Auto mobile usate: ecco quanto possono durare

Chi propende per un mezzo di seconda mano teme di risparmiare ma di spendere in un secondo momento: ora è possibile saperlo prima per non sbagliare

auto mobile usate
Foto: Flickr

Propendere per una vettura usata può essere considerata una buona mediazione se si desidera avere un mezzo efficiente, ma senza spendere troppo. Valutare con attenzione la scelta è però fondamentale.

Auto mobile usate: una scelta sempre più diffusa

Il numero di famiglie che si trovano a ridurre l’entità delle spese da sostenere è ancora troppo elevato, ma per molti poter contare su una vettura da utilizzare per gli spostamenti quotidiani è inevitabile. Se è venuto ormai il momento di cambiare la propria macchina ma si vuole evitare di sostenere un investimento troppo elevato è possibile puntare su un compromesso che, a prima vista, potrebbe sembrare svantaggioso, ma che in realtà non lo è del tutto: scegliere un modello usato.

Si tratta di un’opzione condivisa da un numero di nostri connazionali tutt’altro che esiguo. A sottolinearlo sono i numeri: solo nel mese di gennaio 2019 che ci siamo da poco lasciati alle spalle si è registrata
una crescita pari al 7,4%
nei passaggi di proprietà dei veicoli di seconda mano rispetto a un anno fa.

I dati sono stati resi noti dall’ultimo bollettino “Auto-Trend”, l’analisi statistica mensile realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del Pubblico registro automobilistico e sono disponibili dettagliatamente sul sito web aci.it. Una situazione di questo tipo non può che fare riflettere: ogni cento vetture nuove ne sono state vendute 187 di seconda mano.

Auto mobile usate: una scelta davvero efficace?

Uno dei timori più diffusi in chi sceglie di puntare su una vettura usata riguarda certamente l’efficacia dell’investimento. Si inizia infatti a chiedersi se il risparmio iniziale non possa rivelarsi una spesa maggiore nel corso tempo per sopperire a eventuali problemi non previsti. Una carrozzeria in buono stato può contribuire inevitabilmente a celare qualche difetto di tipo meccanico che renderà poi difficile spostarsi nel lungo periodo con la vettura scelta.

Per cercare di prevenire eventuali errori in fase di acquisto è però possibile sfruttare un metodo innovativo. Il team di ricerca del Politecnico di Torino, coordinato da Maurizio Galetto, docente del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino (DIGEP) è riuscito a predisporre per questo scopo un algoritmo in grado di “calcolare” quanto tempo possa durare la macchina che si sta pensando di comprare. Un’iniziativa davvero interessante che potrà salvaguardare il portafoglio di molti e realizzata grazie al sostegno di Mo.Vi, una delle aziende più all’avanguardia nel settore.

Gli aspetti che potranno essere presi in considerazione saranno diversi, a partire dallo stato generale dell’auto al momento, fino alla possibilità di monitorare chilometri percorsi, età del veicolo, stile di guida e carico di stress a cui è stato sottoposto. L’insieme di questi elementi potrà permettere di avere una visione più precisa in ottica futura del mezzo.

La novità è davvero rilevante: “Questo consente non solo di calcolare la durata residua di una auto usata al momento del suo acquisto, ma in prospettiva anche di trasformarlo in un dispositivo che, installato sulla vettura e collegato a un’applicazione, fornisce in tempo reale all’utilizzatore lo stato di usura, componente per componente, e di prevederne eventuali guasti consentendo di pianificare e ottimizzare la sua manutenzione” – ha sottolineato Luca Mastrogiacomo, docente del DIGEP.

L’auspicio di questa iniziativa è davvero importante e duplice, non solo tutelare l’ambiente ma anche il consumatore in un settore come è tutt’altro che spento come quello della compravendita dell’usato.

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