Cellulare alla guida: proibiti ai veicoli NCC

Se non dimostra lo svolgimento della prestazione lavorativa, è passibile di multa.

Cellulare alla guida

Ogni legge ha le sue eccezioni. Utilizzare il cellulare alla guida è proibito dall’art. 173 CdS Codice della Strada, pena una sanzione pecuniaria da 161 a 647 euro. Comunque fissate delle esenzioni per chi conduce veicoli appartenenti a Forze armate, Corpi, Polizia e così via. A patto che, e questa è una novità, dimostrino fossero in servizio.

Cellulare alla guida: respinto il ricorso di una società NCC

Con sentenza n. 24919/2017, la Cassazione ha stilato precisi casi dove non si incorre nella multa. Respinto il ricorso di una società addetta al trasporto persone per conto terzi. Punita nel 2010 perché un suo guidatore era stato pizzicato a fare uso del cellulare mentre guidava. Non aveva saputo presentare elementi idonei a provare l’effettivo svolgimento dell’attività.

Cellulare alla guida: accertamento in concreto

“La stessa norma, poi, tutelando anche altre finalità di pubblico interesse, consente l’utilizzo anche ai conducenti di veicoli ‘adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi’ – evidenzia -. La particolare formula che il legislatore ha adoperato per individuare i veicoli esentati nel secondo caso (‘adibiti’, cioe’ destinati, utilizzati, adattati a un certo uso), lascia intendere una volonta’ di subordinare l’esenzione ad un accertamento in concreto dell’utilizzo del veicolo perche’ questo non viene piu’ individuato semplicemente in ragione dell’ente di appartenenza, ma in ragione del suo utilizzo.

Cellulare alla guida: esenzione solo per finalità previste

Stabilisce allora: “Da ciò consegue che spetta al conducente (o al proprietario) dimostrare che il veicolo, al momento del controllo, era utilizzato per una delle finalita’ previste dalla norma (nel caso di specie, trasporto di persone in conto terzi), non essendo sufficienti le mere risultanze documentali, quali le annotazioni sui documenti di circolazione o quelle relative all’oggetto della societa’ proprietaria del mezzo, essendo ben possibile che il conducente di un veicolo formalmente autorizzato al trasporto in conto terzi, possa adibirlo ad un uso diverso (e nel caso di specie dalla sentenza impugnata risulta che il veicolo era immatricolato oltre che il trasporto in conto terzi, anche per il trasporto in conto proprio e per il noleggio)”.

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