Rc Auto: migliora il rapporto compagnia-assicurato

I reclami registrati nel 2018 hanno registrato un calo rispetto all'anno precedente

Rc auto

Come ogni matrimonio, anche quello tra gli italiani e compagnie Rc auto hanno vissuto alti e bassi. In tanti lamentano tariffe troppo care (o disparità territoriali) e addirittura una fetta preferisce farne a meno, nonostante sia un preciso obbligo normativo. Nel complesso, il giudizio è comunque positivo. Le ricerche condotte stanno a testimoniarlo, visto che le contestazioni dei clienti sono sensibilmente diminuite.

Rc auto: il bilancio del 2018

Il verdetto proviene dall’indagine Ivass, secondo cui i reclami nel primo semestre 2018 sono scesi a quota 52.593, l’8,2% in meno rispetto al 2017. Sul totale, circa la metà (47,8%) ha puntato il dito contro le polizze Rc auto, mentre la parte restante si è suddivisa tra il ramo vita (17%) e gli altri rami danni (35,2%). Il numero di reclami è in netta diminuzione rispetto al 2016, quando se ne erano registrati 64.355. Anche allora riguardava in misura superiore al 40% la responsabilità civile veicoli. Da gennaio a giugno 2018 le compagnie assicurative hanno ricevuto il 26,2% delle contestazioni, mentre il 9,7% sono state transatte e l’11,2% risultava ancora in fase di istruttoria. Reclami che, fra l’altro, non avevano, in maggioranza, valido fondamento: il 52,6% è stato infatti respinto.

Le principali cause di contestazione

Contestazioni inerenti soprattutto alla liquidazione del danno, all’attribuzione della responsabilità e alla quantificazione del risarcimento. Per quanto riguarda le imprese estere, si registra, in controtendenza, un +6,6% dei reclami, dopo che nel 2017 erano calate del 13%. Nella fattispecie, sia per i contratti di polizza assicurativa Rc auto che per gli altri rami danni si è verificato un incremento superiore al 9%, con l’eccezione costituita dai reclami attinenti il comparto vita, diminuiti del 3,4%. Alla luce dello studio condotto, l’Ivass ha così stabilito che “l’esito dei reclami evidenzia una distribuzione prossima a quella registrata nel primo semestre 2017”.

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