Nuovi ecobonus auto 2021-2022, come funzionano

La novità in termini di ecobonus auto è lo stanziamento di un fondo per l’acquisto di vetture di seconda mano

Ai nuovi bonus per l’acquisto di un’auto nuova Euro 6d a benzina o a diesel può accedere solo chi ha un usato da rottamare. La vettura deve essere stata immatricolata prima del primo gennaio 2011 e risultare intestata all’acquirente da almeno un anno. Oppure a un suo famigliare convivente.

Come funziona il nuovo ecobonus auto

Come nelle due precedenti campagne di incentivi, ottenere il bonus è facile. A gestire la procedura ci pensa la concessionaria, che inserisce la prenotazione dell’incentivo nella piattaforma online fornita dal Ministero dello Sviluppo economico.

In tempo reale, il venditore è in grado di dire subito se i fondi a disposizione ci siano ancora. Non ha diritto agli sconti governativi chi propone un usato non rispondente ai requisiti richiesti. Il venditore non ha margine discrezionale.

Le case automobilistiche possono aggiungere un’ulteriore riduzione al prezzo, di solito legata all’acquisto tramite un finanziamento. Vanno quindi messi in conto altri sconti extra extra a carico di regioni e comuni.

Il tutto avviene in un contesto in cui da gennaio a luglio 2021 sono state registrate in Italia 1.004.164 immatricolazioni di auto nuove, in discesa non solo rispetto allo stesso periodo del 2019 (-28,1%) ma per la prima volta in calo anche su luglio 2020, l’anno della pandemia. In forte aumento sul 2019 solo ibride plug-in ed elettriche, proprio grazie agli ecobonus. Nella top ten dei gruppi, nove scendono con Stellantis leader con 392.000 auto vendute.

Incentivi per l’acquisto di auto usata

La novità è lo stanziamento di un fondo per l’acquisto di vetture di seconda mano: subordinato, come per il nuovo, alla rottamazione di un usato di almeno dieci anni. A disposizione ci sono 40 milioni di euro per auto Euro 6, a benzina o diesel, con quotazione media di mercato non superiore a 25.000 euro. La vettura da acquistare dev’essere omologata per un livello di emissioni di CO2 non superiore a 160 grammi per chilometro. Lo sconto aumenta in base alla riduzione dell’inquinamento.

Il veicolo va comprato da un operatore professionale ovvero una concessionaria o un autosalone, che resta libero di aderire o meno alla campagna. Dall’iniziativa sono esclusi i titolari di partita Iva. Nessun incentivo se il veicolo ha già beneficiato di precedenti ecobonus statali.

Da parte loro le associazioni delle case estere e delle filiera automobilistica giudicano inadeguati gli incentivi e ribadiscono la richiesta di misure strutturali e aumento delle colonnine di ricarica elettrica.

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