Ape Piaggio, la tre ruote compie 70 anni: storia e tappe cruciali

Dal dopoguerra ha accompagnato gli italiani, tra alti e bassi, fino ai giorni nostri

Ape Piaggio

Dalla follia nascono idee splendide. Lanciata nel 1948 incarna, l’Ape Piaggio oggi come allora, valori storicamente insiti negli italiani. Ripercorriamone storia e tappe cruciali.

Ape Piaggio: simbolo di ricostruzione

Stremata dalla guerra, l’economia lentamente sta faticosamete rimettendosi in piedi. Dall’osservazione della realtà quotidiana con le sue esigenze nasce Ape, un’intuizione di prodotto di Enrico Piaggio e Corradino D’Ascanio. Il primo Ape del 1948 conserva della Vespa tutte le caratteristiche fondamentali, oltre naturalmente alla parte anteriore e al motore 125cc. Che, proprio nel 1948, iniziava a equipaggiare lo scooter Piaggio, originariamente presentato nella cilindrata 98cc. Dopo i primi miglioramenti apportati dalla versione B, arriva nel 1956 un vero e nuovo modello, l’Ape C, prima Ape dotata di cabina chiusa e portiere, un minuscolo autocarro capace di caricare fino a 350 chili. È l’Italia del boom che bussa alle porte. Ma questi sono anche gli anni in cui, grazie alla versione derivata Ape Calesse, costrusce il suo fascino senza tempo. Legando la sua immagine ai fotogrammi dei divi di Hollywood in villeggiatura nelle isole del Mediterraneo.

Il primo ciclomotore

Compiuto addirittura il “salto” a cinque ruote col modello Pentarò, nel 1966 debutta l’Ape MP, paragonabile, per abitabilità e comfort, ai furgoni di tipo automobilistico. Inoltre, cambiano soluzioni tecniche e progettuali che rendono il veicolo ancor più razionale. Il motore è installato posteriormente su una struttura a “slitta”, la trasmissione non è più a catena ma diretta sulle ruote posteriori con semiassi, bracci oscillanti in lamiera, molle in gomma ed ammortizzatori idraulici. Quand’è il 1968, con il modello Ape MPV, irrompe il volante offerto in opzione rispetto alla guida a manubrio di tipo scooteristico. Soltanto un anno viene presentata l’Ape 50, a suo modo un evento perché è il primo modello della gamma Ape appartenente alla categoria ciclomotori.

Infinite personalità e possibilità

La vera “rivoluzione” avviene con il lancio dell’Ape Car, un modello che si pone in concorrenza con gli autocarri leggeri. Dal design estremamente moderno per l’epoca. Per un nuovo, grande, cambiamento tecnico-progettuale occorre attendere gli anni Ottanta, segnati dall’Ape TM: completamente nuovo, il design – opera di Giorgietto Giugiaro – accentua le doti di comfort e abitabilità. Tuttora prodotto, è uno dei veicoli della gamma Ape di maggior successo grazie alle sue caratteristiche di robustezza e alle prestazioni. Intorno a quel periodo vede la luce l’Ape Poker, il primo passo deciso di Piaggio nel segmento d’attacco dei veri veicoli commerciali: presto arriveranno nuovi prodotti dedicati. Andiamo avanti con la macchina del tempo e fermiamoci al 1994. I ragazzi si innamorano qui perdutamente della Ape Cross: sviluppata con colori giovani e brillanti, “fuori serie” rispetto alla tradizionale gamma Piaggio, rende addirittura disponibili antifurto elettronico, autoradio stereo con altoparlanti.

Festa senza sosta

Entrati nel nuovo millennio spuntano come funghi le versioni celebrative. Si parte dalla Ape Calessino (200 e 200 HL compresi) per arrivare alla Ape Classic 400, un modello basic pensato per lo street food. Nel corso del 2017 la gamma prevede ulteriori novità, portando alla luce le nuove versioni Euro 4 di Ape Classic e Ape Calessino. Un’evoluzione che non comporta solo un miglioramento in termini di prestazioni del motore, ora più performante e rispettoso dell’ambiente, ma anche un sensibile restyling dell’estetica dei modelli. Entrambi adottano la più recente tecnologia elettronica consentendo a guidatore e passeggeri una guida fluida e confortevole. Segno che per Ape Piaggio ogni cambiamento è questione (anche) di funzionalità.

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