Paraurti auto: lenta, triste involuzione

L'era moderna prevede che sia bella. Ma è meglio ripassare se cercate solidità...

Paraurti auto

Ricoprire il ruolo di designer è tosto al giorno d’oggi, anche per politiche austere applicate nelle aziende. Fino agli anni Settanta sulle auto applicavano paraurti auto in acciaio cromato. Dettame stilistico pian piano volatizzatosi, in nome di rinnovati canoni estetici, aerodinamica, sicurezza e costi produttivi. Spolverando la storia delle quattro ruote, conosciamo come i paraurti hanno vissuto un’epoca d’oro, prima di cadere in declino.

Paraurti auto: America, un mondo lontano

Occhio: non era tutto rose e fiori neanche in passato. Talvolta, paraurti anteriori venivano montati in posizione inferiore rispetto a quelli posteriori. Che significa è presto detto: in caso di leggeri tamponamenti creavano qualche danno all’altro veicolo, specialmente se provvisti di rostri verticali. Decisamente più imponenti e pesanti le vetture americane anni ’50 in confronto alle controparti europee, allestendo paraurti massici parecchio protettivi e in certi casi, pure traverse superiori orizzontali agli angoli per evitare urti laterali e l’accavallamento del paraurti degli altri veicoli.

Paraurti auto: subentra la gomma

Estesi incerti centrali in gomma esordiscono, verso fine anni ‘70, sui modelli di lusso, così da assorbire lievi tamponamenti. Per logiche economiche, i paraurti in acciaio cromato iniziano a venire verniciati in nero opaco, cromatura di tendenza. Che si spellava, lasciando affiorare la ruggine, dopo alcuni anni sulle auto meno pregiate. Compaiono intanto gli angolari in plastica nera o gomma, a protezione delle zone più vulnerabili. Subentrano paraurti in plastica a partire dagli anni ‘90, con bordo in gomma o plastica nera semi-morbida, e profilo più sporgente verso l’esterno per proteggere meglio le circostanti parti in lamiera.

Paraurti auto: plastica bella, ma dalla protezione minima

Paraurti integrati in plastica dominano l’epoca attuale. Si sposano meglio alla carrozzeria e inglobano la mascherina, la presa d’aria inferiore, lo spoiler, i fendinebbia, i fari. Offrono un colpo d’occhio migliore, ma basta la più piccola sbavatura per riportare graffi alla vettura. E sorride solo il carrozziere, che risparmierà sui costi di lavorazione.

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