Patente A: quando serve, in cosa consiste l’esame

La licenza consente di guidare non solo le moto, ma anche i tricicli, compresi quelli con potenza superiore a 15 kW, a tutti quelli che hanno compiuto almeno 21 anni

patente A

La patente A è un documento indispensabile per chi desidera guidare una moto, considerata sempre più spesso un’alternativa ideale per chi vuole accantonare momentaneamente l’auto.

Patente A: in cosa consiste l’esame

Superare un esame specifico è un momento fondamentale per chi desidera spostarsi con una moto. Come per la patente B, quella per le automobili, è possibile scegliere tra due diverse strade: sostenere la prova presso una scuola guida abilitata o da privatista.

Chi sceglie di recarsi presso un’autoscuola ha la possibilità di prendere parte a una serie di lezioni teoriche impartite da un istruttore. Un’opportunità utile soprattutto se si ha la necessità di chiarire eventuali punti poco chiari. In alternativa, l’esaminando dovrà studiare in maniera autonoma. Le domande a cui si dovrà rispondere (in genere 40, si scende a 30 per il patentino) riguardano in modo particolare il Codice della Strada e alcuni aspetti relativi al motore. Sono consentiti al massimo quattro errori.

L’esame avviene invece in modo differente a seconda del tipo di mezzo che si desidera guidare. A seconda del tipo di mezzo, sono infatti richieste competenze diverse. La prova pratica, da sostenere solo dopo avere superato quella teorica, consiste invece in una prova su pista e su strada. Il percorso in pista solitamente è quello più insidioso: è necessario infatti dimostrare di saper guidare tra i birilli, effettuando un percorso stretto e saper frenare quando necessario. Quando si deve viaggiare sull’asfalto è indispensabile dimostrare di saper gestire eventuali pericoli e dimostrare sicurezza nonostante la presenza di altri veicoli.

Patente A: i vari tipi disponibili

Sono disponibili vari tipi di patente A, che consentono di guidare diversi veicoli a due ruote. È possibile innanzitutto conseguire la patente AM (comunemente viene chiamata “patentino”), adatta se si desidera guidare un motorino sin dai 14 anni. L’esame teorico consiste in un quiz di 30 domande, superate le quali è possibile ottenere il foglio rosa, che consente di iniziare a esercitarsi su strada. Dopo un mese sarà possibile sostenere l’esame pratico.

Per le moto da 125 cc e 11 Kw di potenza è necessario essere in possesso della patente A1. È possibile averla dai 16 anni in su. In questo caso le domande di teoria a cui è necessario rispondere diventano 40. Nella prova pratica, invece, si deve dimostrare di saper gudare sia su pista sia in strada.

Dai 18 anni in su è possibile ottenere la patente A2, adatta per guidare qualsiasi veicolo ma fino a 35 Kw di potenza e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 Kw/kg. Chi è già in possesso della licenza A1 dove sostenere solo la prova pratica.

La patente A senza limiti, indicata anche come patente A3, serve per guidare da subito tutti i tipi di motocicli, ma adesso non la si può conseguire prima di avere compiuto 24 anni. Il limite di età può scendere a 20 anni, ma solo se si è titolari di patente A2 da almeno due anni.

Chi invece è già in possesso di patente B, ma desidera anche la patente A dovrà solo sostenere la prova pratica.

Patente A: tempi di rinnovo

Anche la patente moto deve essere rinnovata. I tempi variano a seconda dell’età dell’intestatario: ogni 10 anni fino ai 50 anni di età, ogni 5 tra 50 e 70 anni, ogni 3 tra 70 e 80 anni e ogni 2 oltre gli 80 anni. Come per la patente B, si deve considerare  la regola del compleanno che prevede la coincidenza tra la data di nascita e quella della prossima scadenza. È possibile comunque, se lo si desidera, anticipare la data fino a quattro mesi.

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