Notifica multa: cosa cambia con la PEC

Entra in vigore il Decreto Legge del 2013.

Notifica multa

La posta elettronica certificata sta soppiantando quella tradizionale. D’ora in avanti servirà anche per inviare multe ai guidatori. E’ quanto stabilisce il Ministero dell’Interno nel decreto del 18 dicembre 2017, previsto col Decreto Legge 69/2013 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale lo scorso 16 gennaio. Qualora l’indirizzo risulti scaduto o errato, l’amministrazione si avvarrà del metodo postale. Ma in tal caso sul trasgressore ricadranno anche i costi relativi alla notifica multa.

Notifica multa: subentra la PEC

Dal conducente deve essere inviata, in caso di contestazione immediata, l’indirizzo PEC alle Forze dell’Ordine. Per tutti gli altri casi viene recuperato direttamente dalle autorità, ricorrendo ai pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni elettroniche. Relativamente ai tempi di pagamento e impugnazione legati alla notifica sottolineiamo che si riterrà spedita “nel momento in cui – chiarisce il Decreto – viene generata la ricevuta di accettazione” e notificata “nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio PEC”. Generati in automatico, le mail non richiedono che siano stati visti o letti dall’interessato.

Notifica multa: documenti in allegato

Alla comunicazione elettronica andrà apposta come oggetto la dicitura “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada“. E come allegati andranno inseriti la copia del verbale, sottoscritta con firma digitale, e la relazione di notifica. Dal decreto ministeriale desumiamo quindi che non sarà più prevista la consegna del verbale direttamente al trasgressore se fermato dalla polizia. Uno storico metodo scompare, reso obsoleto dai progressi in ambito tecnologico. La notifica arriva soprattutto a “colui che ha commesso la violazione se è stato fermato e identificato al momento dell’accertamento dell’illecito” ed abbia fornito un valido indirizzo posta elettronica certificata o domicilio digitale. Ogni cittadino può dotarsi di uno Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) con cui dialogare con la Pubblica Amministrazione e ricevere, allo stesso indirizzo PEC, qualsiasi tipo di comunicazione.

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