Nuovo certificato di revisione 2020. Ecco cosa cambia

Le tariffe per la revisione rimangono le stesse con la doppia distinzione

Sono numerosi i controlli che il responsabile tecnico deve effettuare quando un’auto deve sostenere la revisione, come le ammaccature sul telaio, le emissioni inquinanti, la presenza della gomma di scorta, il corretto funzionamento di luci, freni e finestrini. L’obiettivo è garantire efficienza e sicurezza.

Ebbene, con l’introduzione del nuovo certificato 2020 ci sarà spazio per molte più informazioni, come il numero di telaio, la targa di immatricolazione, il luogo e la data del controllo, la lettura del contachilometri al momento del controllo, la categoria dell’auto, le eventuali carenze individuate, il risultato del controllo tecnico, la data del successivo controllo tecnici, la scadenza del certificato, il nome del centro revisioni che ha effettuato la verifica

Arriva il nuovo certificato di revisione 2020

Il nuovo certificato di revisione è il documento ufficiale che i centri di revisione, Aci e Motorizzazione devono adesso rilasciare ai proprietari delle auto la termine dei controlli. Con la ricchezza di dati contenuti si punta a contrastare le frodi sul chilometraggio delle auto, oltre a innalzare il tasso di sicurezza.

Le tariffe per la revisione rimangono le stesse: 45 euro nelle sedi provinciali della Motorizzazione civile e 66,88 euro nei centri privati convenzionati. Il superamento della revisione sarà certifi cato da una fustella da applicare sulla carta di circolazione, indicante la data entro la quale dovrà essere effettuata la revisione successiva.

Non cambia la modalità con cui ogni revisione si conclude con l’indicazione dell’esito: favorevole, nel caso in cui l’auto abbia superato il controllo; da ripetere entro un mese, nel caso in cui non abbia superato il controllo o sospeso. In quest’ultimo caso il veicolo può circolare solo in giornata per andare dal meccanico.

Controlli auto supplementari

Le auto a metano presentano un elemento aggiuntivo cui prestare attenzione: le bombole, che vanno controllate ad intervalli di anni diversi se di omologazione nazionale oppure internazionale. I propulsori alimentati a Gpl necessitano però di alcune attività di manutenzione specifiche per poter conservare l’economicità della tecnologia Gpl e le prestazioni del motore, ma anche la sicurezza di guida.

L’impianto a Gpl ha bisogno di periodici controlli che sono effettuati durante il fermo per i normali tagliandi di manutenzione ordinaria. Il filtro va sostituito ogni 20.000 chilometri, mentre è bene far controllare le punterie ogni 30.000 chilometri percorsi.

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