Auto elettriche, falsità e verità da chi controlla il mercato tra produttori e industrie petrolifere

La strada da percorrere per l'affermazione di un solido mercato di veicoli elettrici anche in Italia è ancora molto lunga

Non c’è chiarezza sul mercato delle auto elettriche nonostante ci siano tante parole e notizie e annunci costanti sia da parte dei produttori sia, si dice, da chi è interessato in maniera collaterale, ma molto da vicino e il settore fa davvero fatica a decollare.

E alla luce del ridotto numero di infrastrutture per la ricarica – così come emerge dal nuovo Rapporto di Acea (European automobile manifacturers association) “Making the Transition to Zero-emission Mobility” – la convinzione a compiere il grande passo viene un po’ meno. Oggi sono installate oltre 1.700 stazioni di ricarica pubbliche e altre 700 sono attese entro la fine dell’anno. Dati alla mano, l’85% del mercato è controllato da Francia, Germania, Gran Bretagna e Paesi Bassi. Di conseguenza la strada da percorrere per l’affermazione di un solido mercato di veicoli elettrici anche in Italia è ancora molto lunga.

E non aiuta la circolazione di una lunga serie di fake news che circolano sull’argomento. Ad esempio che l’auto elettrica inquina più del diesel oppure che si necessario fermarsi ogni 50 chilometri per ricaricare la batteria. Certo, l’autonomia non è e non può essere infinita, ma occorre un po’ di equlibrio delle valutazione e soprattutto una maggiore informazione. E che dire della bufala che in inverno le auto elettriche non funzionano?

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