Bollo auto: la guida completa

Tutto quello che c'è da sapere sul bollo auto: quanto costa, quando e dove si paga, possibili aumenti e agevolazioni.

autostrada

Il Bollo Auto – o, più propriamente, la Tassa Automobilistica che nella nuova formulazione del Testo Unico delle leggi sulle Tasse Automobilistiche ha sostituito la precedente Tassa di Circolazione – è una imposta di “possesso” dell’auto di competenza locale – ovvero in capo alle Regioni – e che è dovuta dai proprietari di tutte i veicoli immatricolati nel suolo della Repubblica Italiana. La legge stabilisce inderogabilmente e precisamente, che la competenza territoriale del tributo, della sua riscossione e della sua gestione sia appannaggio della regione di residenza del proprietario del veicolo, secondo quanto riportato nel Pubblico Registro Automobilistico. Occorre quindi precisare subito che il bollo non deve essere pagato dai soli veicoli circolanti – da qui la modifica del suo nome – ma anche da tutti quelli “in possesso” di qualcuno, anche se non utilizzati effettivamente.

Il bollo: chi paga, quanto paga e i possibili aumenti nel 2015

La tassa deve essere pagata per qualunque tipo di veicolo (compresi camper ed autocarri). L’esenzione dal pagamento del bollo nella sua interezza viene previsto dalla legge solo per i veicoli riconosciuti come di particolare interesse storico che abbiano più di trent’anni per i camion e più di vent’anni per le autovetture e le motociclette. In ogni caso, se tali veicoli devono circolare su strada, saranno sottoposti al pagamento di una tassa di circolazione, il cosiddetto bollo ridotto. Dal momento che la riscossione del bollo è di competenza regionale, non mancano iniziative locali volte a favorire particolari categorie di veicoli – come per esempio le auto elettriche, le auto a GPL o quelle a metano, con sgravi o esenzioni dal pagamento – oppure particolari categorie di proprietari – come per esempio i portatori di handicap su vetture a benzina fino ai 2 litri di cilindrata e diesel fino a 2,8 litri. Altrettanto variabile da regione a regione è il costo del bollo che viene calcolato attraverso un moltiplicatore stabilito dall’autorità locale e applicato alla potenza in Kw del veicolo e a caratteristiche legate alla categoria di emissione cui appartiene (euro VI, euro V, ecc…). Per effettuare un calcolo puntuale del costo del bollo della propria auto, è utile ricorrere al simulatore messo a disposizione degli utenti sul sito dell’agenzia delle entrate. Attenzione però: la riforma della Pubblica Amministrazione votata dal Parlamento nello scorso giugno, conteneva come “copertura” finanziaria anche l’aumento del bollo auto per l’anno 2015 con un tetto massimo previsto del 12% rispetto al valore precedente. Inoltre sono state paventate riduzioni nelle esenzioni, specialmente per quanto riguarda auto e moto storiche, ma tale situazione non è ancora stata confermata.

Il bollo: dove e quando si paga?

Il bollo deve essere pagato per i veicoli nuovi entro un mese dal giorno dell’immatricolazione e per veicoli già circolanti, entro un mese dalla scadenza del bollo precedente. Il pagamento del bollo è possibile tramite gli sportelli territoriali dell’ACI, presso le agenzie di pratiche automobilistiche o più semplicemente presso gli uffici postali e le tabaccherie con l’unica indicazione della targa del veicolo. Non mancano poi le possibilità di pagamento on-line, sia attraverso i siti delle autorità locali – ad esempio le regioni – sia tramite il sito dell’ACI o il servizio BolloNet nelle zone in cui questo è attivo. Se un tempo era necessario esporre sulla vetture in circolazione la ricevuta di pagamento, oggi tale obbligo non è più in vigore – salvo che per i ciclomotori – dal momento che tutti i controlli da parte delle autorità vengono fatti in via telematica. E’ comunque opportuno conservare il tagliando in modo da esibirlo in caso di controlli a posteriori. Nel caso di richiesta di rimborso di un pagamento effettuato e non dovuto, tale richiesta deve essere effettuata presso gli uffici dell’ACI della regione di residenza del contribuente ed entro tre anni dal momento dell’effettuazione del pagamento stesso.

 

Photo Credit: Marco Varisco

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