Liquido tergicristalli: funzioni, consigli, rischi e composizione

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Le auto hanno in dotazione una vaschetta da riempire con un liquido adatto per la pulizia del parabrezza e del lunotto. Da cosa è fatto il liquido tergicristalli? Innanzitutto dal metanolo. È infatti il principale elemento, da analizzare per capire l’utilità e i pericoli dovuto a un suo cattivo utilizzo.

Manutenzione vaschetta del liquido tergicristalli

Quando si fa un controllo della propria autovettura occorre accertarsi che il livello dei liquidi sia quello dovuto. Nel caso manchi il liquido tergicristallo, è necessario evitare di rabboccare con acqua. Non può essere usata acqua di rubinetto semplicemente perché contiene sali che in breve tempo portano gli ugelli degli spruzzatori ad intasarsi per l’accumulo di calcare. Bisogna perciò acquistare il liquido tergicristallo. Ma attenzione ai rischi che tale prodotto porta.

Liquido tergicristalli composizione, la miscela perfetta

Il liquido, per poter assolvere alla propria funzione, deve contenere una certa quantità di detersivo e acqua. Caratteristica molto importante, non deve congelare a temperature intorno allo zero. Per abbassare la temperatura di congelamento del liquido si deve ottenere una soluzione che avrà un abbassamento crioscopico che è proporzionale alla quantità di soluto presente nella soluzione.

Vanno evitati i sali che oltre a intasare gli ugelli possono danneggiare il tubo di alimentazione. L’unica alternativa rimane l’utilizzo del metanolo.

Il metanolo, noto come alcol metilico, è il più semplice degli alcoli. Ha formula CH3OH, completamente solubile in acqua ed è volatile ed infiammabile. E’ una sostanza tossica per ingestione infatti viene metabolizzato dal fegato per dare, a seguito di una reazione di ossidazione dapprima  metanale (formaldeide) CH3CHO e poi acido metanoico (acido formico) HCOOH il cui accumulo determina acidosi metabolica e danni al nervo ottico che possono, in casi estremi portare alla cecità.

L’evoluzione del quadro clinico può comportare convulsioni e coma fino all’instaurarsi di un’insufficienza multiorgano che conduce alla morte. La dose letale per un essere umano varia da 0.3 a 1 g per Kg di peso corporeo. Si deve inoltre tener presente che il metanolo è tossico con pericolo di effetti irreversibili per inalazione e, tenendo conto che rispetto all’acqua è molto più volatile, si deve evitare odorare il liquido tergicristallo.

Renault Mégane elettrica 2021: nuovo crossover elettrico fino a 500 km di autonomia

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Come le auto elettriche di nuova generazione, anche Renault Mégane elettrica 2021 propone specifiche novità, come i grandi cerchi in lega fino a 20 pollici, di serie sulle versioni più equipaggiate. Gli specchietti retrovisori sono tradizionali mentre le maniglie delle porte anteriori sono integrate nei pannelli e quelle posteriori sul montante posteriore. L’auto si basa sulla piattaforma CMF-EV e ha un passo di 2,70 metri.

Lo spazio è occupato da un pacco batterie con due livelli di capacità: 40 e 60 kWh per autonomia massima compresa tra 400 e 500 chilometri. Inoltre, il caricabatterie rapido installato a bordo offre una potenza di 130 kW. Tradotto in termini pratico, occorrono 30 minuti per ricaricare l’energia sufficiente per percorrere circa 200 chilometri.

Renault Mégane elettrica: caratteristiche e autonomia

Il primo crossover elettrico della casa automobilista francese ha due versioni, con un motore elettrico da 160 kW montato sull’asse anteriore e associato alle due batterie. Non ci sono trazione integrale o versioni sportive aggiuntive. Il marchio implementa una funzione eBoost a bordo di Renault Mégane elettrica che raggiunge i 178 kW per pochi secondi.

