Revisione auto conto terzi: il nuovo ruolo strategico del proprietario

La persona che esegue la procedura deve certificare il dato relativo al chilometraggio, che deve essere controfirmato dall'intestario del mezzo

revisione auto conto terzi
Foto: Flickr

La revisione auto rappresenta un momento di verifica fondamentale per il veicolo volto ad accertare che possa viaggiare in assoluta sicurezza. Recentemente la normativa ha subito un importante aggiornamento di cui dovranno tenere presente tutti i possessori di veicoli a motore.

Revisione auto conto terzi: si rinnova la normativa

Ogni automobilista sa bene quanto sia fondamentale sottoporre il proprio mezzo alla revisione auto, non solo per non incorrere in sanzioni, ma anche per verificare la presenza di eventuali difetti. La frequenza con cui effettuare i controlli è ormai inalterata da qualche anno: il primo test è previsto a quattro anni di distanza dall’immatricolazione, i successivi ogni due anni.

La norma ha però recentemente subito un importante aggiornamento. La procedura avviene in modo più rigido allo scopo di ridurre al minimo eventuali possibili truffe. Una volta portata a termine la revisione, infatti, l’addetto dovrà consegnare al proprietario il cosiddetto “certificato di chilometraggio“, in cui viene apposto il dato relativo al numero di chilometri percorsi dal veicolo. Questo servirà ad evitare gli episodi, ancora troppo frequenti, di persone che finiscono per abbassare il numero pur di ottenere un ricavo maggiore in fase di vendita.

Revisione auto contro terzi: il ruolo strategico del proprietario

Una volta consegnata la carta di circolazione, la persone che si è occupata della revisione dovrà indicare chiaramente al proprietario il numero di chilometri rilevati. A quel punto sarà la persona che si è presentata presso l’officina specializzata a firmare un documento specifico per accettazione sulla domanda di revisione o sul modello TT2100.

A partire dal 18 novembre 2018 la norma ha subito un ulteriore modifica. Questa è stata introdottaper certificare non solo la responsabilità dell’addetto che esegue il controllo, ma anche dell’intestatario del mezzo. Se il reale proprietario del mezzo non è presente, dovrà infatti una delega a controfirmare il dato chilometrico. Non devono ovviamente mancare anche le copie dei documenti di identità di entrambi.

Qualora dovessero essere rilevate in fase successiva eventuali manomissioni al contachilometri, il proprietario della vettura ne sarà ritenuto responsabile. Quando il mezzo in questione sarà sottoposto a un’ulteriore revisione uno dei primi passi da fare sarà il controllo dell’attestato relativo al precedente controllo. Un momento fondamentale per accertarsi di eventuali disuguaglianze.

Revisione auto conto terzi: le conseguenze in caso di errore

E’ comunque possibile correre ai ripari in caso di inserimento di un dato errato relativo al chilometraggio. L’operazione, che può essere eseguita senza alcun costo, deve essere però effettuata in tempi brevi.

In caso di problemi riscontrati al contachilometri che possono avere richiesto una riparazione o una sostituzione, diventa necessario presentare una dichiarazione relativa all’installazione dell’officina che si è occupata di questo aspetto. Il proprietario resta comunque l’unico responsabile della situazione.

 

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