Incidenti stradali per nebbia: l’ausilio della tecnologia LaserAid

A concepirlo il 42enne Domenico Gallo.

Incidenti stradali

Da episodi negativi scaturiscono, talvolta, conseguenze positive. Domenico Gallo era al volante, quando si imbatté in uno dei tragici incidenti stradali causati dalla fitta nebbia. Per garantire che simili episodi non si ripetessero più ha ideato LaserAid.

Incidenti stradali: delimita i bordi

Basato sulla tecnologia laser, Gallo è riuscito a creare sulle strade corridoi con riferimenti luminosi per delimitare i bordi stradali e le rotatorie in città. Tra le altre cose ha sperimentato anche un dispositivo mobile utile alle Forze dell’Ordine per segnalare, in caso di nebbia, il posto di blocco: un corridoio luminoso visibile fino a due chilometri di distanza impedisce in questo modo che venga ignorato in modo da preservare, soprattutto, l’incolumità degli agenti. Inoltre l’apparecchio consente di proiettare sull’asfalto i contenuti dei cartelli stradali che, in situazioni di nebbia fitta, sono difficilmente distinguibili.

Incidenti stradali: LaserAid, depositato il brevetto

Applicazioni che risulterebbero preziose ai fini della sicurezza stradale. Peccato però che la start up sia ancora alla ricerca di finanziatori. “Abbiamo depositato il brevetto in Italia e attendiamo una risposta dall’Europa spiega Gallo -. Abbiamo collaborato con l’università di Cassino ed il Cnr per lo sviluppo tecnico. Al momento abbiamo anche potenziali clienti, come il comune di Sofia, dove abbiamo presentato LaserAid, e Instabul: sono interessati al nostro progetto e il ministero per le Infrastrutture e i trasporti ci ha dato il via libera alla sperimentazione”.

Incidenti stradali: i test su strada

Ma “non abbiamo finanziatori. Li abbiamo cercati – prosegue Gallo – e abbiamo anche abbracciato l’idea dei finanziamenti pubblici ma non è arrivato nulla. Adesso stiamo cercando di creare possibili joint venture con imprenditori in cambio di esclusive di mercato. Siamo ad un passo dalla sperimentazione su strada, che speriamo di fare quest’inverno nella zona di Cassino ma per avviarla occorrono centinaia di migliaia di euro per sei mesi di test. Il costo dell’apparato, invece, è molto inferiore”.

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