Flotte aziendali con auto ibride, vantaggi e svantaggi

In crescita anche le full electric

Sono i numeri a rivelare che le flotte aziendali hanno ufficialmente inserito le auto ibride plug-in e mild-hybrid tra le opzioni da prendere in considerazione. In fondo si tratta di una tendenza che sta coinvolgendo con sempre maggiore intensità il mercato privato dei veicoli ed è perciò inevitabile il trasferimento anche nel settore aziendali. Il problema è però un altro: a fronte di normative nazionali e comunitarie che spingono verso l’adozione di soluzioni alternative ai motori termici monofuel a benzina e diesel, ci sono alcuni aspetti in chiaroscuro.

Il rischio concreto che si corre è l’aumento dei consumi e di conseguenza anche delle emissioni. Ed è proprio questo il principale svantaggio che sta emergendo. Ecco dunque che prende quota l’opzione del full electric per le flotte aziendali.

Sempre più auto aziendali auto ibride plug-in e mild-hybrid

Come spiegato alla redazione del Sole 24 Ore da Michele Crisci, presidente di Volvo e di Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri) in base alle sensibilità locali delle varie aree nazionali, e degli interventi delle varie amministrazioni, il plug-in hybrid si sta muovendo abbastanza velocemente come anche il mild hybrid diesel.

I valori residui di queste motorizzazioni – fa ancora presente – stanno diventando molto importanti e, unitamente agli sconti abbastanza aggressivi di alcune case, anche premium, i conseguenti canoni mensili iniziano a diventare molto buoni e spesso sicuramente migliori dei diesel. I vantaggi sono quindi evidenti e si stanno facendo strada nelle strategie di di sviluppo dei fleet manager.

Per inquadrare correttamente la situazione viene in soccorso il rapporto del Centro Studi, dove si legge che la spesa sostenuta lo scorso anno per l’acquisto di nuovi veicoli in Italia ammonta a 39,6 miliardi di euro. Andando anche oltre questo dato ovvero entrando nei dettagli, il 46% della spesa per immatricolare nuove auto è arrivata da imprese e società, con il 25% in forma di noleggio. Il restante 54% della spesa è stato invece sostenuto dai privati

In crescita anche le full electric

Secondo Alberto Viano, amministratore della società di noleggio LeasePlan, contattato anch’esso dalla alla redazione del Sole 24 Ore, in questo inizio d’anno, in occasione della revisione delle car policy, i clienti pongono grande attenzione alle emissioni. Le auto ibride o full electric registrano una maggiore richiesta da parte dei driver che hanno facoltà di scelta libera, mentre i fleet manager stanno comunque valutando la possibilità di passare dall’assegnazione ad personam a un utilizzo in sharing, quasi sempre elettrico.

La conferma arriva anche da Emmanuel Lufray di Arval: sulle stesse pagine spiega che le aziende si stanno orientando su veicoli green o comunque a basse emissioni, non impattate quindi dalla nuova normativa.

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