Fiat Tempra: solida realtà, sfatò luoghi comuni

Da una "costola" della Tipo riportò rarissimi guasti

Fiat Tempra

I pregiudizi sono duri a morire. Celano, talvolta, un fondo di verità. Generalizzare è però semplicistico. Pensiamo alle auto italiane. Viste, negli anni Ottanta e Novanta, di cattivo occhio per la scarsa affidabilità. Constatazione in parte vera. Ma solo in parte. La Fiat Tempra aveva “tempra” di nome e di fatto. Lo confermò un indice di guasti basso segnalato nel corso della sua intera carriera.

Fiat Tempra: attinse dalla Tipo

Basata sulla meccanica della Tipo, per design ricordava più la Uno. Carrozzeria a tre volumi, alta e imponente, ne risentiva un po’ in visibilità. Il coefficiente aerodinamico di 0,297 era, in compenso, tra i migliori della categoria. Artigiani, famiglie e persino sportivi avevano un debole particolare per gli interni. Al bagagliaio si accedeva mediante una doppia apertura: il classico portellone e la sponda ribaltabile, che appiattiva completamente la soglia di carico. E, col lunotto quasi verticale, dichiarava 550 litri, portabili a 1.600 coi sedili posteriori abbattuti.

Per il Brasile 165 Cv

Oltre alla plancia con quadrante digitale, disponeva di una ricca dotazione. La lunga lista degli optional comprendeva alzacristalli elettrici posteriori, fendinebbia, cerchi in lega, computer di bordo e ABS sulle ruote anteriori per le versioni meno potenti e su tutte le 4 ruote per 1.8, 2.0 e 1.9 TD. La gamma motori prevedeva, tra gli altri, un diesel 1.9, in versione aspirata e, soprattutto, turbo, rispettivamente da 65 e 82 cavalli. In Brasile, come Tempra Turbo Suite, uscì anche un quattro cilindri 8v: erogava 165 Cv, per una velocità di punta che si attestava sui 200 km/h.

Supera la soglia del milione di esemplari

Aperte le vendite nel 1990, trascorsero quattro anni prima che l’allestimento HSD (High Safety Drive) entrò in listino. Di serie comprendeva ABS a quattro canali, airbag lato guida, pretensionatori per le cinture di sicurezza anteriori, poggiatesta sia anteriori che posteriori e correttore dell’assetto dei fari. La sua nobile storia ebbe fine nel 1997: oltre un milione le unità prodotte.

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