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    Motori problematici ancora molto diffusi: quali auto sono coinvolte e cosa devono controllare i proprietari

    Negli ultimi anni, una parte consistente del parco auto circolante è stata interessata da difetti tecnici a carico delle motorizzazioni di alcuni tra i più diffusi modelli in Europa. Nonostante le soluzioni tecnologiche adottate per migliorare consumi ed emissioni, alcuni propulsori hanno mostrato criticità che richiedono attenzione da parte dei proprietari. I casi più eclatanti riguardano unità come il PureTech 1.2 benzina di Stellantis e i diesel BMW 1.5 e 2.0, che, sebbene abbiano beneficiato di importanti campagne correttive, permangono ampiamente utilizzati sul mercato dell’usato e dell’auto nuova.

    Motore Stellantis PureTech 1.2: quali auto sono coinvolte e problematiche principali

    Il motore PureTech 1.2, adottato da numerosi marchi del gruppo Stellantis (Peugeot, Citroën, Opel), è diventato uno dei propulsori a benzina più diffusi negli ultimi dieci anni. La cross-adozione di questo motore riguarda sia vetture compatte che modelli SUV e monovolume di successo. Le problematiche emerse riguardano principalmente la cinghia di distribuzione a bagno d’olio, che in rari casi può andare incontro a fenomeni di degrado anticipato, e il relativo rischio di consumo anomalo d’olio derivante dall’accumulo di incrostazioni o problemi con il separatore dei vapori.

    Le campagne di informazione e i forum online hanno spesso enfatizzato i rischi, ma i dati oggettivi forniti dalle case stimano una percentuale di problemi effettivi tra lo 0,05% e il 2% dei veicoli circolanti con questa motorizzazione: la maggior parte delle auto in circolazione non mostra anomalie importanti. I controlli hanno interessato soprattutto telai rientranti in specifici lotti produttivi tra il 2012 e il 2022, selezionati tramite numero di telaio nelle campagne ufficiali di richiamo.

    Grazie agli interventi programmati nelle officine autorizzate, la situazione viene costantemente monitorata. Le auto che hanno ricevuto un regolare mantenimento e sono rientrate nelle verifiche richieste possono oggi avvalersi di programmi di estensione garanzia fino a 10 anni o 180.000 km, un segno del rinnovato impegno di Stellantis verso la qualità e la serenità dell’utente.

    Azioni correttive, campagne di richiamo e garanzie: come tutelarsi

    Per evitare i rischi collegati alle difettosità dei motori PureTech 1.2 e a quelli dei propulsori BMW diesel, i costruttori hanno attivato una serie di misure orientate sia alla prevenzione che al supporto post-vendita. Le campagne di richiamo rappresentano un presidio di sicurezza previsto dalla normativa europea e dalla responsabilità dei produttori verso la clientela:

    • Richiami ufficiali per sostituzione/controllo componenti a rischio (es. cinghia di distribuzione, valvola EGR, separatori d’olio)
    • Estensione delle garanzie fino a 10 anni su determinati lotti di produzione e a precise condizioni di manutenzione
    • Servizi di tutela economica per clienti che abbiano già sostenuto costi di riparazione e che possano quindi richiedere un rimborso totale o parziale delle spese documentate
    • Accesso gratuito alla piattaforma costruttore per la verifica della propria posizione e diagnosi elettronica dettagliata

    Un esempio concreto viene da Stellantis, con la copertura ulteriore legata alla corretta manutenzione documentata. Anche in caso di manutenzione non regolare, esistono pacchetti “check service” per riallineare lo stato del veicolo e accedere alle coperture speciali, dimostrando attenzione anche ai casi più complessi o irregolari. Da parte dei costruttori, tali azioni non vengono limitate solo al veicolo, ma spesso sono trasferibili ai nuovi proprietari in caso di vendita, garantendo valore nel mercato dell’usato.

    I processi di verifica adottano metodi trasparenti e tracciabili, con l’obiettivo di eliminare disparità di trattamento tra i clienti ed evitare controversie. Inoltre, la normativa del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) garantisce agli utenti italiani ulteriori tutele per difetti di conformità che si manifestano entro due anni dalla consegna del bene, anche in caso di auto usate.

