Targhe straniere: arrivano lo stesso le multe ai trasgressori del codice stradale

Germania, Francia, Paesi Bassi e Spagna sono solo alcune della realtà con cui l'Italia scambia info sui trasgressori

L’occasione fa l’uomo ladro. Un detto che descrive appieno quei furbetti che, utilizzate targhe straniere sulla propria vettura, credono di poter approcciare come meglio credono la strada, incuranti delle norme. I recenti provvedimenti dell’Unione Europa rendono finalmente questi soggetti punibili, grazie ad un’opportuna operazione di condivisione.

PERENNEMENTE IN CONTATTO

Pure in  Italia bisogna garantire il massimo controllo, ne va la sicurezza di tutti, pedoni e altri automobilisti. Ragioni più che sufficienti a suggerire la miglior collaborazione possibile fra il Paese con le vicine realtà europee ed a riguardo la direttiva europea 2011/82/EU e la successiva 2014/476 ha agevolato lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle violazioni in materia di sicurezza stradale, denominata anche ”direttiva cross-border”.

INFRAZIONI RILEVATE

La cooperazione consente sostanzialmente di accedere subito e online ai dati dei proprietari di veicoli di Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Acquisibili i dati dei possessori di mezzi stranieri per la notifica di otto tipologie di infrazione: eccesso di velocità, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, transito con semaforo rosso, elevato tasso alcolemico del conducente, guida sotto l’effetto di stupefacenti, mancato utilizzo del casco, utilizzo indebito di una corsia vietata e impiego di cellulare alla guida dell’automobile.

NOTEVOLE POTENZIALE

Una mossa scaltra resa possibile attraverso l’aiuto reciproco. Progressi compiuti  che rappresentano una prima grande vittoria verso quei guidatori che si sono sentiti lungamente onnipotente usciti dal rispettivo Paese di provenienza. D’ora in poi saranno infatti ravvisabili le scorrettezze in misura decisamente maggiore rispetto alla sporadica minoranza del passato. La speranza è che altre realtà si aggreghino all’iniziativa, considerati i benefici per ogni parte in causa.

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