Opel GT Roadster: la grande promessa incompiuta

L'operazione nostalgia miseramente non riesce

Opel GT

Sorprendere è metà del divertimento. Almeno in casa Opel, tedesca sui generis. Quando sembra “darsi una calmata” se ne esce con proposte stilistiche che hanno poco di che spartire con la produzione media. La coupé Opel GT, costruita nel 1965, raccoglie durante i suoi 5 anni di carriera un successo superiore alle attese. Oltre 100mila esemplari venduti che convincono i piani alti a riportarla in vita, sotto inedita veste roadster, nel 2006.

Opel GT: su fondamenta Pontiac

Allora di proprietà General Motors, nasce su base Pontiac Solstice. A ogni modo, nel look si confa alla filosofia Opel: muscolosa la carrozzeria (soprattutto nella zona passaruota), spigolosi i fari. Armoniosa l’integrazione delle due “gobbette”, che dai roll-bar si allungano verso il posteriore. La capote in tela? Un classico intramontabile. Si potrebbe contestarle un comfort limitato, ma per i puristi è tutto fuorché limitante. E crediamo non ci sia bisogno di evidenziare che la GT mira alla selezionatissima nicchia.

Partenza bruciante

Impressioni positive confermate mettendosi al volante. Agile in curva, la distribuzione bilanciata dei pesi permette di trarne pieno giovamento anche ai non piloti. Altre note salienti la trazione posteriore, il differenziale autobloccante e un 2.0 4 cilindri turbo benzina a iniezione diretta da 265 Cv. Con turbocompressore a doppia girante, distribuzione bialbero in testa e fasatura variabile delle valvole lato aspirazione spinge sin dai bassi regimi.

Potente quanto due MX-5, ma…

Un piacere di guida che in pochi si concedono. Mentre la Mazda MX-5 domina nelle vendite, la controproposta tedesca non decolla mai. Sul perché gli esperti si interrogano ancora, senza mai venirne realmente a capo. Sì, costa quasi 32.000 euro, più della giapponese, ma è anche vero che offre potenza doppia. Il potenziale cliente potrebbe averne fatto una questione economica, preferendole le BMW Z4 e Mercedes SLK, illustri esponenti dell’industria automobilistica tedesca. Spider che lasciavano percepire maggior qualità, inserendosi in gamme premium.

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