Brongward Isabella: la coupé anni Cinquanta rinasce con motori elettrici

In anteprima al pubblico la versione contemporanea della gloriosa tedesca

Brongward rievoca i fasti del passato. Riportato ufficialmente in vita nel 2015 dalla cinese Foton, il brand tedesco ha presentato Isabella, concept del mitico modello anni Cinquanta.

Brongward Isabella: maestosa nelle sue misure

“Isabella concept è una moderna interpretazione della leggendaria e bellissima antenata. La carrozzeria accuratamente proporzionata crea una perfetta armonia tra forme arrotondate e linee precise. Il nostro obiettivo era di abbinare bellezza e tecnologia”, ha detto Anders Warming, membro del Board of Management and Chief Design Officer of Borgward Group AG. Impressionano le misure: 5 metri di lunghezza, 1,40 di altezza, e 1.92 di larghezza.

Coupé rinverdita

Le eleganti e ampie portiere, con apertura scorrevole verso l’esterno, richiamano l’accesso a interni lussuosi. L’arioso abitacolo dispone di quattro poltrone singole. A livello tecnico, Isabella è un’anticipazione dei futuri modelli a zero emissioni di casa Borgward. Spingono infatti la coupé due unità elettriche, per una potenza complessiva di 300 cavalli (450Nm di coppia), uno 0-100 in 4,5 secondi e una velocità massima di 250 km/h. La produzione dovrebbe partire nel 2019.

Primi modelli a benzina, ma il futuro è elettrico

Entro fine anno la Casa di Stoccarda punta a scendere in campo entro i propri confini. “Siamo lieti che, dopo il nostro successo in Cina ed altri paesi, possiamo sbarcare nel mercato tedesco, ha detto Ulrich Walker, CEO di Borgward Group AG. “A causa delle numerose richieste della clientela e per incrementare la visibilità del nostro marchio e dei suoi prodotti, abbiamo deciso di debuttare con una versione a benzina delle BX7 e BX5. Permane tuttavia il nostro obiettivo di commercializzare prevalentemente veicoli elettrici una volta avviata la produzione a Brema. Walker è intanto soddisfatto per i risultati raggiunti, nonostante numerose difficoltà: “Stiamo facendo bene malgrado i massici costi iniziali e per, tra le altre cose, lo sviluppo di nuovi modelli e l’espansione del nostro complesso in Cina.

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