In pratica dai 214 CV in condizioni normali si passa a 242 CV in situazioni particolari. Renault Mégane elettrica debutterà nel mese di ottobre 2021 con inizio vendite nel 2022. Da confermare il prezzo che dovrebbe aggirarsi intorno a 35.000 euro.

la nuova piattaforma permette di aumentare l’abitabilità interna con posti più spaziosi davanti e più spazio per le gambe dietro. Come spiegato da Reanult, consente di sviluppare modelli che vantano l’abitabilità posteriore di una berlina mantenendo le dimensioni di una compatta. Per quanto riguarda la modularità, con una plancia sottile ed essenziale e nuovi vani portaoggetti inediti, gli ingegneri creano un universo nuovo tra design e funzionalità.

Evoluzione di Renault Mégane eVision

Diventa allora evidente che Renault ha lanciato la sfida dell’elettrico anche nel segmento di crossover e suv. Come spiegato dai vertici del marchio francese, il modello di produzione sarà fedele al 95% al concept di Mégane eVision. I gruppi ottici anteriori saranno più fini con la parte posteriore della eVision che propone un’anteprima dei futuri gruppi ottici della compatta.

In termini di autonomia, i veicoli progettati sulla piattaforma CMF-EV potranno contare su un maggior raggio d’azione. La nuova batteria da 60 kWh associata alla ricarica rapida consente al futuro modello di serie derivato dalla showcar Mégane eVision di percorrere distanze come Parigi-Lione in tempi paragonabili a quelli dei veicoli termici, soste comprese.

Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili: cos’è, compiti e obiettivi

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Prende forma la Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per l’elaborazione di proposte e indirizzi, l’aggiornamento e la condivisione della valutazione d’impatto delle politiche e degli interventi del Ministero, a partire dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Compiti della Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

La Consulta raccoglie studi e analisi, formula proposte di carattere normativo e tecnico, promuove le migliori pratiche rilevate nelle amministrazioni territoriali o nel settore privato, concorre alla trasparenza e all’accountability delle politiche e degli interventi del Ministero e dei loro risultati, analizza i costi della transizione alla sostenibilità, con l’obiettivo di supportare il Ministero nella definizione del corretto trade-off tra diverse politiche e interventi e propone misure compensative per renderli coerenti e favorevoli.

Chi partecipa alla alla Consulta

Partecipano alla Consulta le associazioni ambientaliste e delle reti della società civile, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle federazioni di settore, le organizzazioni imprenditoriali, dell’artigianato, delle cooperative. Le riunioni della Consulta sono convocate dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, con cadenza almeno bimestrale e la partecipazione non comporta la corresponsione di emolumenti, compensi, indennità o rimborsi.

Secondo il ministro Enrico Giovannini, le decisioni sulle attività e i progetti che saranno realizzate nei prossimi anni avranno un impatto su persone e imprese, su economia e ambiente. A suo dire è importante raccogliere pareri, dati e valutazioni per perseguire le attività del Ministero in un’ottica di condivisione finalizzata allo sviluppo sostenibile, in linea con la visione espressa nel cambio del nome del Ministero.

Nelle scorse settimane – aggiunge – è stato avviato il confronto con le parti sociali, le organizzazioni datoriali, le associazioni ambientaliste e le reti della società civile per ascoltare le proposte in merito ai progetti del Mims inseriti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Dopo l’approvazione del Pnrr, proseguirà il dialogo con focus di approfondimento sulle singole missioni del Piano stesso e sui progetti di competenza del Ministero: “Mi fa particolarmente piacere aver firmato questo decreto nel corso della giornata mondiale della Terra, perché ci ricorda quanto uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale sia responsabilità di tutti”.

Toyota Mirai 2021: seconda generazione della berlina elettrica a idrogeno

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Il nome del modello, che significa futuro in giapponese, è certamente appropriato poiché Toyota Mirai 2021 è alimentata dall’ultima evoluzione del propulsore avanzato del veicolo elettrico a celle a combustibile del marchio giapponese. Il nuovo Mirai fa parte di una strategia di elettrificazione che include anche gli ibridi attuali e futuri di Toyota e i futuri veicoli elettrici a batteria.

