Fca-Renault fusione: salta (per ora) per motivi aziendali o politici?

Le trattative potrebbe riprendere, gli scenari

Saltano le nozze tra Fiat Chrysler e gruppo Renault. Il marchio presieduto da John Elkann ha deciso “di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault”. La decisione è stata presa dopo il nuovo rinvio chiesto dal board della casa francese dopo il pressing del governo di Parigi. Renault “esprime la sua delusione” dopo il fallimento del progetto di fusione con Fiat-Chrysler (Fca): è quanto si legge in una nota diffusa dal gruppo di Boulogne-Billancourt.

Dall’alleanza fra Fca e Renault nascerebbe un gruppo con vendite ben superiori a General Motors, la sorelle di Detroit di Chrysler, e poco inferiore al colosso tedesco e a Toyota.

Fca-Renault fusione, le trattative potrebbe riprendere

Le trattative tra Fca e Renault “potrebbero riprendere nei prossimi tempi, vedremo. Non bisogna chiudere la porta, bisogna continuare a lavorare”. Lo ha detto il ministro francese per i Conti Pubblici, Gérald Darmanin, intervistato da France Info, dicendosi “molto contento che ci sia un’industria un po’ patriottica che faccia attenzione agli interessi francesi”.

Elkann, presidente di Fca, in una lettera inviata ai dipendenti del gruppo, scrive che “ci vuole coraggio per iniziare un dialogo come abbiamo fatto noi. Quando però diventa chiaro che le conversazioni sono state portate fino al punto oltre il quale diventa irragionevole spingersi, è necessario essere altrettanto coraggiosi per interromperle”.

Il ruolo di Nissan e Mitsubishi

L’adesione degli alleati giapponesi è un tassello importante dell’operazione. Nissan non può bloccarla perché non ha una quota di controllo di Renault, ma se accetterà la nuova alleanza permetterà la nascita del primo gruppo automobilistico al mondo con 15,6 milioni di vetture vendute. Prudente anche l’amministratore delegato di Mitsubishi, Osamu Masuko, secondo cui c’è bisogno di tempo per determinare i benefici. In Francia emerge invece qualche perplessità: l’attacco arriva dal numero uno del gruppo Peugeot-Psa, Carlos Tavares, scettico sulla possibile fusione.

L’accordo rafforzerebbe i legami economici fra Italia e Francia e richiede il sostegno delle autorità dei due Paesi viste le possibili implicazioni, anche in termini di posti di lavoro. Fca ha lavorato in passato con Emmanuel Macron: era il 2013 e sull’attuale presidente francese ricadeva la responsabilità delle trattative preliminari fra Fca e Peugeot. Dall’unione fra Fca e Renault nascerebbe un colosso in grado di sfidare Volkswagen in Europa e nel mondo. Un gigante forte sull’elettrico e le nuove tecnologie grazie a Renault e presente e forte in Nord America grazie a Fca.

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