molto alta va letta insieme ai punteggi ottenuti nella guida sicura, nella prevenzione e nella fase post-incidente.
Perché le cinque stelle del 2020 e del 2026 divergono
Tra il 2020 e il 2026 sono cambiati i contenuti delle prove e il modo di raggruppare e interpretare i risultati. La scheda del 2020 distingueva adulti, bambini, utenti vulnerabili e assistenza alla sicurezza. Quella introdotta nel 2026 è articolata in guida sicura, prevenzione, protezione e sicurezza dopo l’incidente. Le categorie hanno componenti e confini diversi, e ogni punteggio va letto all’interno del proprio schema.
Nel protocollo 2026 sono più approfondite anche le verifiche sulle funzioni di guida e sulla gestione dei soccorsi. I sistemi di assistenza vengono esaminati per il loro comportamento durante la marcia, per il contributo alla prevenzione e per l’interazione con lo stato del conducente. Dopo l’impatto assumono rilievo, tra gli altri requisiti, la funzionalità delle maniglie esterne elettriche e la gestione della batteria ad alta tensione. La sicurezza valutata da Euro NCAP comprende così anche le fasi che precedono e seguono il crash.
Euro NCAP ha fissato un aggiornamento dei protocolli ogni tre anni, per adeguare le valutazioni alle tecnologie e ai rischi emergenti. La revisione del 2026 è la più ampia dal 2009. I risultati ottenuti in periodi diversi descrivono la prestazione del modello secondo lo standard applicato in ciascun caso e offrono un riferimento per leggere le rispettive schede.
Gli esempi del 2026 mostrano profili diversi
I primi risultati del nuovo protocollo fanno emergere profili differenti anche tra auto che hanno tutte ottenuto cinque stelle. La GEELY E2 ha registrato 79% in Safe Driving, 72% in Crash Avoidance, 86% in Crash Protection e 95% in Post-Crash Safety. Il valore più alto riguarda quindi la fase successiva all’impatto; quello della prevenzione è il più basso dei quattro.
L’AION UT ha ottenuto circa 66% in Safe Driving, 74% in Crash Avoidance, 91% in Crash Protection e 88% in Post-Crash Safety. La Leapmotor B05 ha raggiunto il 92% nella protezione dagli urti e ha ottenuto cinque stelle complessive. Le percentuali permettono di distinguere gli equilibri fra le diverse fasi anche quando il giudizio finale è lo stesso.
La CUPRA Raval mostra quanto conti la configurazione dell’auto. Nella versione standard ha ricevuto quattro stelle; con il Safety Pack arriva a cinque. Il pacchetto aggiunge funzioni di assistenza, tra cui il cruise control adattivo predittivo e l’allerta del traffico frontale. La dotazione presente sull’esemplare valutato entra quindi nel risultato attribuito al modello.
Un esempio analogo si era visto nei test del 2025: la Kia EV4 aveva ottenuto quattro stelle nella versione standard e cinque con il pacchetto DriveWise ADAS Safety. La scheda va dunque letta insieme alla configurazione sottoposta alle prove, soprattutto quando alcuni dispositivi sono legati a un pacchetto opzionale.
Come leggere una scheda Euro NCAP
Il primo dato da controllare è l’anno della valutazione. Da lì si identifica il protocollo e si possono interpretare correttamente le percentuali delle aree, le note sui singoli test e la versione dell’auto sottoposta alle prove. La scheda completa indica se il risultato riguarda la dotazione standard o un pacchetto disponibile a richiesta e mostra in quali ambiti il veicolo ha ottenuto i risultati più alti o più bassi.
In una lettura ordinata conviene verificare:
- Anno e protocollo, per individuare le regole e le prove applicate.
- Risultati per area, che descrivono il profilo oltre alle stelle complessive.
- Allestimento valutato, per distinguere gli equipaggiamenti di serie dagli optional.
- Commenti alle prove, con dettagli sulla protezione, sui sistemi attivi e sulle criticità specifiche.
Va considerata anche la generazione del veicolo. Un restyling o un aggiornamento tecnico può cambiare la struttura, i dispositivi o la dotazione. Quando si consulta la valutazione, è quindi utile verificare che corrisponda alla versione in esame; per un’auto usata contano l’anno di produzione e la configurazione, oltre alla data del test.
Che cosa cambia per chi compra
Per chi acquista un’auto, le cinque stelle sono un indicatore utile. Se i modelli sono stati testati nello stesso periodo, i punteggi per area aiutano a capire quale ottiene risultati migliori nella protezione durante l’urto, nella prevenzione o nella gestione post-incidente. Con anni di valutazione diversi, il confronto richiede di tenere conto del protocollo seguito da ciascun modello.
Conta anche la dotazione effettiva. Un sistema che contribuisce al risultato può essere disponibile soltanto in un pacchetto opzionale o su specifici allestimenti. Verificare che sia incluso nella versione presa in considerazione permette di confrontare le prestazioni con quelle della configurazione effettivamente acquistata. Per le auto elettriche, inoltre, i controlli sulla batteria e sulle procedure di soccorso aggiungono elementi alla valutazione della sicurezza a bordo.
In pratica, conviene partire da auto valutate nello stesso periodo e poi passare a stelle, percentuali, singole prove e dotazioni. Una scheda del 2020 descrive il modello secondo le regole di quell’anno; una del 2026 segue il protocollo aggiornato, organizzato in quattro fasi. Anno, criteri e allestimento sono i riferimenti da tenere insieme quando si confrontano i risultati Euro NCAP.