La casa nipponica ha avviato l’industria automobilistica sulla strada dell’elettrificazione moderna nel 1997 con la prima Prius ibrida e oggi rimane un punto di riferimento nel comparto. Mirai combina maestria artigianale e alta tecnologia per dare al Mirai un comfort che punta a collocarsi al di sopra dell’ordinario.

Toyota Mirai 2021, cosa c’è di nuovo nella seconda generazione

Costruita sulla piattaforma GA-L a trazione posteriore, Toyota Mirai 2021 fa un importante allontanamento dal design dalla prima generazione a trazione anteriore. Il corpo è più basso, più lungo e più largo, con l’aspetto accentuato dai cerchi in lega da 19 pollici standard. Un sistema di celle a combustibile più potente offre un’esperienza di guida più coinvolgente rispetto al suo precursore pionieristico.

Il layout della trazione posteriore e le sospensioni indipendenti a quattro ruote offrono una sensazione di guida da vera berlina sportiva di lusso, con una maggiore agilità di guida rispetto a prima, ma anche con una guida più confortevole. Mirai 2021 introduce una nuova firma di illuminazione per una berlina Toyota, con fari lunghi e stretti che si spostano all’indietro nei parafanghi.

Il profilo pulito e moderno della nuova Mirai è stato ispirato dai coupé, ma il nuovo design è più pratico di prima. L’uso migliorato dello spazio consente un abitacolo a cinque posti rispetto alla disposizione a quattro posti della Mirai di prima generazione.

Gli interni della nuova Mirai si abbinano al tono elegante degli esterni. Mirai 2021 presenta tecnologie avanzate di sicurezza, tra cui Toyota Safety Sense 2.5+. Questa ultima generazione della suite tecnologica Toyota di assistenza alla guida include il controllo della velocità di crociera con radar dinamico a piena velocità, la frenata di emergenza automatica e il Lane Keep Assist. Inoltre, il Blind Spot Monitor con Rear Cross Traffic Alert è di serie sul Mirai 2021.

Prezzo e colori Toyota Mirai 2021

Mirai 2021 sarà offerta in cinque colori esterni: nero, bianco ossigeno, rosso supersonico, blu idro e metallo pesante. Hydro Blue, esclusivo per il grado Limited, viene creato con primer, base argento, trasparenti, trasparenti blu e trasparenti finali. Il prezzo di listino della nuova Toyota Mirai parte da 66.000 euro, ma per la Essence c’è la formula di noleggio Kinto One: canone mensile di 1.200 euro, anticipo 0, Iva esclusa, 36 mesi e percorrenza 45.000 chilometri.

Porsche 911 GT3 2021: supercar da 320 chilometri orari e 9.000 giri

Con quella che sta per approdare sul mercato sono 7 le generazioni del modello più sportivo e brillante della casa automobilistica tedesca, la 911 GT3. Dal punto di vista aerodinamico non sfugge l’adozione di uno schema delle sospensioni anteriori a doppio braccio oscillante che è lo stesso di quello adottate dalle 911 RSR da corsa.

La parte anteriore è dotata di un nuovo paraurti, circa un chilogrammo più leggero di quello che lo precedeva, anche per l’adozione di un materiale più leggero e non solo perché ha più fori per far entrare più aria ai radiatori per raffreddare il motore.

Nella parte posteriore c’è un nuovo paraurti realizzato con lo stesso materiale di quello anteriore. Lo spoiler posteriore è lo stesso di prima ma montato 20 millimetri più indietro e 10 sulla più in alto. Insieme ad alcune nuove modifiche aerodinamiche del sottoscocca, migliora la deportanza del 20%senza influire sulla resistenza.

Prestazioni da urlo per Porsche 911 GT3 2021

All’interno c’è spazio per il più recente sistema di infotainment di Porsche con il volante rotondo e privo di pulsanti. Porsche considera al 911 GT3 la più estrema di sempre, anche perché può fare riferimento alle esperienze maturate in corsa dal reparto Porsche Motorsport.

