Nel 2027 compiono trent’anni alcune auto che hanno segnato la produzione europea e giapponese, dalla Fiat Seicento alla prima generazione della Mercedes-Benz Classe A. Ai fini del bollo, l’anzianità si calcola sul singolo esemplare, dalla data di costruzione o, se questa non è accertabile, dalla prima immatricolazione. Una vettura del 1997 può quindi avvicinarsi al traguardo storico senza averlo ancora raggiunto alla scadenza fiscale considerata.
Le auto del 1997 da rivedere
Il 1997 fu un anno ricco di debutti e passaggi di generazione. Tra i modelli da ricordare figurano utilitarie accessibili, berline compatte e proposte tecniche allora insolite. Oggi raccontano modi diversi di intendere l’automobile e attirano chi cerca una youngtimer con carattere.
La Fiat Seicento fu presentata alla fine del 1997 e arrivò sul mercato nel 1998, come erede della Cinquecento. Aveva due porte, dimensioni contenute e un’impostazione essenziale, pensata per la mobilità urbana. Per il computo dei trent’anni si guarda all’anno in cui fu costruito il singolo esemplare: una Seicento prodotta nel 1998, per esempio, raggiungerà la soglia nel 2028.
Nel 1997 debuttò la Mercedes-Benz Classe A, prima serie W168. Fu la prima piccola monovolume a trazione anteriore della casa. Il pianale “a sandwich”, con il motore disposto in modo da favorire la gestione dello spazio e della sicurezza in caso d’urto, la distingueva dalle compatte tradizionali. Produzione e immatricolazioni si distribuirono su più anni; per stabilire l’età fiscale occorre quindi riferirsi alla storia della vettura specifica.
Presentata nel 1997, la Volkswagen Golf IV consolidò la formula della berlina compatta con una carrozzeria più curata. La gamma comprendeva motori e allestimenti diversi, una varietà che rende ancora interessante questa generazione. Per ricostruire la storia di un esemplare servono i dati sulla versione e sul motore, insieme ai documenti del veicolo.
Tra le proposte più originali c’è la Smart Fortwo, nata dal progetto di una microvettura a due posti. Nel 1997 fu presentata al pubblico; la commercializzazione iniziò nel 1998 con il nome Smart City-Coupé. Presentazione, avvio della produzione e prima immatricolazione sono passaggi che possono cadere in anni diversi, e la Fortwo del 1997 raggiungerà i trent’anni in base alla data rilevante per quell’esemplare.
La Subaru Forester debuttò in Giappone nel 1997, combinando una carrozzeria alta, l’impostazione da station wagon e la trazione integrale. Anticipò la diffusione dei crossover, mantenendo una meccanica legata alla tradizione Subaru. Le prime unità e le versioni destinate ai diversi mercati possono avere date differenti.
Modello, costruzione e immatricolazione
Nel linguaggio automobilistico, l’“anno modello” indica di norma una fase commerciale o una versione di gamma. Può cominciare prima o terminare dopo l’anno solare. Anche la presentazione al pubblico, la produzione e l’arrivo nelle concessionarie avvengono in momenti distinti. Un’auto pubblicizzata come modello 1997 può essere stata costruita in un altro anno; una vettura immatricolata nel 1997 può invece appartenere a una serie presentata in precedenza.
Per i veicoli ultratrentennali, la disciplina nazionale considera l’anzianità del mezzo. Il trentennio decorre dalla data di costruzione e, quando questa non è documentabile, dalla prima immatricolazione. Una vettura costruita nel corso del 1997 raggiunge i trent’anni nel corrispondente giorno del 2027; se è stata costruita nel 1998, la soglia cade nel 2028. L’anno indicato nella denominazione commerciale non determina il computo.
Sulla carta di circolazione è riportata la data di prima immatricolazione, un dato direttamente consultabile. Se la vettura è stata costruita prima e la data è attestata da documentazione attendibile, anche questa può essere utilizzata nel calcolo. Numero di telaio, certificati e documenti di origine aiutano a ricostruire la storia dell’esemplare. In caso di divergenze, l’amministrazione tributaria competente può chiarire quale data applicare alla posizione del veicolo.
Che cosa cambia per il bollo ultratrentennale
La normativa nazionale esenta dalla tassa automobilistica ordinaria gli autoveicoli e i motoveicoli con più di trent’anni. Se il mezzo circola su strade e aree pubbliche, è dovuta una tassa di circolazione forfettaria, che prende il posto del bollo annuale calcolato come tassa di possesso. Per un veicolo conservato e non utilizzato, il regime è quindi diverso da quello previsto per un mezzo che viene effettivamente messo in circolazione.
Il riferimento normativo è l’articolo 63 della legge 21 novembre 2000, n. 342. La disposizione nazionale definisce il quadro per i veicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico e per quelli ultratrentennali. L’applicazione della tassa di circolazione e le modalità di versamento si coordinano con le norme territoriali. Gli importi non sono uguali in ogni Regione: le tariffe possono variare e la competenza sulla tassa automobilistica è regionale.
