Bertone Nivola: la coupé ispirata al mito Tazio Nuvolari

Dai 375 Cv passò a quota 650. Come? Con un doppio turbocompressore.

Bertone Nivola

Vi pare possibile che un’auto intitolata a Tazio Nuvolari vada lenta? Bertone Nivola, chiamata così in onore suo noto soprannome, puntava infatti sulle alte prestazioni. Filante coupé color giallo, reinterpretazione della carrozzeria Bertone, dichiarava prestazioni elevate: attingendo al motore otto cilindri, presentava le ruote posteriori sterzanti. Soluzione tecnica assai in voga oggi sulle sportive. Lo stesso non poteva dirsi all’epoca, nel 1990.

Bertone Nivola: assetto ribassato, è spinta dal motore collocato in posizione centrale

Costruita su misura, si concesse delle licenze, nel stile caratteristico delle Corvette. Tuttavia, ad una fugace ispezione, se così si può dire, potrebbero sfuggire le analogie. Nivola assunse forme tipiche delle auto con motore centrale. Il che vuol dire disporre di un’estremità anteriore decisamente compatta, parabrezza avvolgente e posteriore quasi orizzontale. Ribassata a 1.10 m, il tettuccio era amovibile. Cuore pulsante situato nella cabina di guida, anziché davanti. Per renderlo tale si avvaleva di una soluzione alquanto insolita per i sedili. Che finivano montati più in basso, in quanto la seduta è fissata direttamente al telaio, senza disporre di un cuscino nella più pura accezione. Salendovi sopra, sorge dunque l’impressione di sedere su sedili cavi.

Bertone Nivola: sulle orme della Corvette ZR1, potente come le supercar odierne

Ah, scusate. Non ci siamo ancora soffermati su quale sia il propulsore effettivamente equipaggiato. Trattasi del V8 basato sul 5.7 presente nella Corvette ZR1. Ma migliorato esponenzialmente in termini di potenza. Tramite l’aggiunta di un doppio turbocompressore, passò da 375 a 650 Cv. Da rizzare le antenne. Un simile incremento avrebbero provocato dissesti sulla dinamica. Se i tecnici della carrozzeria si fossero esentati dal porre in atto opportune modifiche. I tecnici spostarono pertanto il 60% della massa sul retrotreno. Tradotto: maggiore aderenza e, di riflesso, maggiore maneggevolezza. Lotus collaborò al progetto, chiamata nella progettazione e verifica delle ruote posteriori sterzanti.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 0 Media: 0]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

14 − tredici =