Decreto autovelox 2024, cosa prevedono le nuove norme

Le norme stabiliscono i nuovi criteri di installazione degli autovelox, ma non mancano incertezze: facciamo il punto

autovelox 2024

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 28 maggio, è entrato in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che stabilisce le modalità di collocazione e uso degli autovelox. Questo provvedimento nasce dalla necessità di regolamentare un settore che ha visto una crescita incontrollata dei dispositivi di controllo della velocità sulle strade italiane.

Il quadro degli autovelox in Italia

Il riferimento normativo risale alla legge 120 del 2010, che all’articolo 25 comma 2 prevedeva l’emanazione di un decreto ministeriale per definire le modalità di collocazione e utilizzo degli autovelox. Nessun governo, da quello di Berlusconi fino a Draghi, aveva adottato misure concrete in tal senso, lasciando spazio a una proliferazione di questi dispositivi.

Dati alla mano, l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di autovelox fissi, con 11.130 dispositivi installati che generano circa 1,5 miliardi di euro in multe annuali per le casse comunali. Il nuovo decreto mira a regolamentare questo scenario, limitando l’autonomia dei Comuni e trasferendo molte delle competenze alle Prefetture.

Nuove regole sugli autovelox nel 2024

Con le nuove regole, i dispositivi potranno essere installati solo su tratti di strada individuati dai Prefetti, in aree con un alto tasso di incidenti causati dall’eccesso di velocità negli ultimi cinque anni, dove le condizioni strutturali non permettono la contestazione immediata delle infrazioni, e dove il traffico presenta una velocità media superiore ai limiti consentiti.

Gli autovelox non potranno essere installati in città con limiti inferiori a 50 km/h e su strade extraurbane con limiti inferiori di 20 km/h rispetto a quelli stabiliti dal Codice della strada. Sono state definite distanze minime tra segnale e dispositivo, variabili a seconda del tipo di strada: almeno 1 km fuori dai centri abitati, 200 metri sulle strade urbane a scorrimento e 75 metri sulle altre strade urbane.

I Comuni hanno 12 mesi di tempo per adeguarsi alle nuove norme e disinstallare gli autovelox non conformi. La regolamentazione include anche la distanza minima tra dispositivi mobili, che dovrà essere di almeno 4 km in autostrada, 3 km sulle strade extraurbane principali, 1 km su quelle secondarie e 500 metri sulle urbane a scorrimento.

Le sanzioni rimarranno quelle previste dal nuovo Codice della strada, in fase di approvazione definitiva al Senato. Una delle disposizioni prevede che, in caso di più violazioni commesse in un’ora dallo stesso veicolo su un tratto di strada gestito dallo stesso ente, venga applicata solo la sanzione più elevata, aumentata di un terzo. Rimane irrisolto il problema degli autovelox non omologati, che sarà affrontato con una norma specifica nel futuro Codice della strada.

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