Per un’auto che supera i trent’anni nel 2027, vanno considerate sia la scadenza del bollo sia la data in cui matura l’età richiesta. Il bollo con scadenza ordinaria nel 2026 riguarda il periodo fiscale di riferimento, anche se questo comprende mesi del 2027. In caso di circolazione, occorre controllare la tassa forfettaria prevista nel territorio di residenza fiscale, dove possono essere stabiliti importi e procedure specifici.
Il riconoscimento fiscale legato all’età e l’iscrizione a un registro storico sono aspetti distinti. Per l’esenzione ultratrentennale, il criterio nazionale è l’età del veicolo; certificazioni e registri possono rilevare per altri benefici, per l’identificazione storica o in base a specifiche disposizioni regionali. Bollo, assicurazione e limitazioni alla circolazione seguono discipline differenti.
Youngtimer tra 20 e 29 anni
Nel 2027, un’auto costruita tra il 1998 e il 2006 rientra nella fascia dei venti-ventinove anni, in base alla data effettiva del singolo esemplare. Per questi veicoli non si applica l’esenzione prevista per gli ultratrentennali. La legge nazionale prevede una riduzione del 50% della tassa automobilistica per i veicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità compresa tra venti e ventinove anni. Per ottenerla occorrono il Certificato di rilevanza storica (CRS) e la sua annotazione sulla carta di circolazione.
Il CRS certifica la rilevanza storica e collezionistica del veicolo secondo i requisiti previsti. La riduzione richiede il certificato riconosciuto e l’annotazione indicata sulla carta di circolazione. Riguarda la tassa automobilistica ordinaria; modalità, decorrenza e gestione amministrativa vanno verificate presso la Regione competente.
Nel corso del 2027, un esemplare costruito nel 1997 può quindi trovarsi in due situazioni. Se ha già compiuto trent’anni secondo la data rilevante, può accedere al regime ultratrentennale; se alla scadenza considerata non ha ancora raggiunto la soglia, resta nel regime ordinario oppure, quando ricorrono i requisiti, può beneficiare della riduzione del 50% prevista per la fascia 20-29 anni. Per una Golf IV o una Classe A, la data del debutto della serie non determina il trattamento fiscale del singolo esemplare.
Il bollo 2027: controllo della scadenza
Per sapere quanto pagare nel 2027, il primo passaggio è individuare la scadenza del tributo e il periodo a cui si riferisce. L’agevolazione per i veicoli storici dipende invece dall’età e dalle norme regionali applicabili: i due controlli vanno svolti separatamente.
La tassa ordinaria varia anche in base alla potenza, alla classe ambientale e alle tariffe territoriali. Il calcolo, dunque, dipende dai dati del veicolo e dalle regole in vigore. I servizi di verifica e calcolo messi a disposizione dall’ACI, l’Automobile Club d’Italia, consentono di controllare l’importo e la posizione. Per esenzioni e tasse forfettarie resta determinante la disciplina dell’ente titolare del tributo.
La verifica regionale è utile quando il veicolo raggiunge i trent’anni a ridosso del rinnovo, quando la data di costruzione differisce dalla prima immatricolazione o quando la banca dati non ha ancora registrato una variazione. Conservare i documenti e le ricevute dei versamenti permette di ricostruire la posizione fiscale e di rispondere a eventuali richieste di chiarimento.
Checklist per capire la propria posizione
Prima del pagamento o della richiesta di un’agevolazione, si possono controllare questi elementi:
- Carta di circolazione: verificare la prima immatricolazione, la potenza, l’alimentazione e la classe ambientale.
- Data di costruzione: cercare eventuali documenti del costruttore o certificazioni che attestino una data precedente all’immatricolazione.
- Scadenza del bollo: segnare il termine ordinario del versamento e l’annualità a cui si riferisce.
- CRS per le youngtimer: controllare che il certificato sia valido e annotato sulla carta di circolazione, come richiesto per la riduzione.
- Uso del veicolo: stabilire se l’auto ultratrentennale circolerà su strada, condizione che può comportare la tassa di circolazione forfettaria.
- Regione competente: consultare il portale regionale dei tributi o l’ufficio della tassa automobilistica per importi, procedure e riconoscimento dell’agevolazione.
Per i controlli ordinari si può usare il servizio ACI di verifica del bollo insieme alle indicazioni pubblicate dalla Regione o dalla Provincia autonoma. Se i risultati online non coincidono con i documenti dell’auto, la posizione va verificata con l’ente competente, presentando la documentazione del singolo esemplare.
Nota sulle tariffe: l’età del veicolo e i principi nazionali definiscono il quadro; importi della tassa di circolazione e procedure operative possono dipendere dalla Regione. Per calcolare quanto pagherà nel 2027 una specifica Seicento, Classe A, Golf, Smart o Forester, servono la storia documentata della vettura, la relativa scadenza e le norme territoriali.





