Volvo 164: la svedese prima del successo

Raccolse meno di quanto meritava, ma mise Volvo sui radar

Volvo 164

Vedere oggi Volvo che compete, ad armi pari, con gli altri premium appare scontato. Ma l’ascesa non è accaduta dal giorno alla notte. Sono, infatti, serviti modelli eccellenti per dimostrare che anche in Svezia ne sanno a riguardo. Negli anni ’70, ad esempio, troneggiava Mercedes, con le connazionali BMW e Audi che seguivano a ruota, mentre l’azienda scandinava aveva tanti propositi, ma poco altro. In quel di Goteborg il capo progettisti, Jan Wilsgaard, fu chiamato con la Volvo 164 a rendere le ambizioni realtà. Il compito aveva tutti i crismi dell’impresa: alla qualità eccellente andavano soppesati i costi industriali.

Volvo 164: forme allungate

In sostanza, la Volvo 164 non era altro che una 144 allungata in avanti di 10 cm. Una modifica che coinvolse anche l’asse anteriore, sempre spostato in avanti. Questo per lasciare campo al motore a 6 cilindri in linea 3.0 da 145 Cv, alimentato mediante due carburatori a doppio corpo Zenith-Stromberg. Tuttavia, la rivisitazione non bastò a farla apparire come un modello nettamente superiore. Gli esperti consultati commisero un errore di fondo: pensare che le macchine compatte sarebbero spopolate anche negli Stati Uniti.

Lodata dai critici, snobbata dal pubblico

Rispetto alla 144, si percepivano maggiore differenze nell’abitacolo: un rivestimento di panno più spesso proteggeva i sedili, mentre per il pavimento la scelta ricadeva sul tessuto. Scompare il divano posteriore, a favore di due sedili, separati con un bracciolo mobile centrale. Meccanicamente, la Volvo si beava per il cambio ZF a controllo remoto, quindi con la leva collocata sul tunnel e non a ridosso della plancia. A un anno dal lancio, arrivarono i primi miglioramenti: luci alogene aggiuntive integrate, poggiatesta e sedili in pelle di serie. Allestimento ancor più ricco per gli americani, comprensivo di tetto apribile elettricamente, aria condizionati, finestrini elettrici e vetri oscurati. Nonostante i lusinghiere giudizi attribuiti dalla critica, la Volvo 164 (prodotta in 146mila unità) finì per essere snobbata.

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