Passaggio di proprietà auto: come farlo, quali documenti servono e quanto costa

Le norme aggiornate 2019

Sono proprio i numeri a svelare come il mercato auto dell’usato in Italia sia sempre molto vivo in Italia. La media dalla nostre parti è costantemente molto alta e a con un po’ di attenzione e pazienza si trovano modelli della prima generazione, interessanti soprattutto per i collezionisti. Nella fase di acquisto di un’auto usata occorre mettere in conto la necessità di provvedere con il passaggio di proprietà che, da ormai quattro anni, è diventato digitale. Significa che gli acquirenti di un’auto non ricevono il certificato di proprietà cartaceo, ma la versione elettronica custodita negli archivi informatici del Pubblico registro automobilistico (Pra).

Come fare passaggio di proprietà auto

La prima cosa da sapere è che l’indispensabilità di autenticare la firma del venditore sull’atto di vendita dell’auto. Dopodiché, entro 60 giorni occorre registrare il passaggio di proprietà al Pra che rilascerà il nuovo certificato di proprietà digitale. In parallelo è necessario richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione alla Motorizzazione civile. In caso contrario si va incontro a sanzioni oltre al ritiro della carta di circolazione e dunque l’impossibilità di mettersi alla guida. In sintesi i documenti necessari sono

  • Certificato di proprietà dell’auto
  • Carta di circolazione
  • Documento di identità del venditore
  • Documento di identità e codice fiscali dell’acquirente
  • Modulo TT2119 per la richiesta dell’aggiornamento della carta di circolazione

Quanto costa passaggio di proprietà auto

Spetta all’acquirente pagare il passaggio di proprietà, a meno di accordi tra la parti. L’impegno di spesa è presto detto: occorre pagare l’agenzia (generalmente tra 150 e 200 euro) e farsi carico di altre spese:

  • Imposta di bollo per la registrazione al Pra: 48 euro
  • Diritti Motorizzazione civile: 10,20 euro
  • Emolumento Pra: 27 euro
  • Autenticazione della firma: marca da bollo da 16 euro
  • Imposta provinciale di trascrizione: variabile in base ai kw dell’auto e alla provincia di residenza

Le regole valgono per qualunque tipo di modello tra i vari brand sul mercato, come Audi, Citroen, Dacia, DS, Fiat, Ford, Hyundai, Jeep, Kia, Lancia, Mahindra, Mitsubishi, Nissan, Opel, Peugeot, Renault, Seat, Skoda, Suzuki, Toyota, Volkswagen.

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