La definizione è calzante considerando che la supercar può contare su un motore 6 cilindri di 4 litri da 510 CV in grado di conquistare 9.000 giri di regime. Pochissime auto da strada possono vantare un ciclo di rotazione più avanzato ma, come sappiamo, la 911 GT3 è un’auto da corsa parziale e questo motore è stato progettato per la pista.

Alla base dell’innalzamento delle prestazioni c’è anche l’alleggerimento complessivo della vettura che si tradurre in un peso a vuoto di 1.418 kg, che diventano 1.435 con il cambio a doppia frizione Pdk.

Porsche è riuscita a ridurre il peso montando un cofano in plastica rinforzata con fibra di carbonio, un tetto in materiale composito oltre ad alleggerimenti in ogni componente, dal motore alle superfici vetrate, dalle ali agli scarichi. Se in una supercar a contare sono le performance, ecco che Porsche 911 GT3 raggiunge una velocità massima di 320 chilometri orari e ha bisogno di 3,9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Porsche 911 GT3 2021: tutti i punti di forza

Gli highilights di Porsche 911 GT3 2021 sono presto detti:

  • nuovo alettone posteriore con attacco a collo di cigno per una deportanza maggiore
  • ampie lamelle per una maggiore deportanza: il nuovo diffusore posteriore
  • paraurti anteriore con ampie aperture per un raffreddamento ottimale dei freni
  • tipico del Motorsport: cofano anteriore in carbonio con prese d’aria integrate
  • sviluppato a Flacht, dal circuito a casa: il motore aspirato da 4 litri e 6 cilindri
  • tutto sotto controllo: il nuovo Track Display con i dati di guida rilevanti per il circuito
  • 7 marce orientate alla performance: la leva selettrice per PDK basata sulla leva del cambio manuale

In arrivo nelle concessionarie a maggio 2021, il prezzo di partenza è di 172.587 euro.

Controllo chilometri reali auto usata 2021: come verificare i km effettivi

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Il mercato delle auto usate in Italia continua a essere molto fiorente. E lo era, intendiamoci, anche prima dell’avvio della pandemia con tutte le complicazione che ha portato con sé. Ecco allora che comprare un’auto usata è diventata un’operazione molto comune. La minore capacità d’acquisto causata dalla crisi e una nuova concezione del risparmio sono le molle principali. Per fare un buon affare il controllo chilometri reali auto usata è fondamentale.

Come controllare i chilometri reali di un’auto usata

Un primissima forma di controllo chilometri reali auto usata è il buonsenso: ad esempio è praticamente impossibile, o molto strano, che una macchina usata del 2010 abbia percorso 10.000 chilometri. Mediamente si presuppone che un’auto faccia circa 10-15.000 chilometri all’anno.

Se ci affidiamo al nostro concessionario di fiducia, è molto probabile che non ci siano problemi di questo tipo. Ma può capitare invece che a volte il chilometraggio indicato sul computer di bordo sia stato manomesso attraverso particolari software. Per questo motivo, è fondamentale richiedere il libretto di manutenzione della macchina. Tramite questo è possibile vedere quando sono stati effettuati i tagliandi e controllare i dati reali.

Truffa dei chilometri scalati

La truffa dei chilometri scalati ha un’altissima incidenza e può essere messa in atto dai concessionari e dai venditori privati. I danneggiati non solo sono gli acquirenti che comprano un’auto a un prezzo superiore al valore reale, ma anche i venditori onesti. Per chi vuole fare da solo, ecco alcuni consigli pratici: scremare gli annunci on line, non fermarsi all’aspetto estetico dell’auto e al suo stato di conservazione, indagare sui precedenti proprietari e sulla manutenzione, fare tante domande.

