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    Auto a cinque stelle: cosa rivelano i crash test con manichini femminili

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    Euro NCAP assegna cinque stelle dopo aver valutato più aree della sicurezza: la protezione degli adulti, dei bambini e degli utenti vulnerabili, insieme ai sistemi di assistenza. Il giudizio finale raccoglie i risultati di prove diverse. Per leggere la scheda con attenzione, conviene considerare anche i manichini impiegati, i posti in cui sono collocati e i punteggi delle singole prove.

    Che cosa significano le cinque stelle

    Euro NCAP è il programma europeo indipendente che sottopone i nuovi modelli a prove comparative di sicurezza. Le stelle sintetizzano la valutazione di una specifica versione dell’auto, esaminata secondo un protocollo in vigore in un determinato periodo. I criteri cambiano nel tempo e vengono aggiornati: per questo l’anno del test è un dato da tenere presente quando si confrontano i risultati di vetture diverse.

    Il punteggio è diviso in quattro capitoli: protezione degli occupanti adulti, protezione dei bambini, utenti vulnerabili della strada e sistemi di assistenza alla sicurezza. Ognuno comprende prove e controlli distinti. Una vettura può quindi ottenere un risultato complessivo alto e mostrare, allo stesso tempo, prestazioni diverse in base alla parte del corpo, al sedile occupato o allo scenario d’impatto.

    La scheda dettagliata permette di risalire alle prove che hanno contribuito al voto e di individuare le aree in cui la protezione ha ottenuto risultati più o meno efficaci. Guardare i punteggi parziali, accanto alle stelle, offre un quadro più preciso del comportamento dell’auto. Per un confronto diretto, il riferimento più utile è costituito da modelli valutati nello stesso periodo e con criteri analoghi.

    Manichini femminili: dimensioni e sedili contano

    Nei crash test i manichini sono strumenti antropomorfi dotati di sensori, capaci di registrare accelerazioni e carichi in diverse zone del corpo. Contano la loro taglia e la postura, così come la posizione sul sedile. Un manichino di dimensioni inferiori rispetto al modello maschile di riferimento può rappresentare una donna di statura più bassa.

    I protocolli Euro NCAP impiegano manichini femminili di taglia ridotta in specifiche prove d’urto, per rappresentare l’occupante seduto davanti. La collocazione cambia a seconda dello scenario. Nell’urto frontale con barriera deformabile disassata, il manichino femminile è sul sedile del passeggero e quello maschile rappresenta il conducente. Nella prova laterale contro barriera, invece, il manichino femminile occupa il sedile del conducente. Altre valutazioni coinvolgono occupanti e sedili differenti, come avviene per i test sui posti posteriori e per quelli dedicati alla protezione dei bambini.

    Il sedile occupato incide sull’interazione tra persona e sistemi di sicurezza. Cintura, airbag e struttura del veicolo agiscono in rapporto alla postura e alla distanza dal volante o dalla plancia. Chi siede più vicino al volante si trova in una condizione diversa rispetto al manichino posizionato secondo le indicazioni standard. Anche l’inclinazione dello schienale modifica il rapporto tra corpo, cintura e airbag. I sistemi di ritenuta sono progettati per lavorare con la postura e con l’uso della cintura previsti.

    La configurazione del test aiuta quindi a interpretare il risultato: occorre sapere quale manichino è stato usato, su quale sedile, con quale cintura e in quale tipo d’impatto. La taglia ridotta fornisce un riferimento per gli occupanti di statura inferiore, mentre le diverse posizioni di prova mostrano come cambia la risposta dei sistemi di protezione.

    Le lesioni misurate e gli scenari d’urto

    Le prove frontali riproducono collisioni con velocità e sovrapposizione definite. I sensori rilevano indicatori di rischio per testa, collo, torace, bacino e gambe. Durante il test si osservano anche l’intrusione nell’abitacolo e il funzionamento dei sistemi di ritenuta. Nelle prove laterali l’attenzione si concentra soprattutto su testa, torace, addome e bacino, esposti alla deformazione della porta e alle forze trasmesse dalla barriera o dall’altro veicolo.

    Le valutazioni comprendono il colpo di frusta nei tamponamenti e la protezione offerta da sedili e poggiatesta. Vengono esaminate anche cinture e airbag. Per i bambini e per gli utenti vulnerabili della strada cambiano strumenti e scenari: si valuta la protezione assicurata dai seggiolini e la risposta dell’auto negli impatti con pedoni o ciclisti. Rientrano nelle prove anche le tecnologie che possono prevenire o attenuare queste collisioni.

    Gli indicatori di rischio sono calcolati a partire dai carichi misurati durante il test, usando soglie e modelli biomeccanici. La scheda Euro NCAP associa punteggi o valutazioni alle diverse aree del corpo e agli elementi dell’abitacolo. Le mappe dei risultati aiutano a vedere come si distribuisce la protezione: per esempio, una valutazione della testa può essere letta insieme a quella del torace, del bacino e degli arti. In questo modo si riconoscono i punti di forza e le aree in cui l’esito è meno favorevole, oltre al contributo dei sistemi di sicurezza.

