Lamborghini Genesis Bertone: monovolume ‘bestiale’

A dispetto dei suoi 1.800 kg, si basava su una spinta soddisfacente.

Lamborghini Genesis Bertone

Una carrozzeria a quattro porte? Eresia! Sono insorti i sostenitori della Lamborghini, cogliendo con profondo disappunto linee e meccanica della Urus. Additato al suv scarso rispetto della filosofia aziendale, che finora aveva soltanto costruito coupé a due porte. Scavando nel passato scorgiamo però un modello altrettanto anticonformista, la Lamborghini Genesis Bertone. Monovolume versatile, derivante appunto dalla collaborazione con Bertone, neanche poi tanto sportiva.

Lamborghini Genesis Bertone: preparata al cambiamento

Nel solco dall’antesignana Renault Espace, presentata quattro anni prima, viene mostrata al Salone di Torino 1988 la Genesis. Parecchi costruttori danno la loro interpretazione del nuovo segmento, per dimostrarsi al passo coi tempi. La Bertone disegna una vettura cattiva nel look, con grandi vetri studiati per aumentare la luminosità a bordo. Ma è nel profilo che “esagera”, prevedendo un parabrezza assai avvolgente, il quale si prolunga fino al lunotto. Originali inoltre il muso a becco e il tetto, discendente verso la coda. Semplificano l’accesso portiere anteriori ad ala di gabbiano e posteriori scorrevoli.

Lamborghini Genesis Bertone: essenza Countach, ma col cambio Chrysler

La carrozzeria allungata è improntata alla migliore funzionalità. Tuttavia, fa furore il V12 da 5.2 litri, provenienza Countach QV : collocato davanti alla cabina di guida, produce complessivamente 455 Cv. Garantisce una spinta soddisfacente, nonostante l’auto dichiari peso elevato, pari a ben 1.800 kg. Il cambio non è manuale a 5 rapporti come nella Countach. Ma un automatico a 3 marce concesso dalla Chrysler, il gruppo che controlla Lamborghini dal 1987 al 1994. Bertone, rinomata carrozzeria torinese, non ha annunciato le performance. Logica vuole che abbia lo stesso scatto della Countach. A ogni modo, la trazione è posteriore. L’azienda di Sant’Agata Bolognese ha optato per organi meccanici all’altezza delle aspettative. Caratura sportiva sottolineato dal rombo. Molteplici le analogie rispetto alla Urus, anche se non è mai uscita nella versione finale.

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