Via i tutor dalle autostrade: sentenza storica, gli apparecchi sono irregolari

Autostrade per l'Italia non ha intenzione di rimuoverli e vuole ricorrere in Cassazione

via i tutor dalle autostrade
Foto: Wikipedia

Importante sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Roma in cui è stata stabilita l’irregolarità dei tutor, i dispositivi presenti per monitorare la velocità media in autostrada. Ora gli apparecchi dovranno essere rimossi.

Via i tutor dalle autostrade: una sentenza storica

Ormai da qualche tempo chi viaggia in autostrada è abituato a convivere con il tutor, un sistema in grado di rilevare chi supera il limite rintracciando la velocità media di un veicolo su un tratto di strada compreso tra due portali. La Corte d’Appello di Roma ha però preso una decisione fondamentale e per certi versi inaspettata. I giudici hanno stabilito la necessità da parte di Autostrade per l’Italia di rimuovere e distruggere tutti i dispositivi presenti sulla rete italiana.

La motivazione? Gli apparecchi hanno violato un brevetto di cui è titolare una piccola società di Greve in Chianti, in Toscana, la Craft. L’applicazione della decisione dovrà essere immediata. Per ogni giorno di ritardo Autostrade sarà infatti chiamata a versare 500 euro all’azienda toscana. Non spetta alcun diritto di risarcimento alla Craft, che potrà comunque rivolgersi ad Autostrade per l’Italia per invitarla ad acquistare ad acquistare il brevetto.

Via i tutor dalle autostrade: Autostrade per l’Italia non si arrende

Autostrade per l’Italia ha comunque giù fatto sapere di essere intenzionata a fare ricorso in Cassazione nella speranza di arrivare a una sentenza favorevole. Non è finita qui. La società non ha nemmeno intenzione di rimuovere i dispositivi, ma vuole sostituirli, entro tre settimane, con un sistema differente da quello attuale. La prospettiva di dover pagare una sanzione pesante non preoccupa quindi minimamente.

L’azienda che gestisce la rete autostradale italiana ha inoltre precisato di voler agire in questo modo non tanto per infliggere un numero maggiore di multe, quanto per motivi di sicurezza. I tutor, infatti, hanno apportato numerosi benefici in questi anni. Secondo le stime “hanno ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale“.

Anche la Polizia Stradale si è detta concorde con la decisione. “Questa scelta è la concreta testimonianza di quanto la sicurezza stradale e la riduzione delle vittime per incidente stia a cuore alla Concessionaria autostradale. Il Tutor, infatti, rappresenta uno dei migliori strumenti per garantire la sicurezza stradale e l´incolumità dei conducenti” – si legge in un comunicato emesso dopo la sentenza.

Via i tutor dalle autostrade: cosa accade alle multe?

Chi ha subito recentemente una multa perché sorpreso da un tutor andare oltre il limite imposto in quel tratto di strada non deve però esultare troppo. Innanzitutto, la sentenza potrebbe essere ribaltata in Cassazione. Nell’attesa che la decisione venga nuovamente esaminata dai giudici, è necessario innanzitutto verificare la data in cui è stata inflitta la sanzione. Decorsi i 30 giorni, infatti, queste sono ormai definitive. Chi aveva intenzione di cercare tutte le vecchie multe prese mesi o anni fa sperando di fare una causa e vedersele annullare può quindi mettersi il cuore in pace.

Chi invece dovesse avere subito una sanzione più recentemente o lo farà nei prossimi giorni dovrà prestare altrettanta attenzione. In questo caso le multe dovrebbero essere ritenute valide perché l’apparecchio era comunque in grado di funzionare e di registrare gli eccessi di velocità. Non è infatti l’assenza di permesso all’impiego a rendere difettoso il tutor.

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1 commento

  1. Buongiorno, le multe emesse con il sistema Sicve giudicato un sistema contraffatto sono nulle, in quanto violazione degli articoli 192, 193 e 194 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo CdS, per mancanza della disponibilità patrimoniale dello strumento su cui il MIT ha decretato l’approvazione n.3999 del 24.12.2004 e suoi derivati. E’ il caso inoltre di chiarire che la sentenza della Corte di Appello di Roma n. 2275/2018 e pubblicata il 10/04/2018 del RG n. 3192/2016 e che ha dichiarato la contraffazione del Brevetto Craft srl è una sentenza che proviene dal rinvio della Sentenza della Cassazione n. 22563/2015, della Prima Sezione Civile.

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