Targa personale per auto e moto, come funziona. Cosa cambia e per chi

Risparmio per i cittadini in termini di tempo e di denaro

Questa dovrebbe essere la volta buona perché a distanza di nove anni dalla prima proposta che si era arenata per la mancanza del decreto attuativo, questa volta il progetto di targa auto e moto personale dovrebbe andare in porto. Apparterrà cioè a una e una sola persona per 15 anni che può utilizzarla nel caso di cambio della vettura in proprio possesso. Terminato questo periodo è sufficiente chiedere il rinnovo e, in assenza di problemi, la proprietà sarà rinnovata. Al pari di quanto ad esempio accade con la patente. Resta da capire se la novità sarà applicare solo sulle nuove auto o anche su quelle attualmente in circolazione.

Alla base dell’idea dell’introduzione del regime personale della targa automobilistica ci sono più ragioni, tra cui il collegamento diretto tra la targa e il titolare e il risparmio per i cittadini in termini di tempo e di denaro, esattamente 41,78 euro. Ciascun automobilista diventa titolare della targa del proprio veicolo, con la possibilità di trasferirla sull’auto successivamente acquistata. Si tratta di una procedura che, si ricorda già accade in altri Paesi dell’Unione europea.

Come funziona la targa personale

Le regole sono chiare: la targa degli autoveicoli è personale e non cedibile e di conseguenza permette il collegamento permanente della targa con il relativo titolare e l’identificazione con il proprietario dell’auto. Chi risulta intestatario di più autoveicoli è titolare di un corrispondente numero di targhe.

In caso di trasferimento di proprietà la targa rimane in possesso del titolare che può apporla a un altro autoveicolo, previa comunicazione al Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto intermodale del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture affinché si possa provvedere all’annotazione negli appositi registri.

Cosa succede in caso di furto o smarrimento

In caso di smarrimento, furto o distruzione della targa, il titolare è chiamato a darne comunicazione all’ufficio della Direzione generale per la motorizzazione del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e richiederne un duplicato. Infine il titolare che non intende utilizzare la targa assegnata provvede alla sua restituzione all’ufficio competente per la distruzione.

Come argomentato da Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, si tratta di un provvedimento che porterà a breve un risparmio in termini di tempo e denaro per tutti i cittadini. Si tratta di una di quelle innovazioni, spiega, che avvicinano il Ministero alla vita di tutti i giorni.

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