    I motori BMW 1.5 e 2.0 diesel: rischi, guasti più frequenti e modelli coinvolti

    L’esperienza degli automobilisti con le unità diesel BMW 1.5 e 2.0 si è rivelata generalmente positiva, fatta eccezione per problemi tecnici che hanno interessato specifiche annate e componenti. Il difetto più noto è collegato alla valvola EGR (Exhaust Gas Recirculation), dispositivo post-trattamento dei gas di scarico necessario per il rispetto delle emissioni Euro 6:

    • Nel 1.5 diesel a tre cilindri, particolarmente sulle 216d e 218d prodotte tra il 2014 e il 2015, l’EGR tendeva all’intasamento, causando irregolarità di funzionamento e difficoltà di avviamento; il difetto veniva risolto gratuitamente in garanzia
    • Il 2.0 diesel, montato su 218d/220d (fino al 2016), poteva presentare trafilaggi di liquido refrigerante nell’EGR; questa combinazione poteva generare delle miscele pericolose che, in casi estremi, portavano a fusione collettore d’aspirazione e rischio incendio
    • Casi minori di anomalie elettroniche: accensione immotivata delle spie di ESP e cinture di sicurezza (2014-2015), risolta tramite aggiornamento software o sostituzione sensori
    • Rumorosità all’avantreno: l’usura di ammortizzatori o supporti motore nei veicoli più chilometrati dello stesso periodo, arginata tramite sostituzioni in officina

    Le soluzioni introdotte dalla casa bavarese, tra cui campagne di richiamo e aggiornamenti di componenti critici, hanno ridotto drasticamente il ripetersi dei difetti. La verifica del coinvolgimento può essere effettuata tramite il sito dell’UNRAE nella sezione dedicata ai richiami ufficiali.

    Motore Modelli BMW coinvolti Periodi critici
    1.5 diesel 116 CV 216d, 218d 2014-2015
    2.0 diesel 150/190 CV 218d, 220d Fino a 2016

    Resta essenziale mantenere aggiornata la manutenzione e verificare che eventuali richiami siano stati effettuati: ciò aiuta a preservare l’integrità meccanica e il valore residuo delle vetture coinvolte.

    Cosa devono controllare i proprietari: suggerimenti e raccomandazioni pratiche

    La gestione efficace del veicolo soggetto a campagne tecniche o richiami richiede attenzione costante, consapevolezza e metodo da parte del proprietario. Le raccomandazioni pratiche riguardano diversi aspetti:

    • Verifica tramite numero di telaio sul sito della casa produttrice se il proprio veicolo rientra nei richiami attivi
    • Mantenimento rigoroso della documentazione di tagliandi e revisioni presso officine autorizzate, condizione spesso necessaria per accedere a garanzie estese e tutele supplementari
    • Attenzione ai sintomi: consumo eccessivo d’olio, accensione di spie sconosciute, rumorosità anomala, difficoltà di avviamento e irregolarità di funzionamento diventano campanelli d’allarme importanti
    • Partecipazione attiva a check service straordinari, specie se la manutenzione è stata saltuaria o ci sono stati cambi di proprietà, per allineare lo stato del veicolo ai requisiti di tutela previsti dai programmi delle case
    • Richiesta di diagnosi elettronica e preventivi scritti nelle officine autorizzate, per mantenere trasparenza e traccia di qualsiasi intervento
    • Consultazione delle normative vigenti, come il Codice del Consumo, per chiarire limiti temporali e condizioni delle tutele post-vendita su veicoli nuovi e usati

    Un approccio consapevole permette di affrontare ed eventualmente prevenire i disagi legati a interventi straordinari. Così facendo, anche le vetture soggette a richiami possono garantire soddisfazione e basso rischio imprevisti nel lungo periodo.

    La gestione dei difetti: responsabilità dei costruttori e supporto al cliente

    La trasparenza delle case automobilistiche nel riconoscere i difetti rappresenta un punto cardine per la tutela collettiva dei consumatori. Negli esempi affrontati, sia Stellantis che BMW hanno mostrato una concreta volontà di dialogo e rimedio:

    • Attivazione tempestiva di campagne di richiamo in risposta a segnalazioni della rete e delle autorità
    • Supporto specialistico attraverso reti di officine autorizzate in grado di gestire i problemi tecnici con procedure certificate
    • Gestione documentata dei reclami, indispensabile per mantenere affidabilità e valore del prodotto nel tempo
    • Aiuto legale e informativo per i proprietari che dovessero avere controversie su difetti non risolti o fuori garanzia, secondo quanto previsto dalle normative UE e dal diritto italiano sul consumo

    Costruttori e concessionarie dispongono di strutture dedicate all’assistenza post-vendita, canali digitali e referenti locali, per garantire la massima chiarezza su coperture, tempistiche e rischi residui. Questa gestione virtuosa dei difetti è riconosciuta come prassi di qualità dal mercato e rafforza la fiducia nella marca.

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