Kit riparazione gomme con bomboletta: come funziona e costi 2021

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Avere un problema a una gomma della propria auto può essere un intoppo non da poco soprattutto se ci si sta recando al lavoro o a un appuntamento. Ecco alcuni consigli utili su come agire in caso di necessità.

Kit riparazione gomme bomboletta 2021, aiuto indispensabile

Portare con sé un kit per riparare le gomme della propria auto in caso di necessità può essere davvero molto utile. La situazione è quasi necessaria soprattutto per chi è in possesso di una vettura dotata di un bagagliaio piuttosto ridotto. Ne sono esempio le coupé o le spider, che non hanno nemmeno lo spazio per il ruotino di scorta.

Il problema coinvolge però anche i veicoli a doppia alimentazione benzina o gpl o benzina e metano, dove il serbatoio ha dimensioni piuttosto ampie.

Come funziona il kit riparazione gomme bomboletta: come agire in caso di emergenza

Anche chi non ha particolare dimestichezza con gli aspetti meccanici di un’auto può risolvere facilmente i problemi di cui possono soffrire le gomme. In caso di foratura un supporto importante può essere dato dalle bombolette spray, che è possibile trovare in commercio a un costo di pochi euro. Queste contengono aerosol di lattice allo stato liquido, una sostanza che viene iniettata insieme a una miscela di gas all’interno dello pneumatico.

La bomboletta è dotata di una cannuccia collegata alla valvola e utilizzata proprio per procedere con l’inserimento del composto. Una volta entrato all’interno della gomma, il materiale è in grado di sbarrare il foro che si è creato.

In alcuni kit vengono indicati anche alcuni consigli utili da seguire in questi casi: può essere richiesto di provare a spostarsi con la propria vettura per qualche metro proprio per poter consentire al prodotto di distribuirsi in maniera omogenea. Si tratta di un comportamento che può permettere anche di verificare in prima persona se il danno è stato effettivamente risolto.

In alternativa, è possibile acquistare anche degli specifici kit di emergenza, utili in caso di foratura di una o più gomme. La confezione contiene un sigillante liquido da iniettare nello pneumatico per otturare il foro ed un piccolo compressore d’aria a 12V per ripristinare la corretta pressione della ruota e ripartire.

Kit riparazione gomme bomboletta: i prezzi

Fortunatamente avere con sé un kit per riparare le gomme della propria vettura non comporta una spesa eccessiva. Prima di procedere con l’operazione è comunque consigliabile verificare l’ampiezza del foro per capire se il prodotto disponibile è sufficiente. Ad esempio, se abbiamo a disposizione uno pneumatico con un battistrada largo più di 200 mm una bomboletta da 300 ml potrebbe non bastare. Avere in auto anche più di una confezione può essere quindi utile.

Chi sceglie di puntare sulla bomboletta prodotta da Arexon difficilmente andrà incontro a un costo superiore agli 8-10 euro. Il kit di emergenza, invece, ha un prezzo superiore. I prodotti Slime Smart RepAIR e Slime Safety RepAIR vanno dai 50 ai 100 euro.

Car sharing elettrico e aziendale: come funziona

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La flessibilità è il principale punto di forza del car sharing. Utilizzando un’app mobile o Internet si individua il veicolo disponibile più vicino e il gioco è fatto, a qualunque ora del giorno o della notte. Alcuni servizi richiedono di ritirare e riconsegnare il veicolo all’interno di stazioni specifiche. Altri permettono di lasciarlo da qualche parte vicino alla propria destinazione, a condizione che sia dentro i confini dell’area coperta dal servizio.

