La Svezia conferma il ruolo di pioniere nella guida autonoma. Prodotta infatti la prima Volvo XC90 che fa tutto da sola.

VERSIONE DI PROVA

Il veicolo non sarà in vendita, ma finirà comunque nelle mani di un automobilista “qualsiasi” che la userà (insieme ad altre 99 persone dotate della stessa auto) per gli spostamenti di tutti i giorni. Un passo fondamentale che darà modo di accertare l’effettiva affidabilità della tecnologia al volante. Sviluppo concreto facente parte del  Drive Me di Volvo. Un test effettuato direttamente insieme ai potenziali clienti per sviluppare l’auto a guida autonoma “definitiva” che sarà in concessionaria dal 2021. I pregi e i difetti della vettura che in questi anni verranno a galla aiuteranno gli ingegneri di Volvo e Autoliv (qui la joint venture) a mettere a punto sofisticati software per la guida autonoma.

PIETRA MILIARE

“Questa è un’importante pietra miliare nel progetto Drive Me, perché i clienti guarderanno alle auto in maniera diversa rispetto a noi tecnici – spiega Erik Coelingh, Senior Technical Leader Active Safety di Volvo Cars -. Non vediamo l’ora di imparare dal loro modo di utilizzare l’auto nella vita quotidiana”. Dopo la Svezia le auto saranno su strada anche a Londra e poi in alcune città cinesi. Il progetto è unico nel suo genere, reso possibile da specifiche leggi emanate dai governi nei singoli Paesi di sperimentazione.

SOLITA BUROCRAZIA ITALIANA

In Italia non ci sono ancora autorizzazioni simili. L’unica realtà che ci sta lavorando – il Vislab di Parma – ha dovuto superare, negli anni scorsi, molti scogli burocratici per portare avanti i test su strade aperte al traffico. FCA invece, che ha stretto un’alleanza con Google, sta lavorando sulla Chrysler Pacifica che guida da sola in California (USA). I positivi risultati della Volvo potrebbero però convincere istituzioni e Case a unire le forze.

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