Controllo chilometri reali auto usata con il Portale dell’Automobilista

Da adesso in poi sarà possibile verificare il numero reale dei chilometri di un’automobile grazie al Portale dell’Automobilista e alla sua funzione “Verifica ultima revisione“. Al momento di inserire i dati necessari (categoria veicolo e targa) il sistema restituirà la data in cui è stata effettuata la revisione del mezzo.

Per ora il servizio è disponibile soltanto tramite il sito Internet e non ancora via app iPatente. Rimangono alcuni punti deboli però: se l’auto è più recente di quattro anni non si ha alcuna possibilità di conoscere il chilometraggio precedente. I dati, che provengono dal database della motorizzazione civile, non sempre vengono aggiornati dalle officine che svolgono la revisione.

Renault Kangoo 2021, le 5 novità più importanti del multispazio

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Linee dinamiche, design dalle forme lineari, firma luminosa a Led C-Shape e cerchi da 17 pollici per il nuovo Renault Kangoo 2021. Il multispazio per tutta la famiglia si rinnova nel segno della rivisitazione della iconica silhouette con l’obiettivo di catturare l’attenzione ovvero distinguersi sin dal primo istante.

All’interno migliora la qualità delle finiture, adesso più curate, in contemporanea all’aggiornamento della plancia con numerosi vani portaoggetti. Ecco quindi i sedili più confortevoli sia per il conducente e sia per i passeggeri, posteriori e anteriore, mentre il sistema multimediale Easy Link, accessibile dallo schermo centrale da 8 pollici, si propone come un vero assistente per spostamenti e viaggi.

Spazio completamente modulabile per Renault Kangoo 2021

Se c’è un obiettivo che ha ispirato l’azione della casa automobilistica francese nella realizzazione di Renault Kangoo 2021 è la comodità a bordo. Tradotto in termini pratici significa spazio completamente modulabile, maggior volume del bagagliaio e bassa soglia di accesso posteriore. In buona sostanza diventano adesso molto più semplici le operazioni di carico e scarico approfittando di un abitacolo su misura che si adatta alle esigenze del guidatore e dei passeggeri.

Renault Kangoo è apprezzato dagli operatori professionali per la modularità e i 5 posti veri che propone. I commercianti, gli enti locali, le amministrazioni e le associazioni ricercano questo modello per la semplicità d’uso e la scelta che presenta al posteriore: doppie porte o portellone vetrati.

Renault Kangoo 2021 tra comfort e praticità

Dotato di 5 posti, Renault Kangoo 2021 risponde alle esigenze delle famiglie e dei gruppi dinamici alla ricerca della modularità, promettendo spazio in abbondanza. Con un design esterno rivisitato, più comfort ed equipaggiamenti, offre una maggiore qualità percepita, associata a nuovi dispositivi di assistenza alla guida.

Sono 5 le principali novità che caratterizzano la nuova versione di Renault Kangoo. La prima sono gli oltre 49 litri di vani portaoggetti accessibili, tra cui il cassetto scorrevole Easy Life. Quindi c’è il bagagliaio generoso da 775 litri, nella top 3 della categoria, estensibile fino a 3.500 litri con l’ampio pianale piatto. Dopodiché si segnalano le barre da tetto innovative, trasformabili senza attrezzi, per non restare a corto di spazio e trasportare oggetti con maggiore facilità. Poi ci sono i 14 nuovi dispositivi di assistenza alla guida di serie, per una maggiore sicurezza. E infine, ma non di minore importanza, i 3 veri posti nella parte posteriore.

Olio motore, come scegliere quello giusto per l’auto

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Il manuale dell’auto riporta le caratteristiche dell’olio per il motore. Occorre quindi prestare attenzione alla viscosità e ai differenti codici. A volte viene indicato un olio specifico, di una marca con cui la casa ha un accordo. Molte case identificano i prodotti adatti ai loro motori con sigle specifiche: sono le prime da ricercare sulla confezione. Se il manuale non prevede un codice della casa occorre basarsi sulle sigle dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei, o dell’Api, quella statunitense.