Le tariffe sono misurate in minuti, ore, giorni o chilometri. A prima vista i cartellini dei prezzi potrebbero non sembrare un vero affare, almeno rispetto a quelle delle auto a noleggio. Tuttavia occorre comprendere che si sta pagando solo per il tempo al volante mentre sno compresi anche assicurazione e manutenzione sono inclusi nella tariffa e, a volte, il parcheggio

Nuovo servizio di car sharing elettrico e aziendale

Il car sharing diventa elettrico e nato come esperimento tra privati si sta diffondendo rapidamente anche nelle aziende. Ald Automotive Italia sta esplorando una nuova frontiera: quello del corporate car sharing elettrico. L’azienda, tra attiva a livello mondiale nel settore del noleggio a lungo termine, offre un servizio completo. Grazie alla partnership con Enel X, Ald è in grado di procedere all’installazione dell’infrastruttura e delle colonnine di ricarica direttamente in azienda e di mettere in campo un servizio di assistenza ad hoc per la gestione del servizio.

L’obiettivo è semplificare, grazie allo strumento digitale e a una apposita piattaforma tecnologica, la condivisione con i propri colleghi dei mezzi del parco auto aziendale. L’applicazione per smartphone e la piattaforma web MyAld rendono l’utilizzo di Ald Carsharing facile e immediato sia per i Fleet Manager sia per i driver.

Con il servizio Multiparking ogni driver ha la possibilità di chiudere i viaggi in car sharing o in un parcheggio aziendale o in uno di interesse strategico per l’azienda, come aeroporti e stazioni. Un servizio che punta ad accelerare la transizione delle flotte aziendali verso l’elettrico.

Posizione del veicolo tracciata con il satellite

Come ricordato dai promotori, ogni veicolo è dotato di un dispositivo che rileva dati sul suo utilizzo e li rende disponibili online per la consultazione: un sistema intelligente che migliora l’efficienza, riduce i costi e aumenta la sicurezza.

Il sistema di localizzazione permette di rintracciare in tempo reale il veicolo in caso di furto e richiesta di soccorso. In caso di sinistro è attiva l’assistenza h24 e viene creato un dossier online con tutti i dati utili a ricostruire la dinamica dell’incidente. Puoi monitorare l’uso dei veicoli e i consumi, favorendo una guida più responsabile e sostenibile.

Auto elettriche, si possono riciclare le batterie?

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Le auto elettriche non sono più il futuro ma il presente. Quasi tutte le case automobilistiche stanno lavorando per elettrificare la propria gamma. Le auto elettriche migliorano la qualità dell’aria e aiutano a ridurre le emissioni, specialmente se alimentate da elettricità di rete rinnovabile. I veicoli moderni utilizzano batterie agli ioni di litio, che in genere durano almeno 10 anni prima di perdere prestazioni e dunque prima che si ponga il problema della sostituzione.

Come spiegano gli esperti, oltre il 90% della cella può essere recuperato, ma poiché il riciclaggio implica il riutilizzo del materiale recuperato, diventa un’attività commerciale con le aziende interessate a riciclare solo quelle parti che danno loro un ritorno finanziario.

Riciclo batterie auto elettriche, è possibile?

Molti produttori prevedono di utilizzare potenzialmente le loro batterie di seconda mano per l’accumulo di energia statica, inclusa la Mercedes. Da parte sua, Nissan già utilizza batterie rinnovate per la Leaf per l’accumulo di energia statica in installazioni industriali e domestiche e offre anche un’unità di accumulo di energia pronta all’uso chiamata xStorage. Nissan è fermamente convinto che la tecnologia delle batterie per auto elettriche sia trasferibile per l’uso domestico di energia.

Honda ha anche annunciato piani per le batterie per le sue auto ibride ed elettriche usate. L’azienda belga Umicore è una delle aziende che già offre il riciclaggio per le batterie agli ioni di litio. Recupera i metalli preziosi utilizzando una combinazione di pirometria e idro-metallurgia

BMW ha annunciato la collaborazione con Off Grid Energy per lo sviluppo di una soluzione sostenibile per le batterie per i modelli elettrici e ibridi a fine vita. BMW fornirà all’azienda moduli batteria che verranno utilizzati per produrre unità di alimentazione mobili. Il primo prototipo di uno di questi è ora attivo e funzionante, alimentato da moduli agli ioni di litio.

