Display Oled per le auto, come funzionano

Il termine Oled (Organic light emitting diode) indica che questa tecnologia si basa su materiali organici, spesso carbonio

La tecnologia Oled, che offre notevoli vantaggi nell’illuminazione, non rappresenta una novità nel panorama tecnologico, poiché le sue prime applicazioni risalgono alla fine del secolo scorso. Ma nel settore automobilistico, questa tecnologia ha incontrato alcune sfide prima di trovare una diffusa adozione. Il ritardo è stato in parte dovuto ai costi elevati associati all’implementazione e in parte alla necessità di migliorare l’affidabilità, specialmente nelle condizioni di utilizzo più impegnative.

In piccola scala, gli schermi Oled sono stati utilizzati con successo. In particolare, hanno trovato applicazione nei fanali, consentendo una distribuzione omogenea della luce e la creazione di effetti grafici spettacolari, anche in formato 3D. Inoltre, gli schermi Oled sono stati introdotti nelle vetture di lusso, come la Mercedes Classe S del 2021.

A breve, questa tecnologia sta per fare il suo ingresso in vetture di serie su larga scala, come la prossima generazione di Mini, prevista per il debutto nella primavera del 2024. Il display Oled di questa vettura promette colori brillanti e un nero profondo mai visto prima in un’automobile. Questi schermi saranno valorizzati da animazioni e numerose opzioni di personalizzazione grafica, offrendo un’esperienza visiva avanzata all’interno dell’abitacolo.

Quali vantaggi dei display Oled per le auto

Il termine Oled è un’abbreviazione di Organic light emitting diode, il che indica che questa tecnologia si basa su materiali organici, spesso carbonio. A differenza dei comuni diodi luminosi, gli Oled non sono costituiti da punti luminosi distinti, ma piuttosto da sottili fogli flessibili che, quando attraversati da una corrente elettrica, emettono una luce diffusa e uniforme. Questa caratteristica consente di eliminare la necessità di una retroilluminazione, che è invece richiesta nei tradizionali pannelli LCD a cristalli liquidi, causando una resa cromatica meno brillante e un nero meno profondo, in quanto ottenuto spegnendo i “punti” luminosi colorati.

La diffusione degli Oled nelle applicazioni automobilistiche è stata limitata da costi elevati e dalla sensibilità di questa tecnologia all’umidità e alle temperature estreme, sia elevate che basse. Pertanto, per le applicazioni di fanali, la Osram ha sviluppato tecnologie specifiche che consentono a questi dispositivi di resistere a temperature costanti di 85 gradu per migliaia di ore.

Esempi di applicazione dei display Oled per le auto

Gli schermi Oled garantiscono una resa cromatica vivida e saturata, offrendo un’esperienza visiva di alta qualità. Nella prossima generazione del modello Mini a tre porte, questa caratteristica sarà enfatizzata attraverso una vasta gamma di funzioni e grafiche appositamente progettate per il monitor centrale della plancia. Questo display Oled, con un diametro di 24 cm, rappresenta il primo utilizzo di un display Oled di forma circolare in un veicolo.

Questo display consente la visualizzazione in alta definizione delle mappe di navigazione, immagini personali selezionate dall’utente e una serie di temi personalizzabili. Tra questi, spicca un tema beige con un grande tachimetro a lancetta, un omaggio al design della prima Mini del 1959. L’interfaccia grafica sfrutta appieno le potenzialità di questo schermo Oled e si basa su un nuovo sistema operativo basato su Android. Questo sistema permette anche la possibilità di eseguire videogiochi direttamente a bordo del veicolo. Tuttavia, rimangono sempre in primo piano le funzioni essenziali legate al controllo del climatizzatore, del navigatore e del telefono.

Articolo precedenteAuto cinesi: conviene comprarle? Costo e valore
Prossimo articoloVolkswagen Touareg 2024: la prova su strada del suv di alta gamma