Mettiamolo subito in chiaro: la longevità di un’auto dipende da vari fattori. Modelli, alimentazioni, motori e meccanica rivestono peso specifico. Esistono comunque riferimenti chilometrici e temporali monitorabili per tenere la vettura in ottimo stato.

FRENI

Fate verificare dischi e pastiglie dei freni ogni 10.000 km. Ovviamente, durante il controllo, sarà opportuno che il meccanico accerti di come stanno pinze, flessibili, molle di ritorno, nonché il regolatore di distanza. Al di là della periodica manutenzione, sarebbe opportuno sostituire i componenti del freno a tamburo ogni 50.000 km. Per le spazzole non superate i sei mesi. Purché siano di buona qualità. L’intervallo scende se vengono acquisti prodotti ultra-economici, di provenienza dubbia. A ogni modo, sarebbe opportuno cambiarle proprio all’inizio dell’autunno.

FILTRO ABITACOLO

Potrebbe deteriorarsi il riflettore del faro. La lampadina scalda infatti il materiale tutt’attorno, rendendo il fascio luminoso molto meno forte. Ogni anno andrebbe svolto un controllo, orientandolo in maniera corretta. Le candele vanno monitorate ogni 15.000 km, e sarà il meccanico di fiducia a valutare se occorre sostituirle. Meglio nel caso di primo equipaggiamento. Massima cautela con la pulizia del filtro abitacolo. Se lo scuotete o introducete aria forzata, correte il rischio di rovinare le microfibre. Ogni 15.000 km è consigliabile sostituirlo. Un litro di benzina brucia con 10.000 litri d’aria. L’auto circola fuori città? Cambiatelo ogni 20.000 km e comunque una volta l’anno. In città, nel traffico, ogni 10.000 km e comunque una volta ogni 6 mesi.

LONTANA E’ LA LUCE

Data la crisi economica, parecchi guidatori hanno rinunciato alla corretta manutenzione della vettura. In caso contrario, laddove non possano rinunciare assolutamente ad un intervento, tocca ricorrere a pezzi di pessima qualità, pagati pochissimo. Il risultato è che un po’ tutta la macchina ne subisce le conseguenze, con danni alla sicurezza stradale. Senza dimenticare che, essendo meno efficiente, consuma di più. In definitiva: il risparmio iniziale si ritorce contro.

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