L’alternativa della batteria agli ioni di sodio

La produzione di cobalto è un problema critico per la produzione di batterie e per il futuro della mobilità elettrica. La maggior parte viene attualmente estratta in alcuni Paesi africani, ma questa operazione solleva preoccupazioni ecologiche, etiche e relative ai diritti umani. Una speranza per il futuro è la batteria agli ioni di sodio, che funziona più o meno allo stesso modo di un’unità agli ioni di litio ed è altrettanto riciclabile. Il sodio è più economico e molto più abbondante del litio, quindi se le batterie agli ioni di sodio possono essere portate agli stessi livelli di prestazioni di quelle agli ioni di litio, potrebbe essere un’operazione affrontabile.

Audi Q5 Sportback 2021: motori, interni e design del nuovo suv coupé

Questo è il periodo dei suv coupé e la nuova Audi Q5 Sportback ne è uno degli esempi più chiari. Disponibile con le stesse caratteristiche e prestazioni del modello base, si tratta di un nuova variante della gamma del costruttore tedesco. A parte la forma del tetto e della poppa, Audi Q5 Sportback non differisce infatti molto dal Q5. Le novità vanno infatti cercate nel design dei cerchi in lega leggera, nella griglia del radiatore ridisegnata e nelle prese d’aria leggermente ritoccate nel paraurti.

Anche il paraurti posteriore è progettato in modo diverso. La lunghezza del corpo è aumentata di 7 mm fino a 4.689 mm, ma la larghezza e l’altezza sono ancora rispettivamente pari a 1.893 e 1.662 mm. Tra l’altro il coefficiente di resistenza del crossover coupé Audi Q5 Sportback è lo stesso di quello dell’auto originale.

Interni e design Audi Q5 Sportback 2021

La nuova configurazione con tetto ribassato di Audi Q5 Sportback rendono gli spazi un po’ più angusti con lo spazio sopra le loro teste che è ridotto di un paio di centimetri. Anche il volume del bagagliaio diminuisce tra 550 litri a 510 litri, ma può essere aumentato spostando il divano posteriore regolabile in lunghezza e inclinazione dello schienale in avanti.

All’interno trovano spazio il pannello anteriore già familiare dalla Audi Q5 aggiornata e il sistema multimediale MMI con touchscreen da 10,1 pollici. Il sistema offre una schermata iniziale personalizzabile e tocchi moderni, inclusi aggiornamenti over-the-air per modifiche al software o correzioni di bug. Il design interno è rivestito con materiali di fascia alta nel segno dell’eleganza e della raffinatezza.

Audi Q5 Sportback 2021: motori e prestazioni

Anche sotto al cofano non ci sono grandi sorprese. Audi Q5 Sportback 40 TDI è equipaggiata con un turbodiesel da 2.0 litri che produce 204 CV e 400 Nm. La casa automobilistica tedesca ha già annunciato un motore TDI a 4 cilindri, di un V6 TDI MHEV 48V e di due propulsori 2.0 TFSI MHEV 12V. Il suv sarà quindi proposto con un powertrain ibrido plug-in TFSI, offerto con due livelli di potenza e nella variante sportiva SQ5.

Audi Q5 Sportback arriverà nelle concessionarie nel primo semestre del 2021. L’elettrificazione ha interessato l’intera gamma di motori: i quattro cilindri sono dotati di sovrastrutture ibride da 12 volt mentre i motori V6 hanno generatori di avviamento da 48 volt. Il prezzo di Audi Q5 Sportback 2020-2021 nelle sua varie configurazioni non è stato annunciato ma ci aspettiamo un aumento di circa 4-5.000 euro rispetto alla versione base adesso in vendita.

Skoda Karoq 2021, suv comodo e spazioso alla prova su strada

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Suv elegante e compatto, Skoda Karoq fa del comfort e delle prestazioni, dei sistemi di connettività e delle tecnologie di sicurezza all’avanguardia alcuni dei suoi punti di forza. Propone due tipi di fari e fendinebbia, compresa l’opzione della tecnologia a Led che assicura prestazioni superiori ed elevata efficienza energetica.

Il sistema AFS (Adaptive Frontlight System) regola l’intensità luminosa in funzione delle reali condizioni mentre i proiettori principali mettono in mostra una striscia di luci diurne a Led. I fendinebbia a con funzione curvante danno il meglio di sé in condizioni di scarsa illuminazione innalzando il livello di sicurezza.

