Attestato di rischio: cosa cambia con la nuova riforma

Dal 1° agosto è diventato dinamico per impedire che eventuali sinistri vengano denunciati in ritardo

Attestato di rischio

Entra in vigore la riforma sull’attestato di rischio. Per punire l’abitudine a non denunciare gli incidenti o denunciarli in ritardo, e non subire rincari, diventa dinamico.

Attestato di rischio

Come saprete, l’attestato di rischio è il documento, dalla validità quinquiennale, che prova la presenza o meno di sinistri nel corso degli anni del sottoscrittore della polizza RCA (auto e motoveicoli), oltre alla classe di Conversione Universale (cioè il parametro che indica la posizione nella scala di valori bonus-malus). All’interno dello stesso certificato è sempre indicata pure la categoria di provenienza e di assegnazione della compagnia. A ogni modo, è necessario fare costantemente riferimento alla CU per calcolare precisamente un preventivo, operazione possibile anche in seguito a una lunga interruzione del rapporto.

Sinistro tardivo

Si definisce sinistro tardivo un incidente comunicato in ritardo, risarcito dalla compagnia negli ultimi 60 giorni previsti nel contratto, o dopo la sua scadenza. Se denunciato in concomitanza al cambio di compagnia, non compare nell’attestato di rischio. E scatterà il bonus per l’assicurato, anziché il malus a carico degli altri sottoscrittori. Così è stato almeno fino al 1° agosto 2018, in quanto l’attestato di rischio dinamico prevede proprio che questo comportamento, spesso scorretto, non sia più possibile.

Identificativo Univoco di Rischio

Con l’introduzione dello IUR (Identificativo Univoco di Rischio), all’assicurato è associato un codice personale. Che semplifica la ricostruzione del suo attestato di rischio, identificabile per tutte le compagnie. Un proprietario di due o più vetture deve avere altrettanti IUR. Grazie alla sua introduzione l’iter burocratico si snellisce e velocizza. I clienti dal 1° luglio 2015, come dispone l’art. 134 del Codice delle Assicurazioni (decreto legislativo n. 209/2005), non hanno più diritto a un originale cartaceo della dichiarazione, ma la possono trovare, almeno 30 giorni prima della scadenza annuale, nell’“area cliente” della relativa compagnia. Per eseguire l’accesso occorre registrarsi e inserire i propri dati, compreso l’indirizzo e-mail.

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