Nel 2025 si celebra un secolo esatto da un’annata leggendaria per Peugeot, protagonista assoluta del motorsport tricolore nel 1925. Un anno spartiacque nella storia sportiva del marchio francese, capace di imporsi con forza e continuità nei due estremi geografici del Belpaese: dalle vette alpine alle curve ardite della Sicilia. Una stagione che ha consacrato Peugeot come sinonimo di resistenza, affidabilità e ambizione, anticipando il successo di massa che avrebbe conquistato pochi anni più tardi anche nella celebre Mille Miglia.
Dominio sulle vette: la doppietta alla Coppa delle Alpi
Il primo acuto del 1925 arriva sulle strade tortuose della Coppa delle Alpi, una delle competizioni di regolarità più impegnative dell’epoca. Tracciati spettacolari quanto impervi, scenari mozzafiato e condizioni estreme mettono a dura prova l’ingegno dei costruttori e la tenacia dei piloti. Ed è proprio in questo contesto che Peugeot stupisce tutti: due agili e leggere 5 CV, quasi delle utilitarie ante litteram, conquistano i primi due gradini del podio. Una prestazione straordinaria, che non solo dimostra l’affidabilità di un modello compatto, ma lancia un messaggio chiaro al mondo automobilistico: anche le piccole cilindrate sanno vincere, se costruite con intelligenza.
Alla guida della vettura vincitrice, un nome destinato a lasciare il segno: Felice Bianchi Anderloni, all’epoca legato professionalmente all’Isotta Fraschini, futura figura chiave nella fondazione della Carrozzeria Touring Superleggera. Una curiosità storica che rivela i fili sottili e preziosi che uniscono i pionieri dell’automobile in quegli anni di frontiera, tra sport e innovazione.
Sicilia, terra di sfide: Peugeot trionfa alla Coppa Florio
Dopo aver domato le Alpi, Peugeot si spinge all’estremo opposto dello Stivale, nel cuore caldo e polveroso della Sicilia. Il 3 maggio 1925 si disputa l’ultima edizione decisiva della Coppa Florio, competizione di regolarità creata nel 1905 da Vincenzo Florio, magnate e mecenate visionario che avrebbe dato i natali anche alla leggendaria Targa. La Florio è un evento ambito, con un montepremi sontuoso e una tradizione che affonda le radici nei primissimi anni del motorismo sportivo.
Dopo sette edizioni senza un vincitore dominante, l’edizione del 1925 viene concepita come gara di spareggio, un tutto per tutto tra le Case per l’assegnazione definitiva del prezioso trofeo realizzato dall’artista francese Polak. Lo scenario è quello spettacolare e insidioso del circuito delle Madonìe, teatro anche della Targa Florio, tra tornanti, strapiombi e asfalto ruvido.
André Boillot e la 174 S: una sinfonia di potenza e controllo
A scrivere la parola fine su quella sfida storica è André Boillot, uno dei grandi talenti francesi dell’epoca. Al volante della potente Peugeot 174 S da 3.828 cm³, lo stesso modello che tre anni prima aveva già trionfato proprio nella Coppa Florio, Boillot imprime alla corsa un ritmo insostenibile per chiunque. Dopo 6 ore e 35 minuti, il cronometro sancisce la vittoria della Casa del Leone, che si aggiudica così l’ambita Coppa e chiude un cerchio di gloria iniziato tra i passi innevati e concluso tra le polverose strade siciliane.
Boillot, già vincitore della Targa Florio del 1919 e dominatore del motorsport transalpino, si conferma uomo chiave nella storia sportiva Peugeot. Il suo successo, insieme a quello della 5 CV nella gara alpina, restituisce l’immagine di un marchio che nel 1925 dimostra di saper vincere in ogni condizione, su ogni terreno, con vetture diverse, ma con una filosofia comune: costruire auto solide, brillanti e capaci di emozionare.





