Targa prova: prassi fuori legge per la Cassazione

Circolarvi per dimostrazioni, trasferimenti e prove è fuori legge

Targa prova

Con una circolare, il Ministero dell’Interno ha chiarito quando l’utilizzo della targa prova può considerarsi lecito. In risposta alla richiesta di chiarimenti avanzata dalla Prefettura di Arezzo, le conclusioni assumono rilevanza anche per le ripercussioni su professionisti quali riparatori, carrozzieri e concessionari che vi fanno ricorso.

Targa prova: stop ai fraintendimenti

Secondo il parere emanato dal Viminale, sono autorizzati a circolare con targa prova esclusivamente i veicoli non immatricolati. E, in genere, privi di carta di circolazione, compresi quelli per i quali, in conseguenza di modifiche tecniche, deve essere aggiornata. Il Ministero dell’Intero asserisce nella circolare che “Il fatto che tra i soggetti che possono richiedere ed ottenere l’autorizzazione alla circolazione di prova siano inclusi anche gli esercenti di officine di riparazione e di trasformazione, non implica affatto che il titolo autorizzativo in esame possa anche servire per la circolazione di veicoli immatricolati non revisionati, privi di assicurazione RCA o quant’altro”.

Le categorie ammesse

La prassi, consolidata negli anni, vuole che officine e rivenditori circolino su mezzi già immatricolati ma con targa prova per dimostrazioni, trasferimenti e prove: da ora in avanti è proibito. Detto altrimenti, costituisce un’infrazione l’utilizzo su veicoli già immatricolati ma privi di assicurazione e/o revisione. A ogni modo, l’autorizzazione può essere rilasciata a meccanici e concessionari che, talvolta, devono circolare con veicoli sprovvisti dell’una, dell’altra o di entrambe. Nel D.P.R. 474/2011 si ammettono esplicitamente le seguenti tre categorie:

  • “concessionari, commissionari e agenti di vendita, i commercianti autorizzati”;
  • “aziende che esercitano attività di trasferimento su strada di veicoli non ancora immatricolati da o verso aree di stoccaggio”;
  • “esercenti di officine di riparazione e di trasformazione, anche per proprio conto”.

L’opinione di Confarca

In definitiva, la targa prova può essere impiegata solo su veicoli non ancora targati oppure in attesa di revisione della carta di circolazione. Allo stato attuale, dunque, diventa quasi inutile uno strumento fondamentale nella gestione delle attività di vendita auto e di autoriparazione in genere”, avverte con una nota Confarca, associazione che riunisce autoscuole e consulenti auto.

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