Le sigle Acea si riferiscono ai motori a benzina o a gasolio senza filtro antiparticolato e ai diesel con filtro. I numeri definiscono quali caratteristiche sono privilegiate. Ad esempio, un olio A1/B1 favorisce una lieve riduzione dei consumi, ma potrebbe dare problemi di usura in un motore sviluppato per un olio A3/B3.

L’importanza di scegliere il lubrificante corretto

La viscosità dell’olio motore indica la facilità con cui l’olio scorre e viene descritta da due numeri: il primo, seguito dalla W (winter, inverno), per il comportamento a freddo (a -17,8 gradi); il secondo, a caldo (a 100 gradi). Il consiglio è di rispettato i valori prescritti o, usare un olio un po’ più denso, come un 5W-50 invece di un 5W-40, che offre una maggiore protezione a caldo oppure uno più fluido a freddo per climi molto rigidi o tragitti brevi.

Il prezzo del rifornimento di olio non è lo stesso per tutti per la semplice ragioni che non tutte le auto utilizzano lo stesso lubrificante. E poi dipende anche dalla qualità, ma in linea di massima l’impegno di spesa è tra 50 e 80 euro. Dall’altra parte il costo della riparazione di un motore nel caso di cattiva gestione del cambio dell’olio può variare tra 500 e 4.000 euro in base alle parti danneggiate.

Quando è come controllare l’olio motore

Quasi tutto le auto di nuova produzione segnalano con un messaggio nel cruscotto se il livello del lubrificante è troppo basso o troppo alto. In ogni caso un controllo con la classica astina non è mai tempo perso, soprattutto prima di un lungo viaggio. In questo modo è possibile farsi un’idea precisa del livello e si può scegliere con calma il prodotto per il rabbocco.

Per un controllo accurato, il motore deve rimanere spento da qualche minuto per consentire a tutto l’olio di ridiscendere nella coppa e l’auto va posta in piano. Se bisogna rabboccare, restare un po’ sotto il massimo: l’olio in eccesso fa consumare più carburante perché viene centrifugato inutilmente e rischia di finire nello scarico, danneggiando il catalizzatore o il filtro antiparticolato.

BMW Serie 2 Gran Coupé 2020, prova su strada della nuova sportiva

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Frontale aggressivo, logo BMW in evidenza, trazione anteriore o integrale, motori da 140 a 306 CV. La nuova BMW Serie 2 Gran Coupé ha tutte le carte in regola per stupire, a iniziare dalla meccanica che condivide in buona parte con la Serie 1. E da cui se ne distacca per le forme più grintose e il bagagliaio più ampio. A ben guardare anche il frontale pur simile a quello della Serie 1, ma si differenza per la presenza di una mascherina più larga e di fari sottili. A donare carattere è però il profilo di questa filante quattro porte, la prima intorno ai 4 metri e mezzo per la casa automobilistica di Monaco.

E che come le sorelle maggiori Serie 4 Serie 8 Gran Coupé, rinuncia alla cornice attorno ai finestrini. Si tratta di una soluzione ispirata alle sportive. Nella parte posteriore spiccano i fanali orizzontali che sembrano quasi toccarsi proprio sotto al cofano dalle forme pronunciate.

Test drive BMW Serie 2 Gran Coupé 2020

E se l’accessibilità al bagagliaio non è forse delle più comode ma, lo spazio non manca così come le soluzioni pratiche. Pensiamo al doppio fondo con capacità minima dichiarata di 430 litri ovvero un valore leggermente superiore rispetto a quello delle dirette rivali. BMW Serie 2 Gran Coupé mette in mostra grinta anche dentro l’abitacolo che può montare poltrone sportive.

