Paolo Villaggio: Autobianchi Bianchina, l’auto di Fantozzi

Il cinema saluta Paolo Viaggio, scomparso all'età di 84 anni, e quella Bianchina, a bordo della quale è entrato nel mito il personaggio di Fantozzi

L’Italia perde un altro maestro della comicità italiana. All’età di 84 anni è morto Paolo Villaggio. Attore e scrittore, i fan ricorderanno a lungo le tragicomiche vicende del ragionier Ugo Fantozzi, a bordo della sua Autobianchi Bianchina. Un’auto così messa in ridicolo, ma così entrata nel cult.

Autobianchi Bianchina: tragica ma iconica

“Una macchina molto meno alla moda della 500, una macchinetta tragica – stile vorrei ma non posso – che non avrebbe mai avuto la possibilità di diventare un mito anche perché dietro non aveva la potenza pubblicitaria e di marketing della Fiat”, la descrisse Paolo Villaggio. Eppure, in una classifica internazionale specializzata, presidia il quarto posto come “auto icona del Cinema”, davanti alla Batmobile e alla Gran Torino, protagonista nell’omonimo film di Clint Eastwood.

Autobianchi Bianchina: Coalizione con Pirelli e Fiat

Erano state deposte da poco le armi per il conflitto bellico. E, per rilanciare il marchio, fu studiata la Bianchina, progetto congiunto della “Fabbrica automobili e velocipedi Edoardo Bianchi”. Tese una mano la Pirelli, convinta che fosse la chance giusta per incrementare le forniture di pneumatici. E pure la Fiat contribuì alla realizzazione, invogliata a conoscere, in prima persona, fasce alternative di mercato.

Autobianchi Bianchina: base Cinquecento, spunti USA

La Bianchina fu presentata al pubblico, nel 1957, al Museo della Scienza e della Tecnica a Milano. Con la Cinquecento condivideva sia telaio che meccanica, differendo poi nelle linee: pinne posteriori, cromature e tetto apribile in tela le conferivano un look da piccola, lussuosa, americana. A spingerla il motore bicilindrico da 479 cc, con singolo carburatore, raffreddato ad aria e posizionato in posizione posteriore. Erogava una potenza che, nell’arco della storia della vettura, passò da 15 a 21 CV. In linea con l’incremento, nel 1960, della cilindrata, a 499,5 cc. La velocità massima salì dai 90 km/h delle prime versione agli oltre 105 km/h delle ultime. Il cambio invece era a 4 marce, con primo e secondo rapporto non sincronizzati, mentre la trazione era posteriore.

Autobianchi Bianchina: più venduta della 500

Passò poco dal lancio che la Bianchina toccò numeri di vendita superiori alla 500, vuoi per la possibilità di rateizzazione o lo spirito di, come le chiamiamo oggi, auto premium. E sull’onda del successo la gamma venne ampliata con la versione Decappottabile e Panoramica nel 1960 e, due anni più tardi, con la berlina 4 posti, dotata di tetto chiuso. La produzione della Bianchina cesserà al 1969, rimpiazzata dalla A112.

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