Lavori stradali: di chi è la responsabilità per danni

Interrogata sul tema, la Cassazione ha dato verdetto favorevole all'impresa

Lavori stradali

Un’illuminante pronuncia della Cassazione è stata depositata per quanto riguarda le imprese che effettuano lavori stradali. Secondo quanto indicato nell’art. 21, deve “adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità della circolazione”. L’applicabilità della norma assume interesse per stabilire le responsabilità dei danni conseguenti.

Lavori stradali: la responsabilità dei danni decade a cantiere chiuso

Secondo quanto indicano gli Ermellini, gli illeciti di cui all’art. 21 non è “a carattere permanente”. Quando il cantiere è chiuso, non può ricadere alcuna responsabilità sulla ditta. I danni subiti dagli utenti della strada ricadrebbero quindi sul gestore. Nel caso specifico, un’impresa edile aveva effettuato lavori di scavo per un condominio, che avevano interessato anche il suolo pubblico e in particolare un viale alberato. A lavori ultimati, problemi di realizzazione e abbondanti precipitazioni facevano cedere un’aiuola, che danneggiava un’auto parcheggiata nei pressi. La polizia municipale, per violazione dell’art. 21, elevava sanzione all’impresa esecutrice. Che impugnava la sanzione.

Non un illecito “permanente”

Alla base una disputa molto tecnica, che si è giocata sull’interpretazione normativa. La più interessante quella dell’art. 21, co. 2 e 4 del C.d.S., secondo cui all’impresa che effettua lavori stradali spetta “adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità della circolazione”. La Suprema Corte, secondo quanto indicato nella n. 18842/18, sottolinea che la norma è inerente al divieto di eseguire tutte quelle attività tipiche dei lavori stradali, come apposizione di manufatti, depositi di materiale, impiego di operai e mezzi, senza adottare gli accorgimenti sopra richiamati. E puntualizza che, il cantiere chiuso, esenta l’impresa dalle responsabilità, non rappresentando un illecito “a carattere permanente”. La decisione finale lascia immaginare che ci siano concrete speranze di sfuggire alla sanzione (da 841 a 3366 euro). Nei tempi che corrono, i Comuni e, in generale, gli enti pubblici che gestiscono le strade non possiedono risorse economiche necessarie per risarcire il danno. E allora cercano di scaricare gli oneri. Come, forse, nella circostanza qui esaminata.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 0 Media: 0]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

quattordici − 12 =