    Le prove consentono di confrontare veicoli sottoposti alla stessa procedura. In un incidente reale entrano in gioco condizioni diverse, tra cui velocità, angolo d’impatto, massa dei veicoli e caratteristiche degli occupanti. Per questo la lettura dei risultati resta legata allo scenario specifico riprodotto nel test e ai valori raccolti dai sensori.

    Dal modello maschile ai nuovi strumenti di prova

    Per decenni molti standard automobilistici hanno preso come riferimento un manichino maschile di corporatura media. L’Hybrid III, sviluppato negli anni Settanta, è stato utilizzato per valutare la risposta del corpo agli urti. In seguito, le versioni femminili di dimensioni ridotte hanno esteso le configurazioni di prova e introdotto ulteriori riferimenti per l’occupante del sedile anteriore.

    Una ricerca dell’Università tecnica di Graz, basata su incidenti avvenuti tra il 2012 e il 2024, ha rilevato per le donne un rischio di lesioni superiore del 60% rispetto agli uomini in collisioni comparabili. Lo studio descrive differenze nelle lesioni a torace, colonna, braccia e gambe; il divario risulta particolarmente marcato negli urti a bassa velocità. Il dato deriva dall’analisi degli esiti osservati negli incidenti.

    Negli Stati Uniti la NHTSA, l’agenzia federale per la sicurezza stradale, ha introdotto il manichino THOR-05F, progettato per rappresentare con maggiore accuratezza l’anatomia femminile. È dotato di oltre 150 sensori e la sua adozione nei test federali è prevista entro il 2027. Il modello è stato sviluppato per rilevare con maggiore dettaglio carichi e deformazioni, compresi quelli che interessano il torace e i tessuti molli. I protocolli statunitensi e quelli europei seguono procedure distinte.

    Anche IIHS, l’istituto statunitense di ricerca sulla sicurezza assicurativa, affianca prove frontali e laterali e valuta la protezione degli occupanti in configurazioni diverse. I risultati pubblicati si riferiscono alle singole prove e alle relative condizioni di esecuzione. Euro NCAP e IIHS forniscono così valutazioni costruite secondo i rispettivi protocolli, che vanno consultati tenendo conto del programma a cui appartengono.

    Che cosa mostrano gli esempi pubblicati

    La Volvo ha sviluppato parte del proprio lavoro sulla sicurezza attraverso l’analisi degli incidenti reali raccolti dal 1970. Il suo archivio comprende oltre 50.000 sinistri e più di 80.000 persone coinvolte. In uno studio del costruttore, le vetture prodotte tra il 2010 e il 2019 hanno mostrato, per le donne occupanti considerate, una riduzione dell’88% del rischio di lesioni rispetto alle Volvo degli anni Settanta. Per l’insieme degli occupanti, la riduzione indicata è del 79%.

    Il confronto riguarda persone di almeno 13 anni, che indossavano la cintura e avevano riportato lesioni almeno moderate. Nell’ambito degli sviluppi citati dal costruttore figurano il sistema WHIPS, progettato per ridurre il rischio di colpo di frusta, e una cintura multi-adattiva. Quest’ultima è pensata per variare la ritenuta in funzione dell’occupante e della situazione d’urto.

    I test standardizzati permettono di confrontare le auto in condizioni controllate; le banche dati sugli incidenti mostrano come le protezioni si comportano nel traffico reale. I due approcci offrono prospettive diverse sulla sicurezza e considerano combinazioni di statura, peso, postura e posizione di seduta.

    Come leggere la scheda prima di scegliere

    Per cominciare, sulla scheda di un’auto si possono controllare l’anno del test e la versione esaminata. Il punteggio complessivo va poi affiancato ai risultati sulla protezione degli adulti e agli esiti delle singole prove: urti frontali, impatti laterali e colpo di frusta. Quando sono presenti mappe o indicatori riferiti alle aree del corpo, la lettura consente di distinguere i risultati per testa, torace, bacino e arti.

    Se si confrontano vetture destinate a persone di corporature diverse, è utile verificare quali manichini compaiono nei test e su quali sedili sono stati collocati. La scheda riporta anche il comportamento dei pretensionatori, dei limitatori di carico, degli airbag e dei sistemi che adattano la ritenuta. Per ciascuna tecnologia, il risultato della prova mostra come ha contribuito alla protezione degli occupanti.

    Anche la regolazione del sedile e del volante rientra nell’uso quotidiano dell’auto. Chi guida dovrebbe poter raggiungere i comandi mantenendo una posizione stabile, la cintura aderente e uno spazio adeguato rispetto all’airbag. La protezione dipende dall’interazione tra persona, veicolo e uso corretto dei sistemi di ritenuta; le stelle della scheda sono uno degli elementi da considerare nella scelta.

    Le prove con manichini femminili rendono visibili aspetti della protezione legati alla taglia e alla posizione a bordo. Per interpretare il risultato, la scheda offre il dettaglio per scenario, sedile e area corporea. È da queste informazioni che si può ricavare un quadro concreto delle prestazioni dell’auto per chi viaggia a bordo.

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