Buono mobilità, fino a 500 euro per comprare mezzi e servizi: le spese possibili

Come può essere speso il buono mobilità e a chi spetta

C’è spazio anche per i provvedimenti legati alla mobilità nel decreto Rilancio approvato dal governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiali. I provvedimenti sono già in vigore e prevedono innanzitutto lo stanziamento di un contributo fino a 500 euro per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, e di veicoli per la micromobilità elettrica come monopattini, hoverboard e segway, o per l’uso dei servizi di sharing mobility.

Il buono mobilità copre fino al 60% della spesa sostenuta per acquistare un nuovo mezzo o fruire di uno dei servizi ammessi. La misura dell’agevolazione all’uso delle biciclette si accompagna alla modifica del Codice della Strada con la realizzazione di apposite bike lane ovvero di percorsi dedicati.

Come può essere speso il buono mobilità e a chi spetta

Il buono mobilità spetta ai maggiorenni residenti nei capoluoghi di Regione, nelle città metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria), nei capoluoghi di provincia, nei comuni fino a 50.000 abitanti. Per ottenere l’importo è sufficiente conservare la fattura e lo scontrino e accedere tramite Spid sull’applicazione web sviluppata per l’occasione del Ministero dell’Ambiente, da scaricare anche direttamente dal sito istituzionale. In alternativa può essere fruito con un buono spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web.

Basta indicare sulla piattaforma il mezzo o il servizio da acquistare e la piattaforma genera il buono spesa elettronico da consegnare ai fornitori autorizzati. Ricordando che il provvedimento è retroattivo, le disposizioni restano in vigore solo fino al 31 dicembre 2020.

Ma c’è chi protesta per le poche misure per le auto

In questo contesto di novità si segnala però il poco sforzo per il mondo delle auto, rispetto a cui il decreto Rilancio non è andato al di là del sovvenzionamento dell’ecobonus. Da qui la dura presa di posizione di Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), Federauto (Federazione italiana concessionari auto) e Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), esprimendo preoccupazione per la scelta del governo di limitarsi al rifinanziamento del fondo per l’acquisto di auto a basse emissioni, considerato un intervento poco significativo per una effettiva ripartenza del settore automotive nel nostro Paese.

Ecco quindi l’auspicio di interventi mirati di sostegno che il mercato possa recepire positivamente per evitare il rischio di deindustrializzazione del Paese.

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