Negli ultimi mesi si è parlato con insistenza di EV Marketplace, un portale di origine asiatica che propone auto elettriche e ibride plug-in con prezzi ribassati fino al 40% rispetto ai listini ufficiali. La formula è semplice nella presentazione ma complessa nelle implicazioni: si sceglie l’auto online, si paga un acconto iniziale, e il veicolo viene gestito dal punto di vista logistico, doganale e amministrativo dalla piattaforma stessa, fino alla consegna direttamente a casa dell’acquirente europeo.
Il fascino di questa proposta sta nella combinazione di due leve potenti. Da un lato la leva economica, con differenziali di prezzo che possono arrivare a decine di migliaia di euro per alcuni modelli importati dalla Cina. Dall’altro la leva logistica, perché non si tratta solo di comprare un’auto, ma di riceverla a domicilio già pronta all’uso, con pratiche di omologazione e immatricolazione gestite a monte. È un modello che riprende il linguaggio degli e-commerce, ma applicato a un bene complesso come l’automobile.
Secondo i dati diffusi dal gestore, nei primi sei mesi del 2025 sarebbero state vendute circa 7.000 vetture, con una crescita del 66% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono cifre che dimostrano l’interesse crescente verso questo canale alternativo, benché si tratti di numeri ancora contenuti se paragonati al mercato complessivo dell’auto in Europa.
Come funziona l’acquisto su EV Marketplace
Il percorso teorico è lineare. L’utente individua il modello, versa un anticipo che in media è pari al 20% del prezzo complessivo, e attende che la piattaforma organizzi spedizione via nave, sdoganamento e omologazione europea. I tempi comunicati oscillano fra i tre e i cinque mesi complessivi, considerando un mese abbondante di viaggio marittimo e qualche settimana per test tecnici e pratiche burocratiche.
Il passaggio chiave per rendere queste auto utilizzabili in Europa è l’omologazione individuale, che avviene nella maggior parte dei casi in Repubblica Ceca, Paese dove il portale ha una base operativa e dove viene rilasciato un certificato valido in tutta l’Unione. Da lì, l’auto può essere reimmatricolata in Italia come veicolo importato, ma già “nato europeo” agli occhi delle motorizzazioni nazionali. Questo evita procedure più lunghe e complesse per ogni singolo Paese.
Gli sconti pubblicizzati vanno interpretati con cautela. Al prezzo FOB cinese occorre sommare il trasporto marittimo, le spese doganali, l’IVA al 22%, le eventuali tasse di immatricolazione italiane e i dazi europei, che nel caso delle auto elettriche cinesi raggiungono oggi valori tra il 17% e oltre il 30%. Inoltre l’omologazione può costare tra i 1.500 e i 2.500 euro, e per le ibride plug-in occorre aggiungere test specifici sulle emissioni. Ne deriva che il delta rispetto ai listini europei ufficiali si riduce sensibilmente, pur restando in alcuni casi interessante.
Le criticità dietro la convenienza
Il nodo più delicato riguarda la garanzia. Sebbene la piattaforma parli di garanzia di fabbrica e di centri di assistenza collegati, le inchieste giornalistiche hanno evidenziato che i costruttori non riconoscono sempre pienamente la validità della copertura al di fuori del territorio cinese. Ciò significa che il riferimento reale rimane il partner operativo con sede a Praga, con possibili tempi lunghi per i ricambi e costi non sempre allineati a quelli delle reti ufficiali italiane.
La maggior parte delle vetture cinesi utilizza lo standard di ricarica GB/T, diverso dal CCS2 europeo. EV Marketplace fornisce adattatori, ma la compatibilità non è perfetta e la potenza di ricarica può risultare limitata. Anche i software di bordo, spesso concepiti per il mercato interno cinese, presentano traduzioni parziali, servizi connessi che dipendono da server esteri e interfacce meno curate di quelle pensate per l’Europa. Sono limiti che per un pubblico esperto possono essere accettabili, ma che rischiano di deludere chi si aspetta un’esperienza “plug and play”.
Un altro aspetto decisivo riguarda l’Ecobonus italiano. Gli incentivi sono concessi solo per auto nuove con prima immatricolazione in Italia. Poiché molte di queste vetture arrivano come “km zero” già targati in Cina, non possono accedere ai contributi. Questo fattore riduce di molto la convenienza, soprattutto sulle fasce di prezzo inferiori, dove il bonus statale può incidere sul costo finale per l’acquirente.
Perché può convenire e a chi si rivolge
Il profilo tipico di chi sceglie EV Marketplace è l’early adopter, ossia un consumatore informato, con buona conoscenza tecnica e capacità di affrontare pratiche burocratiche non convenzionali. Per chi cerca un’auto a basso costo senza preoccuparsi troppo di garanzia o di rivendibilità futura, l’operazione può risultare vantaggiosa, soprattutto con le ibride plug-in non colpite dai dazi maggiorati.
Un’altra fascia potenzialmente interessata sono le flotte o i rivenditori paralleli, che vedono nella piattaforma un’opportunità per importare lotti di vetture a prezzi competitivi, rivenderli con margini e gestire in proprio assistenza e garanzia. In questi casi l’economia di scala compensa i costi fissi di omologazione e logistica, rendendo più solida l’operazione.
Per l’automobilista tradizionale, che vuole un’esperienza priva di complicazioni, con una garanzia ufficiale riconosciuta in tutta Europa e accesso agli incentivi, l’acquisto tramite EV Marketplace resta un percorso a ostacoli. I vantaggi economici si assottigliano, i rischi aumentano e la rivendibilità futura dell’auto può rivelarsi problematica, sia per motivi tecnici sia per ragioni burocratiche.