Motori e design Skoda Karoq 2021

Skoda Karoq esibisce un aspetto grintoso messo in evidenza dal profilo deciso dei proiettori e dei fendinebbia, all’altezza della griglia, che ne sottolineano il carattere da suv. Anche la targa è dotata di Led, mentre nell’area inattiva dei gruppi ottici posteriori sono presenti elementi cristallini. Se da un lato i passaruota dal profilo squadrato e i battitacco di protezione accentuano il carattere, il tetto panoramico a comando elettrico con dispositivo a scorrimento permette di creare un ampio spazio aperto.

È possibile scegliere tra un motore 3 cilindri da 85 kW e un motore 4 cilindri da 110 kW o 150 CV. Il motore più potente è dotato del sistema ACT (Active Cylinder Technology) di serie, il quale è in grado disattivare 2 cilindri, riducendo il consumo di carburante. A seconda della versione del motore, Skoda Karoq può essere dotata di trasmissione manuale a 6 rapporti o di trasmissione automatica a 7 rapporti DSG (Direct Shift Gearbox).

Skoda Karoq 2021, interni e comfort

Il Virtual Cockpit di Skoda Karoq consente di disporre di una panoramica delle specifiche del computer di bordo, insieme ad altre informazioni utili come ad esempio quelle relative alla navigazione. Tramite il pulsante posizionato sul volante multifunzione, il guidatore può scegliere tra cinque opzioni di visualizzazione, con le rispettive configurazioni grafiche: classica, moderna, di base, avanzata e sport. All’interno l’illuminazione Ambient Light è disponibile in dieci opzioni cromatiche da applicare alle portiere anteriori e anche allo stesso Virtual Cockpit. Il climatizzatore bizona Climatronic è dotato anche del sensore di umidità.

Il vano bagagli di Skoda Karoq offre spaziosi e numerosi pratici elementi per tenere tutto in ordine, impedendo agli oggetti trasportati di muoversi. I modelli equipaggiati con sedili posteriori fissi vantano un volume di 521 litri che raggiunge i 1.630 litri con i sedili posteriori reclinati.

Una rete orizzontale e due verticali aumentano la versatilità del vano bagagli, fissando gli oggetti trasportati in posizione. Il doppio fondo porta la parte inferiore del bagagliaio a livello della soglia di carico, agevolando la movimentazione dei bagagli. Per aprire e chiudere il bagagliaio basta passare il piede sotto il vano bagagli. Il Virtual Pedal consente di accedere all’auto senza contatto.

Flotta aziendale 2021: consigli e soluzioni per risparmiare nei costi di gestione

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La riduzione dei costi nel settore della gestione flotta aziendale è sempre una sfida continua, a causa della sua complessità. Grazie alle idee tecnologiche sviluppate ai giorni nostri, una gestione ottimale è possibile attraverso un portfolio di dispositivi GPS.

Quali costi per la gestione della flotta aziendale 2021

I costi fissi e variabili di una flotta aziendale devono essere minuziosamente studiati e migliorati. Essi comprendono: spese per interessi e capitale, fornitori di carburante, i costi di assicurazione, di riparazione e di manutenzione, parcheggio, bolli. Occorre quindi fare un’analisi della situazione della flotta esistente e verificare se i veicoli disponibili rispondono ancora alle esigenze della società sia quantitativamente che qualitativamente.

Tra le questioni da prendere in considerazione vi sono, per esempio, la revisione dei veicoli, dove potrebbe essere utile il ridimensionamento della flotta, fonte sicura di risparmio. Verificare poi la soluzione, in merito allo stato amministrativo del parco autoveicoli, meno gravosa sul bilancio, ovvero se di proprietà, in leasing o a noleggio.

Verificare poi la frequenza di rinnovo della flotta: sei mesi in più o in meno a volte possono far risparmiare migliaia di euro. Infine eseguire sempre un reporting accurato e valutare dei KPI su spese e chilometraggio. Sono disponibili diversi software informatici per aiutare a monitorare e semplificare la raccolta dei dati, come MyFleet.

