Ampere, ecco la svolta elettrica di Renault: 7 nuove auto in arrivo

Dal piano strategico si passa all'implementazione con una gamma Renault di 7 veicoli dei segmenti A, B e C previsti entro il 2031

renault ampere

La nuova divisione autonoma di Renault, chiamata Ampere, è stata istituita per gestire integralmente il ciclo di vita delle vetture elettriche del marchio francese. Ampere si occupa della progettazione, dello sviluppo, della produzione e della commercializzazione di veicoli elettrici, oltre a sviluppare due modelli per Alpine, uno per Mitsubishi e la Nissan Micra elettrica, nonché a sostenere l’elettrificazione dei veicoli Dacia.

L’iniziativa, promossa da Luca de Meo in qualità di CEO, ha trasformato Ampere da un’entità aziendale secondaria di Renault in una società indipendente, avvenuta il primo novembre, e sarà quotata in borsa nella primavera del 2024. Con un organico di circa 11.000 dipendenti, di cui il 35% sono ingegneri, distribuiti in 11 siti produttivi in Francia, Ampere mira a raggiungere entro il 2031 un fatturato di 25 miliardi di euro, vendere un milione di veicoli elettrici e ottenere un margine operativo superiore al 10%.

Per raggiungere questi obiettivi, Ampere si propone di democratizzare l’auto elettrica, producendo veicoli che avranno un prezzo di listino comparabile con quelli a motore endotermico entro il 2027/2028.

Cosa prevede il progetto Ampere di Renault

Il piano strategico delineato prevede una costante riduzione dei costi, mirando a una diminuzione del 40% di quelli variabili tra la prima e la seconda generazione di veicoli elettrici a batteria, mediante interventi su diversi fronti:

  • Unità di alimentazione: si prevede una riduzione del 50% del costo della batteria per veicolo mantenendo invariata l’autonomia e una riduzione del 25% del costo del motore elettrico per veicolo.
  • Piattaforma: si mira a ridurre del 25% il costo della piattaforma per veicolo e del 15% il costo della carrozzeria per veicolo.
  • Ottimizzazione dei processi produttivi: si prevede una riduzione del 50% dei costi logistici e di produzione mediante l’ottimizzazione dei processi.

La focalizzazione dell’elettrificazione Renault sarà sull’hardware, con l’introduzione delle piattaforme native AmpR Small per il segmento B e AmpR Medium per il segmento C. Per lo sviluppo dei software, si collaborerà con Qualcomm attraverso una partnership strategica.

In arrivo 7 nuovi modelli

Dal piano strategico si passa all’implementazione con una gamma di 7 veicoli dei segmenti A, B e C previsti entro il 2031. Dopo il lancio della Mégane E-Tech a metà 2022, seguirà il lancio della Scénic E-Tech all’inizio del 2024, candidato fresco al premio The Car of The Year, con un prezzo base di 40.000 euro. Poi, nel segmento B, arriverà la Renault 5 alternativa elettrica al prezzo di 25.000 euro, seguita nel 2025 dalla Renault 4 e da due nuovi modelli di seconda generazione. Infine, la Twingo sarà lanciata nel 2026/2027, destinata a essere un modello fondamentale e rivoluzionario, evocando lo spirito dell’antenata degli anni ’90.

La Twingo di prossima generazione sarà caratterizzata da un design che richiama e modernizza le linee tondeggianti della sua predecessora, ma sarà concepita con contenuti “a prova di 2035”. Poche informazioni tecniche sono state rese pubbliche, ma Renault ha dichiarato che sarà dotata di un’architettura integrata software-hardware per consentire aggiornamenti over-the-air non solo per l’infotelematica, ma per tutti gli aspetti dell’auto. Si prevede un consumo medio di energia di 10 kWh ogni 100 km e sarà realizzata con l’uso estensivo di materiali riciclati e riciclabili, con l’obiettivo di emettere il 75% in meno di CO2 nell’intero ciclo di vita rispetto a un veicolo medio attualmente in vendita in Italia.

Il punto cruciale, al momento, rimane il prezzo, poiché rappresenta la principale barriera per l’elettrificazione su larga scala. Renault si propone di abbattere questa barriera, offrendo il veicolo a meno di 20.000 euro una volta sul mercato.

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