Comprare a rate un’auto, cosa bisogna stare attenti

Il primo consiglio di base di cui tenere conto è non fidarsi ciecamente del Taeg pubblicizzato

Siti per comprare auto usate

Comprare un’auto a rate non è affatto un’operazione così immediata perché poche volte c’è la perfetta corrispondenza tra quanto letto nel primo frettoloso messaggio pubblicitario al costo finale proposto al cliente. Nel caso dell’acquisto distribuito nel tempo esiste infatti una variabile che rischia di far saltare il banco. Si tratta degli interessi ovvero del Taeg, il Tasso annuo effettivo globale.

In estrema sintesi si tratta della percentuale che indica in maniera precisa quanto si paga di interessi sul finanziamento per l’acquisto. E che si tratti di una voce molto discussa e poco chiara è dimostrato dalla recente multa inflitta dall’Antitrust alle finanziarie delle case automobilistiche per comportamento anti-concorrenziale.

Auto a rate, attenzione alle trappole

Il primo consiglio di base di cui tenere conto è non fidarsi ciecamente del Taeg pubblicizzato ma verificare il vero tasso proposto per comprare un’auto. E per farlo occorre conoscere l’importo della rata mensile, il tasso d’interesse del finanziamento, il numero di rate, l’anticipo e la rata finale, le spese d’incasso rata e i costi d’istruttoria. Il confronto è sempre decisivo: di conseguenza confrontare sempre più possibilità di finanziamento senza fermarsi alla prima offerta e chiedere appunto il Taeg applicato.

Meglio non fermarsi al messaggio pubblicitario ben visibile ma leggere con attenzione le note che spesso riportano le condizioni effettive del prestito. Cautela anche nel passo successivo ovvero su quando riportato sul preventivo.

Come argomentato da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale dei consumatori, uno dei primi problemi riguarda la pubblicità che spesso è fuorviante e poco chiara. Come quegli spot che indicano una rata mensile da pagare ma omettono di ricordare che ci sono un maxi anticipo e una maxi rata finale.

A fargli eco è Gian Primo Quagliano, presidente del centro studi Promotor, secondo cui i potenziali acquirenti di vetture nuove si sono trovati a fare i conti con la cosiddetta demonizzazione del diesel che ha indotto molti automobilisti già pronti a sostituire la loro auto a rimandare l’acquisto in attesa che la situazione si chiarisse.

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