Esistono dei dispositivi di localizzazione che aiutano a monitorare l’utilizzo della macchina e favoriscono uno stile di guida virtuoso e conforme alla policy aziendale. Al fine di ridurre al minimo la quota di ammortamento, una buona mossa potrebbe essere vendere i veicoli in dismissione ai conducenti stessi o ai dipendenti: l’acquirente riceve infatti un veicolo ben curato ad un prezzo inferiore a quello di mercato, mentre l’azienda può ottenere più di quello che ricaverebbe da un asta.

Soluzioni alternative per risparmiare sui costi delle flotte aziendali

Ovviamente c’è sempre la possibilità di considerare soluzioni alternative che possano ridurre ulteriormente i costi della flotta, come la intranet aziendale, per sviluppare il car pooling per ogni viaggio, trasporti pubblici se viaggia una persona sola o video conference per risparmiare tempo e denaro.

Rc autocarro uso privato 2021: come fare a risparmiare sull’assicurazione

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L’autocarro è una categoria di veicolo sempre più diffuso che può essere utilizzato anche per uso privato, ma ovviamente anche in questo caso è necessario che sia dotato dell’opportuna assicurazione. Ecco come fare per poter risparmiare su questa voce di spesa.

Definizione autocarro 2021

Secondo l’articolo 54 del Codice della Strada gli autocarrisono veicoli destinati al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse”. Se invece si possiede un pick-up è possibile immatricolarlo come autocarro a condizione di riportare la destinazione nella documentazione apposita.

Questo è quanto indica la direttiva comunitaria 98/14/CE del 06 febbraio 1998, relativa all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi. Prima di assicurare un autocarro è innanzitutto fondamentale conoscere la portata del mezzo (elemento che incide più della cilindrata quando si deve stabilire l’importo). Con il termine portata si intende il massimo carico trasportabile dal veicolo entro i limiti fissati dalla carta di circolazione.

Come funziona Rc autocarro uso privato 2021

Nel caso in cui si debba assicurare un autocarro destinato a un uso privato è possibile risparmiare sulla polizza. Sono diversi, infatti, gli operatori che propongono uno sconto quando il veicolo è intestato a una persona fisica piuttosto che a un’azienda. In questi casi è inoltre possibile usufruire, come nel caso della Rc auto, delle agevolazioni previste dalla legge Bersani.

Altra informazione da tenere presente prima di stipulare un contratto è il numero di veicoli che devono essere assicurati. Se infatti a un cittadino sono intestati più mezzi è possibile approfittare di una scontistica ulteriore. Anche per gli autocarri, come è consuetudine ormai da tempo per le automobili, è possibile inserire delle polizze accessorie, che possono riguardare ad esempio la possibilità di ricevere rimborsi in caso di eventi naturali o atmosferici (ad esempio la grandine), infortuni al conducente o incidenti stradali.

Abbiamo accennato poco fa alla Legge Bersani (legge 40/2007), normativa che consente di risparmiare nella spesa per l’assicurazione a ogni tipo di veicolo. Per poter accedere alle agevolazioni previste è però fondamentale che si verifichino alcune condizioni:

  • la polizza assicurativa da cui ereditare la classe di merito deve essere attiva;
  • la scontistica viene applicata solamente sui nuovi contratti, ovvero veicoli nuovi o usati, appena acquistate e mai assicurate dal nuovo proprietario o da un componente del suo nucleo familiare;
  • Il proprietario del veicolo da assicurare e quello già assicurato devono coincidere, oppure il veicolo di cui si vuole ereditare la classe di merito deve essere intestato a un parente convivente, quindi presente nello Stato Famiglia;
  • la normativa non è valida per le aziende;
  • La classe di rischio si trasferisce solo tra stesse tipologie di veicoli, quindi auto-auto o moto-moto.