A bordo si sta comodi con la posizione di guida ben studiata e tendente al basso, come si addice a un auto dall’indole sportiva Fin dal lancio, la nuova BMW Serie 2 Gran Coupé si può avere anche con un più pacifico 1.500 a benzina 3 cilindri da 140 CV oppure con un 2.000 diesel da 190 CV o con un 2.000 turbo a benzina da 306 CV abbinato alla trazione integrale anziché anteriore. Per le due versioni più potenti inizialmente in gamma, il cambio è automatico a 8 marce mentre la 218i quello manuale a sei rapporti o in alternativa il doppia frizione a 7.

Inappuntabile la guida tenuto conto che questo è un modello a trazione prevalentemente anteriore. In condizioni normali tutta la coppia viene trasferita davanti e solo ad alte velocità viene spostata dietro fino al 60% della spinta. Lo sterzo risponde con prontezza e fa capire cosa stanno facendo le ruote. La tenuta di strada è elevata e ci sono i 306 CV di spinta del motore che si fanno sentire. La casa automobilistica tedesca dichiara che per lo 0 a 100 bastano 4,9 secondi, valore da vera auto sportiva. Oltre allo sterzo pronto si apprezza il lavoro delle sospensioni, tutte con multilink al retrotreno.

Comodità a bordo di BMW Serie 2 Gran Coupé 2020

A bordo della BMW Serie 2 Gran Coupé 2020 c’è sempre spazio per autoradio, clima, fari Led, sensore pioggia, airbag laterali, airbag testa, bluetooth, riconoscimento segnali stradali, vetri elettricianteriori, bracciolo sedili anteriori, radio Dab.

Auto connesse: trend sempre più diffuso nel 2021

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I veicoli connessi sono sempre più diffusi anche in Italia. Quasi 2 aziende italiane su 3 li utilizzano, incoraggiate dall’accelerazione digitale impressa dalla crisi e favorite dallo sviluppo dei veicoli elettrici.

Si tratta del segno dei tempi ovvero della disponibilità di una tecnologia sempre più affidabilità, di un servizio sempre più richiesto e allo stesso tempo la maggiore dimestichezza degli automobilisti con queste nuove soluzioni.

A rivelarlo è lo studio “Il Barometro delle flotte aziendali” realizzato da Mobility Observatory, la piattaforma di ricerca e di scambio di informazioni nell’ambito del settore delle flotte aziendali e della mobilità.

La penetrazione di questi mezzi all’interno delle flotte italiane sta segnando anno su anno un trend positivo. A prescindere dalla dimensione dell’azienda, il valore è sempre superiore alla media europea con differenze di anche 11 punti se si guarda alle aziende più grandi, la cui quasi totalità dichiara di avere almeno un veicolo connesso in flotta.

Auto connesse all’interno delle flotte aziendale

Nel report viene rilevato che se le aziende di più grandi dimensioni hanno appreso più velocemente quale sia il ruolo delle connected cars per il raggiungimento degli obiettivi aziendali in termini di sicurezza e sostenibilità, le aziende di più piccole dimensione stanno invece tardando in tale processo.

Tuttavia – altro aspetto interessante messo in luce -, si denota come anche quest’ultime stanno velocemente comprendendo l’importanza di questa tecnologia: il possesso di veicoli connessi non è più un’opzione se si vuole raggiungere standard di sicurezza, efficacia e sostenibilità all’interno della propria flotta aziendale.

Perché le auto sono sempre più connesse

Quali sono allora le principali ragioni per cui sono presenti veicoli connessi all’interno della flotta aziendale? Il miglioramento dell’efficienza operativa, la localizzazione dei veicoli e la volontà di migliorare la sicurezza e i comportamenti dei guidatori sono gli aspetti che occupano le prime 3 posizioni della classifica, a cui seguono temi come la riduzione dei costi di flotta e dell’impatto ambientale, argomenti sempre presenti nelle agende delle aziende e comunque menzionati nel 33% dei casi.

Rispetto allo scorso anno, le 3 motivazioni principali sono tutte in crescita a dimostrazione di come le auto connesse assumano un ruolo centrale sulla sicurezza. In sintesi, fa notare il Barometro 2021 delle flotte aziendali, aumentando produttività e benessere aziendale.