La disattenzione non è ammessa per i guidatori. Secondo una recente sentenza (n. 18174/2016) della Cassazione sta a loro accertare se hanno la patente a zero punti.

LA VICENDA

L’automobilista di turno, dopo quattro anni di battaglie legali in quel di Udine, si è rivolto agli ermellini. Questa la sua tesi difensiva: serve la comunicazione delle variazioni di punteggio della patente da parte dell’Anagrafe nazionale dei soggetti abilitati alla guida. Questa costituisce presupposto del provvedimento di revisione. In realtà, secondo la Cassazione, il comma 3 dell’articolo 126-bis prevede che ciascun conducente possa controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento ministeriale per i trasporti terrestri.

IL VERDETTO

La comunicazione della variazione di punteggio a cura dell’Anagrafe nazionale è atto informativo. Fonte il verbale di contestazione. Quindi, ricorso respinto: obbligo di revisione della patente. Attenzione: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio, di 2.700 euro. Possibile conoscere la situazione del punteggio telefonando col fisso al numero 848 782782. Dopodiché, una segreteria telefonica vi assiste alla digitazione sulla tastiera, fornendovi poi in automatico la situazione-punti. Consultabile inoltre il Portale dell’automobilista, sito del ministero dei Trasporti.

RECUPERO PUNTI

Secondo la Suprema Corte non può essere richiesta l’iscrezione ai corsi di recupero del punteggio, previa la comunicazione della avvenuta decurtazione dei punti: la Cassazione si allinea a quanto già stabilito dal Consiglio di Stato, con sentenza 6189/2012, e dalla circolare 11490/2013 del ministero dei Trasporti. Resta intatto pertanto il potere deterrente della licenza a punti. Ogni patente ha una dotazione iniziale di 20 crediti, conservabili se non si commettono infrazioni tra quelle indicate nella tabella dell’articolo 126 bis del Codice della Strada. I titolari di patente a punteggio pieno, ogni 2 anni otterranno un bonus di 2 punti, fino ad arrivare a un massimo di 30 punti. I punti sono recuperabili, purché non si sia a zero: è possibile frequentare corsi speciali presso autoscuole o altri centri autorizzati dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il costo varia parecchio a seconda dell’autoscuola: attorno ai 250-300 euro.

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