Omicidio stradale, cosa prevede la nuova legge 2021

Nulla come i numeri sono in grado di fare luce sulla situazione italiana. Nelle 14 grandi aree urbane – Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Catania e Messina – i morti per incidente stradale rilevati dalle polizie locali nel periodo tra il 2016 e il 2020 ovvero quello della prima applicazione della legge sull’omicidio stradale, è stato di 1.718. Si tratta di una cifra inferiore rispetto ai 2.129 dei dati diffusi da Aci e Istat relativi agli anni tra il 2011 e il 2015.

Non solo, ma emerge anche che le persone indagate in Italia per omicidio stradale sono state 2.455, con 160 casi aggravati da guida alterata da ebbrezza alcolica e 135 da sostanze stupefacenti. Di numero in numero, sono stati 183 i casi di pirateria con la fuga e l’omissione di soccorso a persone poi decedute. Il fenomeno si registra soprattutto nelle grandi città e i motivi più frequenti delle fughe sono la mancanza di copertura assicurativa o un problema con la patente, mai conseguita, sospesa o revocata.

Nuova legge sull’omicidio stradale

Da qui la spinta alle novità con il nuovo reato di omicidio stradale che assorbe il vecchio omicidio colposo aggravato dalla violazione delle regole sulla circolazione stradale. Il risultato è un impianto sanzionatorio a tre livelli. Il primo è quello semplice, punito con le stesse pene previste per il vecchio reato. Si configura quando è stata violata una regola di circolazione diversa da quelle più importanti che danno luogo ai due successivi livelli di omicidio stradale, puniti evidentemente con maggiore severità.

Il secondo livello si raggiunge in caso di violazioni ritenute gravi, come superamenti considerevoli dei limiti di velocità, passaggio con il semaforo rosso e altre manovre pericolose. Pensiamo ad esempio alla circolazione in centro abitato a velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 chilometri orari o su strade extraurbane a velocità superiore di almeno 50 chilometri orari rispetto alla massima consentita.

Oppure alla circolazione contromano ma anche all’inversione di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua.

Il terzo livello si raggiunge quando un conducente è in stato di alterazione da alcol o droghe con l’applicazione della sanzioni più severe. Norme alla mano, se il tasso alcolemico supera 1,5 grammi per litro la pena oscilla tra 8 e 12 anni per l’omicidio. Per le lesioni gravi va da 3 a 5 anni, per le gravissime sale da 4 a 7 anni. Se il tasso di alcol nel sangue è inferiore a 1,5 per litro la pena è da 5 a 10 anni per l’omicidio. Per le lesioni gravi va da 1 anno e 6 mesi a 3 anni. Per le gravissime da 2 a 4 anni.

Omicidio stradale e Codice delle assicurazioni

In questo contesto, l’articolo 138 del Codice delle assicurazioni che disciplina il danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità prevede che, anche per razionalizzare i costi gravanti sul sistema assicurativo e sui consumatori, entro 120 giorni si sarebbe dovuto adottare un decreto per definire una specifica tabella unica su tutto il territorio della Repubblica delle menomazioni all’integrità psico-fisica comprese tra 10 e 100 punti, del valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso.

Guidare con il vento: consigli per la sicurezza

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Soprattutto viaggiando in autostrada, nelle giornate ventose è facile avvertire sballottamenti dell’auto. Una situazione tanto più pericolosa quanto più le raffiche sono forti e improvvise e in particolare nel caso di veicoli leggeri. Occorre attenzione, specie sui viadotti e all’uscita dalle gallerie. Capita che a bordo strada, nei tratti più critici, vi siano correnti così forti da mettere in dubbio la stessa opportunità di rimanere al volante.

Meglio tenerle d’occhio, ma per valutare l’intensità delle folate. Un consiglio per regolarsi? Osservare le fronde degli alberi. Il volante va impugnato saldamente per evitare sbandate ed essere pronti a correzioni di traiettoria, sfruttano i freni per riallineare l’auto. In ogni caso, mai mollare il gas di colpo: oltre a intaccare la stabilità, il rischio è di essere tamponati. Bisogna comune farlo dolcemente prima di uscire dalla galleria o di attraversare un ponte.

