Auto a km zero estere: Iva, immatricolazione, telaio. Cosa controllare

Cosa fare prima di acquistare auto a chilometro zero di provenienza estera

Auto km 0 Torino

Quando c’è di mezzo l’acquisto di un’auto a chilometro zero di provenienza estera il suggerimento è di effettuare tutte le verifiche del caso per evitare irregolarità da pagare a caro prezzo. A iniziare dall’accusa di evasione dell’Iva, anche se le norme in vigore prevedono l’obbligo per il venditore di versarla prima dell’immatricolazione con il Siit ovvero l’ex Motorizzazione che rilascia la carta di circolazione solo in caso di regolarità con il pagamento.

L’Iva è al 22% ovvero quella italiana e occorre specificare nel contratto. Se nella fattura sono presente le diciture Iva a margine o Articolo 36 vuol dire che l’imposta è stata applicata a una parte del valore ed è valida se l’auto è usata, ha più di sei mesi o ha effettuato 6.000 chilometri ed è stata acquistata da un privato.

Auto a km zero estere: a cosa stare attenti

Nel caso di auto a km zero di provenienza estera è indispensabile controllare la data della prima immatricolazione nel libretto estero. La regole è semplice: se è inferiore a sei mesi è nuova, in caso contrario il periodo di copertura inizia da quel momento che inizia. Attenzione al numero di telaio perché deve coincidere con quello indicato nel libretto di garanzia e manutenzione, nei documenti dell’auto e nelle targhette punzonate all’interno del vano motore.

Meglio fare scrivere nel contratto allestimento del modello da comprare per controllare se mancano accessori di serie per il modello italiano. Nel caso in cui saltino fuori differenze è legittimo chiedere un ribasso del prezzo applicato. In generale è meglio farsi consegnare una copia della dichiarazione di assolvimento degli obblighi Iva su carta intestata dell’azienda e contenente numero di telaio, targa estera, paese di provenienza, numero e data della loro fattura d’acquisto, chilometraggio.

Cosa fare prima di acquistare auto a chilometro zero di provenienza estera

Dal punto di vista operativo, buona norma vuole che non si versino acconti prima di avere visto e controllato l’auto e verificato la regolarità di documenti e fattura. Non sottovalutare l’importanza delle norme antinquinamento, considerando la maggiore e sempre più crescente rigidità applicata in Italia. L’auto nuova deve avere percorso non più di 100 chilometri per essere considerata una km zero.

Ecco dunque che è utile fare indicare nel contratto e nella fattura tutti i dettagli utili ovvero il chilometraggio, il paese di provenienza, la data d’immatricolazione estera e gli accessori installati. Proprio i documenti sono fondamentali nella compravendita: intestatario e data di immatricolazione devono coincidere nel contratto e nella carta di circolazione estera.

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