Richiami auto: piange il bilancio delle Case

Allianz studia il fenomeno.

Richiami auto

Mercedes, Peugeot, Subaru: tre multinazionali tutte incriminate per prodotti non conformi alla qualità promessa. Liquidati 2 milioni di dollari negli ultimi 5 anni dovuto dai richiami auto. Spesa che progressivamente aumenta e pesa come un macigno anche sulle casse societarie di aziende operanti in altri settori.

Richiami auto: un macigno sulle casse

Secondo Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) oltre il 70% delle perdite assicurative è legato all’automotive, sui quasi 400 reclami avanzati nel lustro passato da 28 Paesi per prodotti difettosi (costo medio superiore a 10,5 milioni di euro) o cattivi lavori. Subiranno richiami tra i 60 e i 70 milioni di veicoli con airbag malfunzionanti. Stimati costi complessivi intorno ai 25 miliardi di dollari. Il “Ripple Effect – effetto a catena” colpisce altri settori, tra cui quello della IT/elettronica, terzo più vessato.

Richiami auto: fattori scatenanti

“Assistiamo ad un numero crescente di richiami nell’industria automobilistica”, afferma Carsten Krieglstein, Regional Head of Liability, Europa Centro-orientale, AGCS. “Ciò è dovuto a fattori quali un’ingegneria più complessa, tempi ridotti di collaudo del prodotto, esternalizzazione della Ricerca e Sviluppo e crescenti pressioni sul contenimento dei costi. Lo spostamento tecnologico dell’industria automobilistica verso la mobilità elettrica e autonoma creerà ulteriori rischi di richiamo”.

Richiami auto: la reputazione conta

“I social media sono un vero e proprio punto di svolta per il richiamo dei prodotti”, afferma Stewart Eaton, Head of Product Recall, Regno Unito, AGCS. “Un post o un tweet dannoso possono influenzare la dimensione del richiamo e causare danni alla reputazione, il che significa che le aziende ora devono reagire più rapidamente”. In aumento i richiami dettati da questioni etiche o di reputazione. “Ci saranno incidenti laddove non esiste alcun obbligo giuridico di richiamo, ma è la cosa giusta da fare. Si tratta di un rischio reale a cui le aziende devono essere preparate”, dice Christof Bentele, Head of Global Crisis Management di AGCS.

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