Con il vento più l’auto è carica, maggiore il rischio

È evidente che un’auto con il tetto carico di bagagli sia più sensibile al vento laterale perché aumenta la superficie su cui l’aria può agire. Tanto per fare un esempio e comprendere la situazione, è un po’ come quando in una barca si monta una vela più ampia. Le raffiche si fanno sentire anche se le valigie e i pacchi pesanti sono stivati a bordo.

Questo perché caricando parecchio peso nel baule si sposta all’indietro il baricentro: il che rende meno stabile l’auto e non soltanto in caso di folate. Per la stessa ragione, le vetture con motore e trazione posteriori richiedono più attenzione nella guida. Sono da trattare con estrema attenzioni anche le auto alte, come suv, monovolume o multispazio: oltre a essere più soggette al vento, sentono in modo particolare le turbolenze e gli spostamenti d’aria generati da camion e pullman alle andature autostradali. Occorre quindi ancora più prudenza nei sorpassi.

Come guidare in presenza di forte vento

Oltre a tenere sotto controllo il proprio veicolo, in presenza di forte vento conviene tenere presente cosa può succedere agli altri veicoli: camion, pullman, camper e roulotte sono più sensibili alle folate, vista l’ampia superficie laterale. Ma anche le motociclette soffrono queste situazioni. Bisogna prevederne gli spostamenti laterali e, nel caso, essere pronti a evitare l’urto. Inoltre i mezzi pesanti possono fare da scudo alle raffiche mentre li si sta sorpassando: questo effetto finisce a manovra completata, e può arrivare una folata improvvisa.

Jaguar XE, prova su strada della berlina sportiva

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Torna alla ribalta la Jaguar XE, rinnovata stilisticamente e con la solita vocazione sportiva in evidenza. La nuova berlina della casa del Giaguaro, prende spunto dagli elementi stilistici introdotti dalla F-Type e mette in mostra forme più muscolose oltre ad apparire più larga e ribassata con nuove e più ampie aperture frontali, un differente assetto sottolineato dalle nuove forme aerodinamiche della vettura.

Un effetto fortemente sottolineato soprattutto nella versione R-Dynamic della Jaguar XE 2.0 diesel da 180 CV nella variante R-Dynamic S con cambio automatico a otto rapporti e trazione posteriore.

Jaguar XE, comfort d’eccellenza

Jaguar XE sfoggia nuovi fari a Led all’anteriore che, grazie alle particolari luci diurne e alla griglia più ampia al nuovo paraurti, donano un aspetto più aggressivo e dinamico. Nuovo paraurti anche al posteriore abbinato alla nuova fanaleria a Led con nuovi inediti elementi grafici che accentuano la percezione visiva dell’auto conferendo un aspetto più imponente e proteso verso la strada.

La versione R-Dynamic, più orientata alle massime prestazioni, si distingue per alcuni elementi stilistici. Pensiamo al nuovo paraurti anteriore con superfici aerodinamiche ispirate alle alette d’estremità degli aerei e, nel sotto paraurti posteriore, gli inserti a rete scuri, nonché i cerchi in lega da 18 pollici a 10 razze doppie con finitura Gloss Black e finitura Diamond Turned a contrasto.

Interni Jaguar XE

Sempre nella versione R-Dynamic di Jaguar XE il carattere sportivo è evidenziato dai sedili con cuciture a contrasto, dalle levette del cambio in Satin Chrome e nella pedaliera. Di pregio i materiali usati per gli interni caratterizzati da ricche finiture e da particolari impiallacciature, ma anche da inediti pannelli per le portiere volti a migliorare il livello di comfort e praticità. I lati della consolle centrale, la parte superiore della strumentazione e del cruscotto sono rifiniti con materiali di alta qualità che ne accentuano la sensazione di lusso ed eleganza come da tradizione britannica.

Derivato dalla F-Type il selettore del cambio SportShift posizionato come per la sportiva a due posti sulla consolle centrale insieme all’interruttore a levetta Jaguar Drive Control. Nuovo anche il volante, totalmente ispirato a quello impiegato sulla elettrica I-Pace dotato di interruttori capacitativi che garantiscono un controllo tattile e intuitivo delle funzioni principali dell’auto.